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Giuntini: il Falusi resta pubblico 

Il sindaco a Fedeli: «Critica la chance di risanamento che sosteneva» 

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MASSA MARITTIMA. Non sarebbe nuova la proposta fatta dalla dirigenza della Rsa Falusi di Massa Marittima di esternalizzare uno dei tre moduli del personale per abbassare le spese e chiudere in pari il bilancio. Sembra infatti che già nel 2013 l’allora presidente della Società della Salute Colline Metallifere, Luciano Fedeli, avesse pensato ad una soluzione simile.
«Si trattava di una proposta per la sperimentazione di un modello organizzativo dei servizi assistenziali illustrata da Fedeli per il 2013 – ha spiegato il sindaco Marcello Giuntini – Tale proposta poi non è andata in porto, ma presentava le stesse caratteristiche di quella che è stata fatta oggi per l’istituto e che tanto viene criticata dal Pc di cui il Fedeli è un portabandiera».
Il protocollo presentato dall’allora presidente della Sds Colline Metallifere prevedeva già allora di affidare esternamente uno dei quattro moduli presenti nell’istituto: «La Rsa – riporta la bozza del documento – nel riconfermare la natura pubblica dell’istituto e la volontà di tutela del personale, affiderà con le forme consentite a terzi la conduzione delle attività diurne di assistenza diretta alla persona relative ad un nucleo abitativo tra i quattro dei quali è composta la Rsa di Massa Marittima»
Il sindaco indica qual è il percorso verso cui si sta indirizzando la Rsa: «Quello che oggi sta cercando di fare l’istituto – afferma il sindaco – non è una privatizzazione: l’azienda è pubblica e così deve restare. Stiamo solo cercando delle forme di gestione economiche per dare un futuro alla Rsa, renderla stabile, efficiente e competitiva».
«Fedeli si muove perfettamente all’interno delle varie situazioni politiche – affonda Flavio Zazzeri, segretario del Pd massetano – ma alle oscillazioni strumentali c’è un limite. Nel 2013 era favorevole a una modifica della gestione del personale del Falusi, e quelle proposte che oggi contesta sono le stesse che allora sosteneva con forza – continua – Lo dimostrano, senza timore di smentita, i verbali delle trattative sindacali che svolse insieme all’allora presidente dell’Istituto Falusi; non riesco quindi a capire quali siano le motivazioni dell’attuale cambio di posizione, se non quelle dovute all’opportunismo politico conseguente alla conversione sulla via del Barzanti». (g.s)

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