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Festival delle associazioni per un’estate di eventi

Festival delle associazioni per un’estate di eventi

CINIGIANO. Riscoprire il senso di comunità, valorizzare il paese e dare spazio alle tantissime associazioni che operano nel territorio comunale. È nato con queste finalità un anno fa e torna da...

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CINIGIANO. Riscoprire il senso di comunità, valorizzare il paese e dare spazio alle tantissime associazioni che operano nel territorio comunale. È nato con queste finalità un anno fa e torna da domani il Festival delle associazioni di Cinigiano. Sarà una seconda edizione ancora più in grande con eventi in calendario fino alla fine di agosto. Il tutto si svolge con la collaborazione del Comune che vede in questo progetto l’occasione per far conoscere il paese, i suoi prodotti e le sue tradizioni.
Ieri la presentazione del festival a Palazzo Aldobrandeschi a Grosseto con la sindaca Romina Sani e l’architetto Alberto Lorenzini in rappresentanza delle tre contrade di Cinigiano e referente di tutte le associazioni promotrici. Domani alle 21 alle Scale Sante la presentazione alla cittadinanza con i rappresentanti delle associazioni coinvolte.
Il programma comprende cene della tradizione, cene di condivisione con le varie etnie che vivono nel Comune, spettacoli di teatro e di musica, canti popolari, artisti di strada, mercatini e due momenti di riflessione e dibattito: una due giorni contro l’ipotesi di un nuovo insediamento geotermico sul territorio (l’evento del 15 e 16 luglio “Giù le mani dalla nostra terra” a Monticello Amiata) e una giornata dedicata al tema della sicurezza e alla tutela dalle truffe (2 luglio in collaborazione con l’Arma dei carabinieri). Torna anche il Cinigiano Summer Festival dal 30 giugno al 2 luglio. «Il festival è in crescita – dice Sani – tanto per numero di eventi quanto per varietà e qualità della proposta. Le parole chiave di questa edizione sono comunità e condivisione». «Nel nostro Comune c’è un attivismo straordinario – dice Lorenzini – Tantissimi sono i giovani volontari tra i 24-25 anni. C’è un forte attaccamento dei ragazzi al territorio e questo aiuta a tenere le tradizioni in vita».
Sara Landi

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