Il presidio
La cattedrale restaurata torna a splendere
Domani a Sovana solenne inaugurazione di San Pietro dopo i lavori di consolidamento e la nuova illuminazione interna
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SOVANA. Domani l’antica cattedrale di San Pietro a Sovana (Sorano), considerata la “chiesa madre” della diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello, nella festa di San Gregorio VII, papa nato e in parte cresciuto a Sovana, sarà riaperta dopo un importante intervento di consolidamento e restauro, arricchito da una nuova e suggestiva illuminazione interna.
I lavori, progettati dall’architetta Barbara Fiorini di Grosseto e realizzati dalle imrese Faser Restauri di San Quirico e Daem Telettronica di Pitigliano, hanno ridato al monumento sacro una nuova copertura, consolidato la struttura e migliorato la tenuta antisismica, per quanto è stato possibile, considerando l’antichità dell’edificio e gli interventi invasivi attuati in precedenza, che in alcuni casi hanno anche modificato la struttura. Inoltre sono stati consolidati e restaurati gli esterni e gli elementi decorativi, con particolare attenzione al pregiato portale monumentale.
I lavori, commissionati dalla diocesi, effettuati hanno ridato alla diocesi stessa e alla comunità civile un edificio sacro di rara bellezza e pregio artistico-culturale, totalmente fruibile sia per le funzioni religiose, sia per le visite turistiche.
La storia di Sovana cristiana e delle sue chiese inizia con l’evangelizzazione di San Mamiliano ed è databile nel secolo V-VI. Devastata dai Goti e conquistata dai Longobardi, la cattedrale fece parte della Tuscia e del patrimonio di San Pietro. La sede vescovile passò poi da Sovana a Pitigliano nel 1777, quando ormai la città – decimata da malaria e invasioni – viene ridotta a borgata.
L’antica cattedrale di San Pietro risale dai secoli IX-X al secolo XIV e sostituì la più antica chiesa della quale oggi si conservano gli elementi ricomposti nel portale. Al secolo IX-X risale la cripta e probabilmente l’abside e la cupola; al secolo XI-XII i pilastri e i capitelli; ai secoli XIII e XIV le mura laterali, la copertura a volte e l’addossamento dell’episcopio sul lato ovest.
Un particolare è sicuramente rappresentato dal suo orientamento astronomico: il 21 giugno di ogni anno il primo raggio del sole mattutino colpisce la monofora absidale e, attraversando tutta la navata, si proietta sulla parete opposta dove è collocata una finta monofora; lo stesso fenomeno si ripete anche nella cripta sottostante. Ciò potrebbe significare che l’orientamento dell’edificio (allineato al solstizio estivo) non risponde alle regole medioevali che volevano l’abside esposto ad est (equinozio); seguirebbe più propriamente invece i canoni delle culture nordiche (celtico-germaniche e/o longobarde).
Il programma di oggi prevede alle 16 la conferenza del direttore Ufficio nazionale beni culturali ecclesiastici della Cei, don Valerio Pennasso; alle 18 Solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Gianni Roncari e con la presenza dei vescovi di Grosseto Rodolfo Cetoloni e di Montepulciano-Chiusi-Pienza Stefano Manetti. La messa sarà animata da I Madrigalisti di Magliano in Toscana, diretti da Walter Marzilli.
I lavori, progettati dall’architetta Barbara Fiorini di Grosseto e realizzati dalle imrese Faser Restauri di San Quirico e Daem Telettronica di Pitigliano, hanno ridato al monumento sacro una nuova copertura, consolidato la struttura e migliorato la tenuta antisismica, per quanto è stato possibile, considerando l’antichità dell’edificio e gli interventi invasivi attuati in precedenza, che in alcuni casi hanno anche modificato la struttura. Inoltre sono stati consolidati e restaurati gli esterni e gli elementi decorativi, con particolare attenzione al pregiato portale monumentale.
I lavori, commissionati dalla diocesi, effettuati hanno ridato alla diocesi stessa e alla comunità civile un edificio sacro di rara bellezza e pregio artistico-culturale, totalmente fruibile sia per le funzioni religiose, sia per le visite turistiche.
La storia di Sovana cristiana e delle sue chiese inizia con l’evangelizzazione di San Mamiliano ed è databile nel secolo V-VI. Devastata dai Goti e conquistata dai Longobardi, la cattedrale fece parte della Tuscia e del patrimonio di San Pietro. La sede vescovile passò poi da Sovana a Pitigliano nel 1777, quando ormai la città – decimata da malaria e invasioni – viene ridotta a borgata.
L’antica cattedrale di San Pietro risale dai secoli IX-X al secolo XIV e sostituì la più antica chiesa della quale oggi si conservano gli elementi ricomposti nel portale. Al secolo IX-X risale la cripta e probabilmente l’abside e la cupola; al secolo XI-XII i pilastri e i capitelli; ai secoli XIII e XIV le mura laterali, la copertura a volte e l’addossamento dell’episcopio sul lato ovest.
Un particolare è sicuramente rappresentato dal suo orientamento astronomico: il 21 giugno di ogni anno il primo raggio del sole mattutino colpisce la monofora absidale e, attraversando tutta la navata, si proietta sulla parete opposta dove è collocata una finta monofora; lo stesso fenomeno si ripete anche nella cripta sottostante. Ciò potrebbe significare che l’orientamento dell’edificio (allineato al solstizio estivo) non risponde alle regole medioevali che volevano l’abside esposto ad est (equinozio); seguirebbe più propriamente invece i canoni delle culture nordiche (celtico-germaniche e/o longobarde).
Il programma di oggi prevede alle 16 la conferenza del direttore Ufficio nazionale beni culturali ecclesiastici della Cei, don Valerio Pennasso; alle 18 Solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Gianni Roncari e con la presenza dei vescovi di Grosseto Rodolfo Cetoloni e di Montepulciano-Chiusi-Pienza Stefano Manetti. La messa sarà animata da I Madrigalisti di Magliano in Toscana, diretti da Walter Marzilli.
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