Pochi parcheggi e bagni pubblici ko nella città del tufo
di Francesca Ferri
Caffè Tirreno arriva a Pitigliano. Per gli abitanti i problemi riguardano il centro storico e l’accoglienza ai turisti
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PITIGLIANO. Difficile immaginare che un posto così bello, quasi incantato, come Pitigliano possa avere dei problemi. Che gli abitanti possano lamentarsi. Eppure...
Eppure venerdì, nella seconda tappa di Caffè Tirreno speciale elezioni nei tre paesi del Grossetano chiamati a scegliere il nuovo governo cittadino il prossimo 11 giugno, i pitiglianesi non hanno fatto mancare proteste e lamentele sul loro paese.
Nell’accogliente spazio esterno del Caffè degli Archi, nel cuore di Pitigliano, i giornalisti del Tirreno hanno incrociato residenti e pitiglianesi d’adozione. Secondo cui il primo problema è proprio sotto i loro occhi.
«I parcheggi», risponde senza indugio Stelio Serpentari, di Civitavecchia ma da decenni con casa anche a Pitigliano. «La gente è stufa perché chi abita in centro non sa dove parcheggiare. E infatti in centro storico è pieno di cartelli attaccati alle case con la scritta “vendesi”».
Conferma che si tratta di un problema sentito anche il signor Giuseppe: «I residenti li mandano via dal centro storico...».
Collegata alle auto in centro anche la seconda lamentela: quella per il palo della telecamera d’ingresso alla ztl. «È brutta, non si capisce perché non l’abbiano messa vicino al muro o direttamente sul muro. L’altra sera uno in bici ci è andato pure addosso», dice Giuseppe.
Il quale condivide con altri compaesani la critica anche al nuovo arredo di piazza della Repubblica. «È brutto – dice – e poi hanno messo quelle panchine nel mezzo...».
Il signor Serpentari solleva invece un altro problema: la mancanza di bagni pubblici. «Pitigliano, che ha flusso turistico notevole, non ha bagni pubblici – lamenta –. Quelli che ci sono, non solo non funzionano, ma non hanno indicazioni. È solo una porticina senza cartello».
Dove un cartello c’è, ma l’accesso è sbarrato da una proprietà privata è, invece, appena fuori dal paese. «Si trova vicino ai ruderi dell’antico monastero di San Francesco – dice Serpentari – ma la strada è privata e quindi chiusa».
Eppure venerdì, nella seconda tappa di Caffè Tirreno speciale elezioni nei tre paesi del Grossetano chiamati a scegliere il nuovo governo cittadino il prossimo 11 giugno, i pitiglianesi non hanno fatto mancare proteste e lamentele sul loro paese.
Nell’accogliente spazio esterno del Caffè degli Archi, nel cuore di Pitigliano, i giornalisti del Tirreno hanno incrociato residenti e pitiglianesi d’adozione. Secondo cui il primo problema è proprio sotto i loro occhi.
«I parcheggi», risponde senza indugio Stelio Serpentari, di Civitavecchia ma da decenni con casa anche a Pitigliano. «La gente è stufa perché chi abita in centro non sa dove parcheggiare. E infatti in centro storico è pieno di cartelli attaccati alle case con la scritta “vendesi”».
Conferma che si tratta di un problema sentito anche il signor Giuseppe: «I residenti li mandano via dal centro storico...».
Collegata alle auto in centro anche la seconda lamentela: quella per il palo della telecamera d’ingresso alla ztl. «È brutta, non si capisce perché non l’abbiano messa vicino al muro o direttamente sul muro. L’altra sera uno in bici ci è andato pure addosso», dice Giuseppe.
Il quale condivide con altri compaesani la critica anche al nuovo arredo di piazza della Repubblica. «È brutto – dice – e poi hanno messo quelle panchine nel mezzo...».
Il signor Serpentari solleva invece un altro problema: la mancanza di bagni pubblici. «Pitigliano, che ha flusso turistico notevole, non ha bagni pubblici – lamenta –. Quelli che ci sono, non solo non funzionano, ma non hanno indicazioni. È solo una porticina senza cartello».
Dove un cartello c’è, ma l’accesso è sbarrato da una proprietà privata è, invece, appena fuori dal paese. «Si trova vicino ai ruderi dell’antico monastero di San Francesco – dice Serpentari – ma la strada è privata e quindi chiusa».
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