Il Tirreno

Grosseto

«Forse ho sbagliato il modo, ma la prudenza non è mai troppa»

L’istruttore Fabio Giomi è il presidente (al secondo mandato) della Compagnia Maremmana Arcieri di Grosseto. C’era lui, all’angolo tra piazza Dante e via Aldobrandeschi, domenica, per la...

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L’istruttore Fabio Giomi è il presidente (al secondo mandato) della Compagnia Maremmana Arcieri di Grosseto.
C’era lui, all’angolo tra piazza Dante e via Aldobrandeschi, domenica, per la dimostrazione promozionale di tiro con l’arco. È dispiaciuto per il clamore che ha assunto quel no a Ginevra.
«Sono padre anch’io – spiega – e ho compreso subito che la bambina e i genitori erano rimasti molto male sentendo le mie parole. È una decisione che ho dovuto prendere sul momento. Non voglio addurre giustificazioni e non ho problemi a scusarmi, ma ritengo tutt’ora – a mente fredda – che non fosse opportuno fare quel tiro».
«Lo dico - continua Fabio Giomi - in forza della mia esperienza, della formazione che ho ricevuto in questi anni e delle regole consigliate da Fitarco. Tiro con l’arco dal 1993 e nel tempo ho compreso, anche sbagliando, che la prudenza non è mai troppa».
Giomi non ci sta a passare per l’istruttore senza cuore.
«Non voglio che sembri una difesa, la mia. Non scriva che mi sto difendendo. Semplicemente non me la sono sentita di rischiare. A malincuore. Mi sono fidato della mia preparazione. Nel dubbio, perché i dubbi bisogna averli, attendo di sapere dalla federazione se la decisione presa risulta corretta, oppure no. Li ho informati su quanto accaduto».
L’istruttore tiene a puntualizzare un punto.
«Vorrei - dice - che fosse tenuta fuori la Compagnia Arcieri da questa polemica. Idem la Federazione. Mi assumo ogni responsabilità. Forse ho sbagliato il modo - raccontaancora l’istruttore - Ma sappiate che ogni volta che accompagno al tiro un bambino sotto i 6 anni, sento la responsabilità e temo l’imponderabile». Questione di prudenza, insomma; che lui ha pensato di gestire in buona fede. Istruttore di due ragazze in carrozzina, specializzato nel seguire i portatori di handicap, Giomi è indubbiamente un esperto di questa disciplina.
«La Fitarco è la federazione dell’unico sport che permette di gareggiare insieme atleti portatori di handicap e normodotati, anche alle Olimpiadi - tiene a specificare - con l’unica eccezione di coloro che presentano la sindrome di down… Non sono certo io – e chi mi conosce lo sa – a negare il diritto di tutti i disabili a un trattamento di pari opportunità».
La Compagnia Maremma Arcieri, per la cronaca, era in piazza per un’iniziativa benefica. (g. b.)

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