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«Risanare il Falusi riscuotendo le rette non pagate» 

MASSA MARITTIMA. Dopo la riunione di venerdì scorso tra sindacati e vertici dell’Rsa Falusi, conclusasi con un nulla di fatto, ieri pomeriggio il Partito Comunista ha indetto una conferenza stampa...

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MASSA MARITTIMA. Dopo la riunione di venerdì scorso tra sindacati e vertici dell’Rsa Falusi, conclusasi con un nulla di fatto, ieri pomeriggio il Partito Comunista ha indetto una conferenza stampa per discutere della proposta fatta dal presidente della struttura Sandro Poli. La volontà della dirigenza – che trova concorde anche il presidente della Società della Salute Colline Metallifere Giacomo Termine – è infatti quella di esternalizzare il terzo modulo del personale affidandolo ad una cooperativa, per abbassare i costi del personale che tanto inciderebbero sulla chiusura del bilancio che pare sia terminato con un negativo di 40.000 euro.
Il disavanzo che si è creato, secondo Marco Barzanti e Luciano Fedeli del Pc, non può però motivare una scelta così drastica come quella della esternalizzazione: «ci sono altri interventi che si possono fare prima di arrivare alla privatizzazione. Si può infatti far rientrare il bilancio ed anzi fare in modo che il Falusi vada ad acquisire una solidità anche dal punto di vista finanziario». La proposta fatta dal partito consiste in un ritorno alla centralità delle funzioni massetane: «Il 50% del debito è rappresentato da fattori dipendenti dall’azienda sanitaria e cioè nell’irregolare erogazione dei pagamenti delle rette – spiegano – cosa, questa, che fa maturare interessi con riflessi negativi sulle casse dell’istituto, cosa che a Siena non avviene. Non solo, l’azienda ha meccanismi burocratici che non consentono le sostituzioni degli ospiti in tempi veloci nei posti che si liberano per cause naturali e questo comporta una perdita economica da parte dell’istituto; infatti risulta che in media siano 600 le quote annue che l’istituto non percepisce, quindi 30.000 euro che si sommano agli interessi passivi». Ci sono poi altre azioni: «Il Falusi potrebbe divenire il gestore unico dei servizi alla persona, riferiti al fondo della non autosufficienza, alle quote sanitarie Rsa e ai servizi socio assistenziali – dice Fedeli – In questo modo diventerebbe un riferimento certo sul territorio per le amministrazioni e i cittadini; inoltre con questa operazione le risorse trasferite da Regione e Comuni sarebbero destinate all’istituto che non lamenterebbe più ritardi o passivi di bilancio». (g.s.)

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