Il presidio
«Mare grosso» Cento passeggeri restano a terra
di Andrea Capitani
MONTE ARGENTARIO. Il traghetto non parte a causa del maltempo, una mamma protesta. L’ultima corsa di sabato 20 maggio della Toremar, traghetto di linea che collega Porto Santo Stefano all’isola del...
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MONTE ARGENTARIO. Il traghetto non parte a causa del maltempo, una mamma protesta. L’ultima corsa di sabato 20 maggio della Toremar, traghetto di linea che collega Porto Santo Stefano all’isola del Giglio, non ha riportato i passeggeri isolani a casa – erano circa un centinaio quelli in procinto di imbarcarsi – in virtù del mare mosso e del tempo improvvisamente peggiorato.
È arrivata la decisione di non far partire l’imbarcazione, trovando il disappunto di Cinzia Sturman, residente isolana il cui figlio doveva rientrare a casa con quella corsa. «L’ultima traversata – racconta la madre – non è stata effettuata, senza preavviso e lasciando a terra mio figlio che tornava a casa dopo la settimana scolastica. Il traghetto ha viaggiato tutto il giorno insieme a quello della Maregiglio senza problemi e, all’improvviso, si è fermato, dicendo ai passeggeri in procinto di imbarcarsi che, a causa delle condizioni meteo-marine, non sarebbe partito. Io tutto questo mare, come dicono loro, non l’ho visto. E poi le navi non sono concepite per navigare? La Toremar effettua servizio pubblico che in questo caso ha interrotto. Non dovrebbe ospitare coloro che abitano sull’isola visto che gli ha impedito di tornare a casa?». «Capiamo la signora – risponde la Toremar – perché, quando la nave si ferma questo crea sempre difficoltà, specie se è l’ultima corsa della sera. Le navi sono fatte per navigare ma non con ogni condizione. Il comandante ha ritenuto che queste non fossero tali da consentire un viaggio in sicurezza. È responsabilità del comandante, molto spesso capita che aspetti fino all’ultimo momento per vedere se il meteo migliori. Non si può rispondere di quanto non è prevedibile, con il meteo non ci si può far nulla. C’è un indirizzo di posta specifico per avere chiarimenti: info@toremar. it oppure urp@toremar. it».
È arrivata la decisione di non far partire l’imbarcazione, trovando il disappunto di Cinzia Sturman, residente isolana il cui figlio doveva rientrare a casa con quella corsa. «L’ultima traversata – racconta la madre – non è stata effettuata, senza preavviso e lasciando a terra mio figlio che tornava a casa dopo la settimana scolastica. Il traghetto ha viaggiato tutto il giorno insieme a quello della Maregiglio senza problemi e, all’improvviso, si è fermato, dicendo ai passeggeri in procinto di imbarcarsi che, a causa delle condizioni meteo-marine, non sarebbe partito. Io tutto questo mare, come dicono loro, non l’ho visto. E poi le navi non sono concepite per navigare? La Toremar effettua servizio pubblico che in questo caso ha interrotto. Non dovrebbe ospitare coloro che abitano sull’isola visto che gli ha impedito di tornare a casa?». «Capiamo la signora – risponde la Toremar – perché, quando la nave si ferma questo crea sempre difficoltà, specie se è l’ultima corsa della sera. Le navi sono fatte per navigare ma non con ogni condizione. Il comandante ha ritenuto che queste non fossero tali da consentire un viaggio in sicurezza. È responsabilità del comandante, molto spesso capita che aspetti fino all’ultimo momento per vedere se il meteo migliori. Non si può rispondere di quanto non è prevedibile, con il meteo non ci si può far nulla. C’è un indirizzo di posta specifico per avere chiarimenti: info@toremar. it oppure urp@toremar. it».
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