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«Abbiamo un progetto per rilanciare il calcio»
FOLLONICA. Con la stagione calcistica che si avvia alla conclusione è tempo di bilanci anche in casa follonichese. Una situazione complessa soprattutto per l’Usd Follonica alle prese con...
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FOLLONICA. Con la stagione calcistica che si avvia alla conclusione è tempo di bilanci anche in casa follonichese. Una situazione complessa soprattutto per l’Usd Follonica alle prese con problematiche di ogni tipo che hanno portato fra l’altro, nei mesi scorsi, al provvedimento di revoca della concessione degli impianti sportivi da parte del comune di Follonica.
«Gli anni successivi alla fusione fra Fcd Follonica e Asd Golfo di Follonica hanno evidenziato l’impossibilità di qualsiasi crescita ma anche del mantenimento della situazione dell’epoca – spiega in un lungo comunicato la dirigenza azzurra nello stilare il bilancio di fine stagione – nelle more di una convenzione che dalla semplice manutenzione degli impianti passava a un piano di interventi di carattere manutentivo straordinario e di investimenti assolutamente insostenibili». Da qui, secondo l’Usd Follonica, il malumore nel tessuto calcistico follonichese con la perdita di tesserati a vantaggio di altre realtà fino alla nascita di un nuovo soggetto calcistico nel territorio comunale «con deroga concessa per l’uso degli impianti di via Puglia e un accordo privatistico interno per l’uso degli impianti Campi Alti a puro titolo gratuito e in deroga ai dettami della convenzione» prosegue la società che da fine 2016 è stata affiancata da un gruppo di collaboratori esterni per rivedere i costi della struttura, portare a compimento l’annata calcistica e i tornei programmati, portare al centro dell’attività i valori dello sport e i diritti di tutti i bambini di Follonica riportandoli in una struttura pubblica e non privata.
«Il progetto di saving, con drastico taglio dei costi, ha portato sì ripercussioni alla prima squadra ora retrocessa in Terza categoria ma ha permesso di chiudere la stagione con risorse low cost portando a Follonica la gioventù e l’entusiasmo dei calciatori follonichesi provenienti da realtà limitrofe. Ad oggi nessun membro della Usd Follonica è indietro con i propri compensi e la scuola calcio, pur avendo subito un forte ridimensionamento, è riuscita a mantenere un discreto numero di iscritti». La società ha inoltre cercato di arrivare a una sospensione temporanea del procedimento di revoca presentando un progetto che secondo i dirigenti concederebbe quel giusto tempo necessario a trovare quella stabilità necessaria al buon andamento associativo e sociale delle due strutture pubbliche conciliando le diverse anime calcistiche formatesi, senza però riscontri in merito dall’amministrazione. «È opportuno rilevare che la revoca della concessione e il conseguente ricorso amministrativo e sportivo, con immediata richiesta di sospensiva, potrebbe aprire scenari che condurrebbero al sicuro blocco di tutti gli impianti comunali con risultati molto inquietanti per tutto il movimento calcistico follonichese – conclude la società – cosa vuol fare il sindaco dei nostri tesserati? Dove intende farli giocare? Imporrà a questi un nuovo gestore come ha fatto per l’altra società follonichese? L’amministrazione ha la volontà di subire azioni giudiziarie che penalizzino l’intera comunità?»
Michele Nannini
«Gli anni successivi alla fusione fra Fcd Follonica e Asd Golfo di Follonica hanno evidenziato l’impossibilità di qualsiasi crescita ma anche del mantenimento della situazione dell’epoca – spiega in un lungo comunicato la dirigenza azzurra nello stilare il bilancio di fine stagione – nelle more di una convenzione che dalla semplice manutenzione degli impianti passava a un piano di interventi di carattere manutentivo straordinario e di investimenti assolutamente insostenibili». Da qui, secondo l’Usd Follonica, il malumore nel tessuto calcistico follonichese con la perdita di tesserati a vantaggio di altre realtà fino alla nascita di un nuovo soggetto calcistico nel territorio comunale «con deroga concessa per l’uso degli impianti di via Puglia e un accordo privatistico interno per l’uso degli impianti Campi Alti a puro titolo gratuito e in deroga ai dettami della convenzione» prosegue la società che da fine 2016 è stata affiancata da un gruppo di collaboratori esterni per rivedere i costi della struttura, portare a compimento l’annata calcistica e i tornei programmati, portare al centro dell’attività i valori dello sport e i diritti di tutti i bambini di Follonica riportandoli in una struttura pubblica e non privata.
«Il progetto di saving, con drastico taglio dei costi, ha portato sì ripercussioni alla prima squadra ora retrocessa in Terza categoria ma ha permesso di chiudere la stagione con risorse low cost portando a Follonica la gioventù e l’entusiasmo dei calciatori follonichesi provenienti da realtà limitrofe. Ad oggi nessun membro della Usd Follonica è indietro con i propri compensi e la scuola calcio, pur avendo subito un forte ridimensionamento, è riuscita a mantenere un discreto numero di iscritti». La società ha inoltre cercato di arrivare a una sospensione temporanea del procedimento di revoca presentando un progetto che secondo i dirigenti concederebbe quel giusto tempo necessario a trovare quella stabilità necessaria al buon andamento associativo e sociale delle due strutture pubbliche conciliando le diverse anime calcistiche formatesi, senza però riscontri in merito dall’amministrazione. «È opportuno rilevare che la revoca della concessione e il conseguente ricorso amministrativo e sportivo, con immediata richiesta di sospensiva, potrebbe aprire scenari che condurrebbero al sicuro blocco di tutti gli impianti comunali con risultati molto inquietanti per tutto il movimento calcistico follonichese – conclude la società – cosa vuol fare il sindaco dei nostri tesserati? Dove intende farli giocare? Imporrà a questi un nuovo gestore come ha fatto per l’altra società follonichese? L’amministrazione ha la volontà di subire azioni giudiziarie che penalizzino l’intera comunità?»
Michele Nannini
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