Il presidio
mozione in consiglio comunale
Pozzi, la ricetta del Pd «Aperti e in cogestione»
GROSSETO. È pronta una mozione di Pd e Lista Mascagni sulla questione dei pozzi irrigui: verrà presentata al consiglio comunale. La vicenda inizia qualche settimana fa quando la giunta Vivarelli...
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. È pronta una mozione di Pd e Lista Mascagni sulla questione dei pozzi irrigui: verrà presentata al consiglio comunale.
La vicenda inizia qualche settimana fa quando la giunta Vivarelli Colonna ha annunciato di non riaprire circa 90 pozzi di proprietà comunale che da decenni irrigano il verde cittadino: pubblico e privato.
I consiglieri di opposizione sottolineano innanzitutto che non c’è stata «nessuna concertazione con i soggetti interessati, né con le altre forze politiche: nessun preavviso». Tale «tempismo», secondo i consiglieri «ha messo in imbarazzo anche i più acritici sostenitori del nuovo corso». Il quadro, secondo Pd e Lista Mascagni, sarebbe dunque il seguente: «Alcuni pozzi sono stati riattivati; di alcuni altri i condomìni, pur di non veder seccare i giardini, riusciranno forse a farsi carico, provvisoriamente, di gestirli; in altri casi si preferirà optare per la realizzazione di nuovi pozzi, con un salasso per i cittadini ed il rischio di veder proliferare le perforazioni; altre situazioni invece, soprattutto nelle frazioni, non potranno probabilmente essere risolte».
L’affondo: «È così – ci domandiamo – che si tutela quell’autentico bene pubblico della città, che è il verde cittadino? Dispiace poi per giustificare le proprie scelte politiche, l’amministrazione tiri in ballo obblighi di legge che imporrebbero di disfarsi dei pozzi comunali. Le norme consentono comunque il co-uso, anche pubblico / privato. Chi utilizza i pozzi – aggiungono – deve partecipare alle spese di manutenzione, ma sarebbe sufficiente completare il censimento delle utenze private che era stato avviato dalla precedente amministrazione».
Poi, l’attacco all’assessore Riccardo Megale: «Con quale coerenza l’assessore Megale può farsi esecutore della linea politica, quando nel 2013, da consigliere comunale, si faceva paladino delle ragioni dei cittadini di Verde Maremma» a cui l’allora Amministrazione chiedeva di pagare le spese di gestione.
Ed ecco la proposta dell’opposizione: «Gli utenti devono partecipare alle spese» – è la loro linea – deve essere «mantenuta una regia pubblica nella gestione dei 90 pozzi irrigui di proprietà comunale» per «tutelare il verde cittadino e non lasciare a secco i cittadini».
«La maggioranza – concludono – deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte politiche, senza accampare alibi normativi e senza praticare il consueto sport dello scaricabarile, quello con il quale si vorrebbe addebitare ora alla Regine “matrigna”, ora alle precedenti amministrazioni (che i pozzi li hanno sempre tenuti aperti), le colpe della propria incapacità a gestire i problemi».
La vicenda inizia qualche settimana fa quando la giunta Vivarelli Colonna ha annunciato di non riaprire circa 90 pozzi di proprietà comunale che da decenni irrigano il verde cittadino: pubblico e privato.
I consiglieri di opposizione sottolineano innanzitutto che non c’è stata «nessuna concertazione con i soggetti interessati, né con le altre forze politiche: nessun preavviso». Tale «tempismo», secondo i consiglieri «ha messo in imbarazzo anche i più acritici sostenitori del nuovo corso». Il quadro, secondo Pd e Lista Mascagni, sarebbe dunque il seguente: «Alcuni pozzi sono stati riattivati; di alcuni altri i condomìni, pur di non veder seccare i giardini, riusciranno forse a farsi carico, provvisoriamente, di gestirli; in altri casi si preferirà optare per la realizzazione di nuovi pozzi, con un salasso per i cittadini ed il rischio di veder proliferare le perforazioni; altre situazioni invece, soprattutto nelle frazioni, non potranno probabilmente essere risolte».
L’affondo: «È così – ci domandiamo – che si tutela quell’autentico bene pubblico della città, che è il verde cittadino? Dispiace poi per giustificare le proprie scelte politiche, l’amministrazione tiri in ballo obblighi di legge che imporrebbero di disfarsi dei pozzi comunali. Le norme consentono comunque il co-uso, anche pubblico / privato. Chi utilizza i pozzi – aggiungono – deve partecipare alle spese di manutenzione, ma sarebbe sufficiente completare il censimento delle utenze private che era stato avviato dalla precedente amministrazione».
Poi, l’attacco all’assessore Riccardo Megale: «Con quale coerenza l’assessore Megale può farsi esecutore della linea politica, quando nel 2013, da consigliere comunale, si faceva paladino delle ragioni dei cittadini di Verde Maremma» a cui l’allora Amministrazione chiedeva di pagare le spese di gestione.
Ed ecco la proposta dell’opposizione: «Gli utenti devono partecipare alle spese» – è la loro linea – deve essere «mantenuta una regia pubblica nella gestione dei 90 pozzi irrigui di proprietà comunale» per «tutelare il verde cittadino e non lasciare a secco i cittadini».
«La maggioranza – concludono – deve assumersi la responsabilità delle proprie scelte politiche, senza accampare alibi normativi e senza praticare il consueto sport dello scaricabarile, quello con il quale si vorrebbe addebitare ora alla Regine “matrigna”, ora alle precedenti amministrazioni (che i pozzi li hanno sempre tenuti aperti), le colpe della propria incapacità a gestire i problemi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
