Il presidio
Ipotesi pluriclassi: genitori e sindaco in rivolta
Sassofortino e Roccatederighi a rischio, Limatola: «Serve una soluzione ma dalla dirigente nessun contatto»
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ROCCASTRADA . Sassofortino e Roccatederighi stavolta marciano uniti. Da qualche giorno una cinquantina di famiglie sono a difesa della scuola elementare frequentata dai bambini dei due paesi. È stato chiesto un incontro alla dirigente dell’Istituto comprensivo di Roccastrada (in programma oggi), una presa di posizione al sindaco. E poi riunioni e gruppi per decidere il da farsi.
Il problema riguarda l’anno scolastico 2017-2018 e in particolare la decisione della dirigente Loretta Borri di dividere i 54 alunni del plesso di Sassofortino, che ospita le elementari, in tre pluriclassi di 18 elementi ciascuna, mentre ci potrebbero essere le condizioni – i numeri – per fare quattro classi.
Quando giovedì, nel corso del collegio, la dirigente ha prospettato questa novità è scattata l’allerta. Si dava per scontato, visto l’incremento dei bambini, che l’anno prossimo, a Sassofortino, sarebbe stato garantito il tempo pieno su quattro classi. Qui l’organico è ridotto all’osso e già in passato l’amministrazione comunale aveva integrato l’orario, mettendoci un finanziamento per non perdere il servizio del tempo pieno.
La dirigente Borri, dopo aver incontrato i genitori, domani farà un passaggio con il provveditore. Borri avrebbe spiegato che si tratta di una scelta inevitabile e imposta dall’organico, quindi dall’Ufficio scolastico regionale.
Come già per la recente vicenda di Ribolla, però, alcuni genitori e il sindaco lamentano mancanza di dialogo e la sensazione che, di questo passo, la scuola possa essere a rischio.
Francesco Limatola sta con le famiglie ed è pronto al dialogo, «ma per trovare una soluzione bisogna che almeno ci sia un contatto – spiega il primo cittadino – e la dirigente pare abbia scelto da tempo di evitarmi. Non voglio tornare sopra alla vicenda di Ribolla, ma la linea di condotta è la stessa. Con il vertice del comprensivo si è creata una frattura. E non certo per colpa mia. Ogni volta che si presenta un problema, lo si alimenta e poi si incrocia le braccia per vedere chi lo risolve, magari evitando anche di incontrarsi... Ora basta. In questa vicenda di Sassofortino, leggendo la norma, la decisione comunicata dal dirigente, appare non adottabile, inaccettabile. Dividere 54 bambini in tre pluriclassi da 18 alunni ciascuna è teoricamente previsto ma, guardando le classi, non ci sono combinazioni che lo permettono».
Limatola ringrazia le maestre e il personale della segreteria per le informazioni: «Rimango a disposizione per fare squadra e risolvere il problema».
Gabriele Baldanzi
Il problema riguarda l’anno scolastico 2017-2018 e in particolare la decisione della dirigente Loretta Borri di dividere i 54 alunni del plesso di Sassofortino, che ospita le elementari, in tre pluriclassi di 18 elementi ciascuna, mentre ci potrebbero essere le condizioni – i numeri – per fare quattro classi.
Quando giovedì, nel corso del collegio, la dirigente ha prospettato questa novità è scattata l’allerta. Si dava per scontato, visto l’incremento dei bambini, che l’anno prossimo, a Sassofortino, sarebbe stato garantito il tempo pieno su quattro classi. Qui l’organico è ridotto all’osso e già in passato l’amministrazione comunale aveva integrato l’orario, mettendoci un finanziamento per non perdere il servizio del tempo pieno.
La dirigente Borri, dopo aver incontrato i genitori, domani farà un passaggio con il provveditore. Borri avrebbe spiegato che si tratta di una scelta inevitabile e imposta dall’organico, quindi dall’Ufficio scolastico regionale.
Come già per la recente vicenda di Ribolla, però, alcuni genitori e il sindaco lamentano mancanza di dialogo e la sensazione che, di questo passo, la scuola possa essere a rischio.
Francesco Limatola sta con le famiglie ed è pronto al dialogo, «ma per trovare una soluzione bisogna che almeno ci sia un contatto – spiega il primo cittadino – e la dirigente pare abbia scelto da tempo di evitarmi. Non voglio tornare sopra alla vicenda di Ribolla, ma la linea di condotta è la stessa. Con il vertice del comprensivo si è creata una frattura. E non certo per colpa mia. Ogni volta che si presenta un problema, lo si alimenta e poi si incrocia le braccia per vedere chi lo risolve, magari evitando anche di incontrarsi... Ora basta. In questa vicenda di Sassofortino, leggendo la norma, la decisione comunicata dal dirigente, appare non adottabile, inaccettabile. Dividere 54 bambini in tre pluriclassi da 18 alunni ciascuna è teoricamente previsto ma, guardando le classi, non ci sono combinazioni che lo permettono».
Limatola ringrazia le maestre e il personale della segreteria per le informazioni: «Rimango a disposizione per fare squadra e risolvere il problema».
Gabriele Baldanzi
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