Il Tirreno

Grosseto

Al via il censimento del verde 

di Paola Villani
Al via il censimento del verde 

Il Comune investe 48.000 euro anche per gli interventi operativi insieme all’Università di Firenze

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FOLLONICA. Un progetto con l’università di Firenze per gestire al meglio il verde cittadino, sia pubblico che privato. Il Comune investe 48.000 euro per avere dai docenti dell’ateneo fiorentino, uno studio complessivo di tutte le aree verdi di Follonica: dal censimento delle piante, all’individuazione degli obiettivi da raggiungere e infine alla parte pratica, gli interventi da fare per rendere la città sempre verde.
Ieri mattina in sala consiliare il sindaco Andrea Benini, assieme al suo vice, Andrea Pecorini, e ai professori universitari Francesco Ferrini e Iacopo Bernetti, ha spiegato come si svolgerà il progetto, svelandone i dettagli. «Abbiamo deciso di dotarci di uno strumento di pianificazione a lungo termine per la gestione delle aree verdi cittadine e ci siamo rivolti per questo all’università fiorentina». Il vicesindaco Pecorini ha poi sottolineato che questa iniziativa durerà negli anni, e il risultato delle indagini conoscitive sarà un lascito per le amministrazioni future, andando a individuare degli interventi mirati, specialmente per le pinete, che, come sanno bene i follonichesi non godono (almeno quella di ponente) di ottima salute.
Il primo anno sarà impiegato dallo staff universitario per censire tutte le piante presenti in città. Dopo saranno individuati gli obiettivi da raggiungere, che cosa si vuole ottenere e quali sono gli strumenti da attivare per arrivare ad avere i risultati sperati. Alla fine l’amministrazione del golfo avrà un vero e proprio regolamento del verde, sia pubblico che privato. Per quanto riguarda il privato si tratterà più che altro di suggerimenti alla cittadinanza, poiché ovviamente un’ente pubblico non può imporre le sue linee guida negli spazi che sono di proprietà di altri e non pubblici; per la parte invece inerente al patrimonio collettivo, i professori forniranno oltre alla teoria, quindi ai risultati del loro studio, anche una pianificazione dei lavori da fare. Sarà il consiglio comunale a dare l’ok definitivo agli interventi previsti nel piano. In questi anni quindi Follonica sarà al centro dell’interesse dell’università fiorentina: un laboratorio a cielo aperto. Il progetto potrebbe essere da esempio per altre città che vorranno poi, come Follonica, attivare un percorso simile. Chiaramente le aree di maggiore interesse saranno le pinete cittadine: i due docenti hanno spiegato come in passato le stesse servissero a proteggere dal vento i campi agricoli, mentre adesso hanno una funzione prettamente sociale. «Bisogna conciliare ciò che è la storia con le nuove prospettive. E anche con le esigenze turistiche e lo sviluppo economico. Il tutto considerando le enormi differenze tra i due parchi», hanno dichiarato Ferrini e Bernetti. Un progetto ambizioso che vuole arrivare a rendere la città sempre verde, nonostante le stagioni e le piogge, scegliendo per questo piante che siano adatte a questo scopo.
E anche l’università avrà i suoi benefici: i ricercatori infatti avranno a disposizione un ecosistema molto particolare dove oltre alle pinete c’è anche una foresta alle porte della città, di grande valore.

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