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Grosseto

caso tiemme: aggressione alla stazione 

Vivarelli Colonna «solidale» Ronda della Carità indignata

GROSSETO. Dopo l’aggressione avvenuta nel piazzale della stazione a Grosseto martedì scorso, ripresa con il cellulare e finita sul web, la Provincia interviene per esprimere solidarietà all’autista...

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GROSSETO. Dopo l’aggressione avvenuta nel piazzale della stazione a Grosseto martedì scorso, ripresa con il cellulare e finita sul web, la Provincia interviene per esprimere solidarietà all’autista della Tiemme, che definisce «ingiustamente aggredito e ingiuriato. Il filmato in rete – spiegano Il presidente della Provincia, Antonfrancesco Vivarelli Colonna e il consigliere provinciale con delega ai Trasporti, Marco Biagioni – non è infatti completo ed esclude tutta la parte iniziale della vicenda, quando il dipendente ha dovuto rispondere al ripetuto tentativo di brusco avvicinamento compiuto da parte dell’aggressore nei confronti di una ragazza che il dipendente conosceva. Spiace vedere che un gesto di difesa sia stato invece interpretato come un attacco gratuito nei confronti del vero aggressore, primo a compiere il gesto violento». Non sono d’accordo su questo, e anzi dissentono profondamente dalle parole del presidente della Provincia Marco Borgognoni e Margaret Calabria della Ronda della Carità e della solidarietà. «Di fronte alla scena, non possiamo che rimanere indignati – dicono – Non possiamo non stigmatizzare la violenza nei confronti di una persona. Riteniamo che eventuali reazioni a provocazioni ed ingiustizie necessitino l’intervento delle forze dell’ordine o comunque dei soggetti preposti. Ci troviamo ogni giorno di fronte a gente di strada in difficoltà. Non sempre ci è facile far capire loro che il ricorso alla violenza è inutile e dannoso, e non sempre il rapporto con loro è semplice. A volte, noi stessi ci troviamo ad affrontare discussioni dove ogni provocazione deve essere vanificata e dove la solidarietà prevale. Proprio quella solidarietà che, come traspare dal video, in questo caso è mancata. Nessuno ha alzato un dito e, per di più, si sentono alcune risate di sottofondo. Non possiamo che essere profondamente colpiti e sollecitare chiarezza completa sulla vicenda. Non si è trattato solo di un gesto di difesa, perché tale non può essere definita l’aggressione di più persone ad un soggetto e, per di più l’accanimento fisico nei confronti di una persona che si trova a terra. Se si fosse trattato di un intervento a protezione di una conoscente del dipendente Tiemme, non si comprende per quale motivo si sia trasformata in un’aggressione collettiva, anche solo con sollecitazioni verbali. Noi tutti i giorni cerchiamo di offrire una mano e ridare dignità alle persone in difficoltà o che vivono per strada per comprendere i loro problemi e, per quanto possibile, li aiutiamo a risolverli. La violenza non è mai una risposta, perché genera solo altra violenza». (el.g)

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