Il Tirreno

Grosseto

la città che cambia

Cantiere chiuso, via Lazzaretti apre  

di Giovanna Mezzana
La rete metallica che verrà tolta e il collegamento diretto con via Aurelia Antica (Foto Bf)
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La rete metallica che verrà tolta e il collegamento diretto con via Aurelia Antica (Foto Bf)

Fine dell’odissea della strada cieca: sarà collegata all’Aurelia Antica. Ma tante imprese ormai se ne sono andate

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GROSSETO. Ci sono voluti sette anni – e facciamo partire il calcolo (solo) da quando aprì i battenti il centro commerciale Aurelia Antica – ma finalmente da via Lazzaretti si potrà sfociare, dritti-dritti, sulla strada che porta allo shopping centre del Casalone. Tra una decina di giorni verrà tolta la barriera metallica – lato Scuola di Rugby – al di là della quale si staglia il corpo lungo e giallo che ospita negozi e supermercato Conad: et voilà via Lazzaretti non sarà più un cul-de-sac o «un budello chiuso», come lo chiamano i residenti sfibrati dal protrarsi dei lavori per lo “sfondamento”. C’è un però: non basta aprire una strada chiusa – o meglio, collegarla ad un’altra – per soddisfare le esigenze delle tante attività artigianali grossetane che in via Lazzaretti hanno da anni la loro sede. Basta, invece, imboccarla e percorrerla (a piedi o in auto) per rendersi conto che lì si respira una cert’aria di “dismissione”, cosa che non fa bene a chi fa (o tenta) di fare impresa.


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Il cantiere. Quando il centro commerciale del Casalone venne inaugurato, tornò in auge la questione “vicolo cieco”: perché di aprire – sfondare – via Lazzaretti, strada ad alto tasso imprenditoriale se ne parla dalla notte dei tempi. Passano gli anni. Quando la scorsa primavera la giunta Bonifazi lasciò Palazzo civico, erano già stati affidati i lavori per la realizzazione di una strada che collegasse via Lazzaretti e via Aurelia Antica: l’appalto – per una spesa di 138.000 euro – se l’era aggiudicato la Rosato Costruzioni di Marcianise; ed era stato anche aperto il cantiere, ricorda l’allora assessore Giuseppe Monaci.
 

«Si apre». Ora si raccolgono i frutti. «I lavori sono finiti – assicura l’assessore Riccardo Megale – La segnaletica stradale sarà finita tra oggi e domani mattina (tra ieri e stamani, per chi legge). Manca solo la chiusura della contabilità con la ditta e un’ordinanza della polizia municipale. Tra una settimana, massimo dieci giorni, via Lazzaretti sarà aperta».
 

Zona dimenticata. Abbiamo fatto una passeggiata lungo via Lazzaretti. Il primo dettaglio che l’occhio cattura è l’erba smisuratamente alta – e ingiallita – che ti dà il benvenuto appena imbocchi la strada: è un pugno nello stomaco agli artigiani e agli imprenditori che vorrebbero fare buona impressione ai potenziali clienti.

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Procedi, e a destra e a sinistra spuntano cartelli che offrono fondi in affitto; da qui le imprese se ne vanno, si trasferiscono: e non in Cina, bensì in altre zone di Grosseto, più appetibili perché con più servizi. A proposito: chi abita in via Lazzaretti non può rinunciare mai all’auto perché gli autobus qui non arrivano. Andiamo avanti. Una residente ci indica il luogo – largo Sacco – dove all’alba c’è il “prelievo” dei braccianti agricoli extracomunitari che lavorano al nero nelle campagne; era il 19 ottobre 2016 quando Cgil denunciò – dalle pagine del Tirreno – quel fenomeno in quel luogo: non è cambiato nulla. Ci lasciamo alle spalle il tratto di via Lazzaretti su cui ci sono condomìni e aziende: sulla destra abbiamo le transenne che verranno tolte, davanti lo spiazzo sul quale si apre la Scuola di Rugby. Notiamo sacchi di immondizia, una giungla di erbacce, piantine nate tra le crepe del marciapiede.

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E, soprattutto, ci rendiamo conto che se un camion al servizio di un’impresa volesse tornare indietro (a ritroso) da qui, avrebbe una brutta sorpresa: lo spiazzo trae in inganno, sembra una rotatoria ma non lo è. Schiacci sull’acceleratore e ti infili in un altro cul-de-sac.

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