Il Tirreno

Grosseto

LA MANIFESTAZIONE

Angherie all’asilo, i genitori «Non dimenticate i nostri figli» 

di Giovanna Mezzana
Il corteo lungo corso Carducci (Foto Bf)
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Il corteo lungo corso Carducci (Foto Bf)

Grosseto: sfila il corteo delle famiglie coinvolte nel caso dei presunti maltrattamenti. Il consiglio comunale aderisce in toto all’iniziativa, Ripani (Fi): «Il Comune si costituirà parte civile»

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GROSSETO. Sono arrivati di fronte al Duomo mentre – in piazza – un coro di voci popolari intonava canti libertari, e un cavallino – da dentro ad un recinto – regalava al pubblico il suo show. Quasi stridevano quei manifesti plastificati appesi al collo e con su scritto “I bambini non si toccano” con l’allegro varietà di iniziative della Rusticata, la “festa” che ieri ha fatto traboccare di gente piazza Dante. L’obiettivo era proprio questo: irrompere silenziosamente nella Grosseto di un pomeriggio prefestivo e di quasi estate per urlare – ma senza voce – il loro carico di dolore. Per svegliare – risvegliare, direbbe qualcuno – le coscienze.

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Si parte. Ore 16.22 di sabato 20 maggio Un corteo composto da una quarantina di persone si muove dalla zona dello Stadio: fa da apripista una pantera della polizia di Stato, chiude “il cordone” una gazzella dei carabinieri; di fianco procedono le motociclette della polizia municipale; e ci sono anche carrozzine e passeggini. In cammino si sono messi i babbi e le mamme dei bambini vittime di presunti maltrattamenti in un asilo della città: ma anche nonni e amici delle famiglie coinvolte nella vicenda. Il 25 maggio al Tribunale di Grosseto, di fronte al giudice Marco Mezzaluna, si svolgerà l’udienza preliminare del procedimento per cui sono imputate Azzurra Marzocchi, Manuela Seggiani, Costanza Mori e Alessia Berti – rispettivamente la titolare, la contitolare e le maestre che avevano lavorato nella struttura – accusate di maltrattamenti e abbandono di minori. L’idea di un corteo per le strade della città, di sabato pomeriggio, «nasce dalla sensazione che questa dolorosissima vicenda – dice un babbo – sia caduta nel dimenticatoio».
 

Il percorso e i manifesti. Si arriva in piazza Lamarmora, le forze dell’ordine fermano il traffico. Non si sentono slogan. Non ce n’è bisogno. Parlano i fogli formato A4, plastificati, che questi genitori portano appesi al collo. Parlano i cartelli tenuti alti su cui hanno scritto un messaggio (forse) ai loro figli – «Ricorda che l’amore non colpisce in faccia mai» – e uno per l’opinione pubblica: «I nostri figli non dimenticano. Meritano giustizia». Parla – con parole di bambino – il lenzuolo che è la testa del corteo: «Vogliamo essere amati, non maltrattati». Si entra da Porta Corsica. Si passa davanti al Bastiani. Si arriva in piazza Dante, dove c’è un gran brulichio di gente impegnata a curiosare tra gli stand della Rusticata e a muoversi tra i fiori – simbolo della Maremma – che sono in mostra. Il corteo devia per corso Carducci – la strada-principe del passeggio – arriva fino a piazza Rosselli e torna indietro in piazza Dante, dove si fermerà per qualche minuto sulla scalinata del Duomo.
 

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In piazza. Le fila non si sono ingrossate: in pochi si sono aggiunti ai partecipanti che erano partiti dalla zona Stadio. Forse c’è chi pensa che quel corteo è “il loro” – di quei genitori – e che prenderne parte corrisponderebbe ad occupare uno spazio che non deve essere invaso. E pensare che chi ha promosso il corteo sperava invece in tante adesioni. Quando i “manifestanti” girano intorno al Canapone, però, tutti gli sguardi sono per loro. I grossetani, che sono a spasso, non rimangono indifferenti: si nota.
 

L’augurio. «Speriamo di non essere passati inosservati – dice un babbo al termine del corteo – Speriamo che questa vicenda non finisca dimenticata». Venerdì il consiglio comunale di Grosseto ha dato la sua adesione al corteo e al sit in dei genitori. Elisabetta Ripani, capogruppo di Forza Italia nella pubblica assise, ha preso parte al corteo: «Il Comune si costituirà parte civile nel processo» conferma.
 

La critica. Ci sarebbe una promessa fatta in occasione di un incontro che si è svolto nei mesi scorsi tra i genitori e il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna con alcuni rappresentanti della giunta – che sarebbe rimasta, secondo un padre, lettera morta: «L’amministrazione ci aveva promesso – dice – che avrebbe compartecipato alle spese che avremo sostenuto: il costo della perizia tecnica è di circa 6. 000 euro e l’acquisto dei Dvd della Procura di circa 6-700 euro. Per ora non si è mosso nulla». Il processo, però, è solo agli esordi.

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