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«A noi le tasse, a loro i posti barca»
Porto Ercole: l’opposizione contro il rinnovo a favore della Marina di Cala Galera
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PORTO ERCOLE. Le opposizioni si interrogano sul futuro di Cala Galera. “Noi per Monte Argentario” e “Argentario: Adesso il Futuro” chiedono ragguagli al sindaco Arturo Cerulli sulla concessione demaniale della Marina che, entro fine mese, dovrebbe essere rinnovata per altri trent’anni, andando a scadenza nel 2050. «Non vediamo spiegazione – dicono – su quali siano le argomentazioni che hanno convinto il sindaco, dopo circa dieci anni dal suo insediamento, a concedere alla Marina di Cala Galera il prolungamento di 30 anni della concessione, con vantaggi economici per essa valutabili in centinaia di milioni di euro e con ricadute a favore della collettività pari a meno di zero». I due gruppi di opposizione sollecitano dunque Cerulli: «Deve spiegare ai cittadini – dicono – perché ha affidato alla Marina di Cala Galera la redazione del tanto sbandierato piano regolatore del porto. Sarebbe come affidare la redazione del piano regolatore ai proprietari delle aree da regolamentare. Il primo cittadino dice che «si è trattato di prendere atto di una rideterminazione già avallata dalla capitaneria quando gestiva il demanio».
L’opposizione consiliare invita i cittadini «a leggersi l’articolata delibera di giunta – esortano – Così potranno verificare che le cose non stanno come il sindaco ha raccontato. Il Comune – proseguono – non si è limitato a istruire la domanda di proroga della concessione (ammettendo nella delibera che la proroga diretta non era concepibile a norma di legge), ma ad interpretarla come richiesta di correzione della concessione originaria rilasciata negli Anni Settanta da un soggetto superiore come il ministero. Inquietante è – aggiungono – come il fatto che il Comune abbia sentito la necessità di richiedere alla Marina di Cala Galera se non dovesse interpretarsi in tal senso la domanda di proroga presentata. A ben vedere, la Marina di Cala Galera non è affatto obbligata a fare o cedere alcunché al Comune né ad altri soggetti pubblici, in quanto il calcolo dei 30 anni è semplicemente calcolato in base ai maggiori oneri sostenuti nella fase di costruzione del porto risalente agli anni’ 70. Nove anni di chiacchiere – concludono – A noi le tasse e a loro i posti barca. La nostra domanda, lo ripetiamo per l’ennesima volta, è: a chi giova? » . (a. c.)
L’opposizione consiliare invita i cittadini «a leggersi l’articolata delibera di giunta – esortano – Così potranno verificare che le cose non stanno come il sindaco ha raccontato. Il Comune – proseguono – non si è limitato a istruire la domanda di proroga della concessione (ammettendo nella delibera che la proroga diretta non era concepibile a norma di legge), ma ad interpretarla come richiesta di correzione della concessione originaria rilasciata negli Anni Settanta da un soggetto superiore come il ministero. Inquietante è – aggiungono – come il fatto che il Comune abbia sentito la necessità di richiedere alla Marina di Cala Galera se non dovesse interpretarsi in tal senso la domanda di proroga presentata. A ben vedere, la Marina di Cala Galera non è affatto obbligata a fare o cedere alcunché al Comune né ad altri soggetti pubblici, in quanto il calcolo dei 30 anni è semplicemente calcolato in base ai maggiori oneri sostenuti nella fase di costruzione del porto risalente agli anni’ 70. Nove anni di chiacchiere – concludono – A noi le tasse e a loro i posti barca. La nostra domanda, lo ripetiamo per l’ennesima volta, è: a chi giova? » . (a. c.)
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