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il nodo da sciogliere
«Produttiva o residenziale? Il Comune deve decidersi»
GROSSETO. C’era una volta via Lazzaretti, un mini polo a vocazione artigianale che per decenni ha dato pane a decine di famiglie grossetane: impiantistica, servizi alle imprese, carrozzerie e...
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GROSSETO. C’era una volta via Lazzaretti, un mini polo a vocazione artigianale che per decenni ha dato pane a decine di famiglie grossetane: impiantistica, servizi alle imprese, carrozzerie e autofficine, infissi e prodotti per l’edilizia, finanche laboratori e piccole ma scoppiettanti Pmi del settore alimentare. Ed ora? Alcune di queste realtà d’impresa hanno resistito strenuamente alla crisi e tutt’oggi le trovi lì; altre invece sono state costrette a soccombere; altre, ancora, si sono trasferite altrove in città. Partiamo da queste ultime: perché un’impresa si trasferisce da un luogo ad un altro dello stesso municipio? Parliamo di realtà che non sono sull’orlo del fallimento e teniamo conto che molti dei capannoni e dei laboratori che ci sono in via Lazzaretti non sono ruderi, ma strutture di valore: alcuni sono persino relativamente nuovi. Il motivo è semplice: «Perché in via Lazzaretti non ci sono servizi – dice Giulia Palmieri che l’impresa ce l’ha nel Dna – Mio padre costruì 47 anni fa il capannone di quella che fu la nostra azienda. Allora non c’era neppure l’idea di un centro commerciale, ma contò di essere a metà strada tra la città e il mare, vicino all’ippodromo, alla fattoria dei Pallini. Scommise molto su questa zona che oggi, e lo dico a malincuore, assomiglia ad un’appendice malata». La famiglia Palmieri ha passato la mano e la storica “Acqua & Aria” di impianti di condizionamento non è più la loro impresa: adesso è in via Smeraldo presso la Sansiro srl. Ma le sorelle Giulia e Caterina Palmieri restano affezionate a questo strada, dove vive mamma Vanna. «In via Lazzaretti non ci sono servizi – continua Giulia – né per le imprese né per chi ci abita. Il Comune deve scegliere se conservare la vocazione produttiva delle strada oppure se assimilarla al nuovo quartiere residenziale di via Alberto Sordi. Deve decidere perché così non serve a nessuno: né agli imprenditori né ai residenti». Ed è un’occasione persa.
Giovanna Mezzana
Giovanna Mezzana
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