Il Tirreno

Grosseto

così oggi 

Niente scuola media e si fa ginnastica nella sala 

Niente scuola media e si fa ginnastica nella sala 

I nati nel 1981 sono stati gli ultimi a fare qui le secondarie di primo grado 

2 MINUTI DI LETTURA





CAMPAGNATICO. Tra i fattori che hanno contribuito allo spopolamento del paese c’è sicuramente anche il fatto che da moltissimi anni Campagnatico non ha più la scuola media, o per dirla con l’attuale denominazione la scuola secondaria di primo grado. Per i bambini la formazione si ferma alla scuola primaria.
«Quando ero piccola io c’erano trenta bambini per classe. Ora ce ne saranno trenta in tutta la scuola», dice Gaia Innocenti, 26 anni.
Anche Gaia è tra i giovani campagnatichesi che hanno cominciato a fare i pendolari con Grosseto o Paganico per andare a scuola. Alle medie lei andava fino in città. «Ci si svegliava alle 6, alle 7 c’era il pullman per Grosseto, e poi il ritorno», racconta.
Una testimonianza simile a quella di Niccolò Landi. «Io sono nato nel 1983 – dice Niccolò – e ho fatto le medie a Grosseto svegliandomi tutte le mattine alle 6,30. I nati nel 1981 sono stati gli ultimi campagnatichesi a poter fare le medie in paese. Anche questo è un motivo che spinge le famiglie con figli a un certo punto a lasciare il paese».
Ma di motivi per andarsene Niccolò Landi ne cita altri: la mancanza di impianti sportivi ad eccezione del campo di calcio e del centro sportivo “Renzo Trovò”, ad esempio.
Proprio ieri mattina, intorno alla scuola, in via Roma, si sentivano le voci degli alunni intenti a fare ginnastica. Le voci provenivano dalla sala polivalente che si trova sopra la scuola. «Prima era a uso pubblico – racconta Martina Alocci, 20 anni –. Io stessa ci ho fatto la festa dei 14 anni. Ma ora non la danno più». Ora, infatti, è usata come alternativa alla palestra per la scuola e proprio ieri mattina c’era una lezione. (s.l. e f.f.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera