Il Tirreno

Grosseto

Duecento dipendenti preoccupati per il lavoro 

di Gabriele Baldanzi
Duecento dipendenti preoccupati per il lavoro 

Con la protesta in piazza dai sindacati hanno chiesto di mettere fine ai tagli, di restituire i prelievi forzosi della finanziaria e di poter assumere personale

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GROSSETO. È una situazione disastrosa quella in cui versano le Province. E se anche, per una volta, Grosseto non è fanalino di coda, i duecento dipendenti rimasti sono preoccupati. Ieri, dopo aver dichiarato lo stato di agitazione e mobilitazione, hanno presidiato piazza della Vasca. Poi la consegna di un articolato documento al presidente della Provincia e al prefetto di Grosseto.
«Il Decreto Legislativo 50/2017 – spiega Sergio Sacchetti, leader della Uil Fpl – doveva essere l’occasione per mettere Province e Città metropolitane nelle condizioni di poter finanziare i servizi fondamentali, dopo i numerosi tagli che si sono susseguiti negli ultimi anni, anche alla luce dell’esito del Referendum sulla riforma costituzionale dello scorso 4 dicembre. Invece no. Lo stanziamento del Governo di soli 110 milioni (a fronte dei 650 necessari), comporterà in alcuni casi il protrarsi di situazioni insostenibili sul versante del mantenimento dei servizi, e in altri casi non basterà ad evitare il dissesto degli enti, mentre già più di una Provincia è in ritardo sul pagamento degli stipendi». Grosseto, dicevamo, sta un po’ meglio di altri, grazie alle capacità e alla lungimiranza del direttore Emilio Ubaldino e l’accortezza nel limare gli ultimi bilanci da parte di Leonardo Marras, Emilio Bonifazi e Andrea Benini. Ieri i sindacati Cgil Cisl e Uil hanno ricominciato l’azione di pressione nei confronti delle istituzioni e dei gruppi parlamentari per incrementare le cifre stanziate; per questo è stato proclamato lo stato d’agitazione di tutto il personale. L’obiettivo è quello di ottenere la modifica del testo del Decreto, in particolare in merito alle garanzie sul mantenimento dei servizi e lo sblocco del turn-over.
Nell’occasione Cinzia Fiacchi (Cgil), Sergio Sacchetti (Uil) e Simona Piccini (Cisl), insieme alle rsu, hanno formalizzato il disagio dei dipendenti ai vertici politici della Provincia attraverso un documento che da oggi è anche sul tavolo del prefetto di Grosseto. «Il documento – sono parole di Cinzia Fiacchi (Cgil) – nasce per meglio rappresentare le difficoltà che incontriamo ogni giorno nel riuscire a erogare i servizi istituzionali come viabilità, edilizia scolastica, polizia provinciale, protezione civile, pianificazione territoriale. Sono in pratica le stesse cose che il presidente della Provincia di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, ha illustrato nel discorso tenuto all’iniziativa nazionale organizzata dall’Upi a Roma il 18 maggio scorso».
«Attualmente, da quello che ci risulta – prosegue la Piccini (Cisl) – le risorse occorrenti per la redazione del bilancio ammontano a circa 6 milioni. Sono soldi indispensabili per l’erogazione di servizi essenziali. Se non si trovano scatta il dissesto finanziario. Serve quindi un intervento tempestivo e confidiamo che il nostro sforzo di visibilità possa servire a sensibilizzare il Governo sulla questione, prima che la situazione diventi irreparabile per servizi, cittadini e lavoratori».
I sindacati chiedono quindi a Gentiloni di riattribuire alle Province piena dignità, ma soprattutto di restituire i prelievi forzosi attuati con la legge finanziaria 2015. Infine si chiede di poter assumere il personale, azione impedita dal 2012. In caso contrario si registrerà un “effetto titanic” sui servizi erogati, con ricadute devastanti sulla collettività e sui dipendenti.

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