ORBETELLO
Laguna, Piro: «Per il piano di emergenza cosa si aspetta?»
ORBETELLO. S’alza il livello di guardia in riva alla Laguna. E Pier Luigi Piro – confermato alla guida dei Pescatori di Orbetello per la quarta volta – chiede a gran voce un piano di emergenza che...
2 MINUTI DI LETTURA
ORBETELLO. S’alza il livello di guardia in riva alla Laguna. E Pier Luigi Piro – confermato alla guida dei Pescatori di Orbetello per la quarta volta – chiede a gran voce un piano di emergenza che sia approntato senza tentennamenti e subito efficace.
«Bisogna essere pronti nel caso si dovessero determinare condizioni rischiose per la laguna di Orbetello – dice – Non possiamo aspettare trafile tecniche e burocratiche. Tutti – continua Piro – conoscono gli aspetti critici della laguna, dove si potrebbero scatenare fenomeni anossici e dove l’acqua è stagnante e avrebbe bisogno di movimento».
Sta per cominciare l’estate – le temperature alte e le giornate afose – e il presidente dei Pescatori è preoccupato. Lo è ogni anno, soprattutto dopo la moria del 2015.
«Al momento – spiega– le idrovore sono in funzione alle peschiere di Nassa e Fibbia. In azione c’è anche lo sgrigliatore di Ansedonia». L’unico cruccio di Piro è la presenza, in acqua, di una sola imbarcazione, quella dell’Orbetello Pesca Lagunare. «Non ci sono alternative – sostiene Piro – Occorre avere le idee chiare altrimenti qualcuno si dovrà assumere le proprie responsabilità non solo nei riguardi della nostra azienda ma di tutto il territorio». Perché la Laguna non solo è fonte di lavoro per i pescatori ma è anche un ecosistema tanto prezioso quanto debole.
Il presidente Piro tiene a ribadire un concetto: «Voglio precisare, e lo faccio per coloro che continuano a scrivere cose inesatte e a volte paradossali – dice – che noi siamo semplicemente degli esecutori e fra le altre cose siamo i primi a subire i danni che poi si riflettono su tutta la comunità. Credo sia giunto il momento di gettare dietro le spalle ogni polemica – aggiunge – e fare sinergia. E lo dico soprattutto a coloro che puntualmente puntano il dito sulla nostra azienda. Siamo disponibili a spiegare, ad accettare critiche se ritenute costruttive, ma per favore cerchiamo di crescere, questa azienda dà lavoro a oltre 100 famiglie di tutto il territorio comunale e ad altre attività correlate, siamo ovunque e con chiunque ci chiede collaborazione e aiuto. Non abbiamo mai chiuso le porte in faccia a nessuno – sottolinea – perché crediamo di essere parte integrante della comunità. Sono disposto a incontrare tutti coloro che vogliono sapere lo stato delle cose e per questo promuoverò degli incontri. I prossimi tre anni saranno decisivi per il nostro futuro e vorremmo affrontarli con serenità». (i. a.)
«Bisogna essere pronti nel caso si dovessero determinare condizioni rischiose per la laguna di Orbetello – dice – Non possiamo aspettare trafile tecniche e burocratiche. Tutti – continua Piro – conoscono gli aspetti critici della laguna, dove si potrebbero scatenare fenomeni anossici e dove l’acqua è stagnante e avrebbe bisogno di movimento».
Sta per cominciare l’estate – le temperature alte e le giornate afose – e il presidente dei Pescatori è preoccupato. Lo è ogni anno, soprattutto dopo la moria del 2015.
«Al momento – spiega– le idrovore sono in funzione alle peschiere di Nassa e Fibbia. In azione c’è anche lo sgrigliatore di Ansedonia». L’unico cruccio di Piro è la presenza, in acqua, di una sola imbarcazione, quella dell’Orbetello Pesca Lagunare. «Non ci sono alternative – sostiene Piro – Occorre avere le idee chiare altrimenti qualcuno si dovrà assumere le proprie responsabilità non solo nei riguardi della nostra azienda ma di tutto il territorio». Perché la Laguna non solo è fonte di lavoro per i pescatori ma è anche un ecosistema tanto prezioso quanto debole.
Il presidente Piro tiene a ribadire un concetto: «Voglio precisare, e lo faccio per coloro che continuano a scrivere cose inesatte e a volte paradossali – dice – che noi siamo semplicemente degli esecutori e fra le altre cose siamo i primi a subire i danni che poi si riflettono su tutta la comunità. Credo sia giunto il momento di gettare dietro le spalle ogni polemica – aggiunge – e fare sinergia. E lo dico soprattutto a coloro che puntualmente puntano il dito sulla nostra azienda. Siamo disponibili a spiegare, ad accettare critiche se ritenute costruttive, ma per favore cerchiamo di crescere, questa azienda dà lavoro a oltre 100 famiglie di tutto il territorio comunale e ad altre attività correlate, siamo ovunque e con chiunque ci chiede collaborazione e aiuto. Non abbiamo mai chiuso le porte in faccia a nessuno – sottolinea – perché crediamo di essere parte integrante della comunità. Sono disposto a incontrare tutti coloro che vogliono sapere lo stato delle cose e per questo promuoverò degli incontri. I prossimi tre anni saranno decisivi per il nostro futuro e vorremmo affrontarli con serenità». (i. a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
