Meteo
Un volo da top gun per 260 giovanissimi
di Giovanna Mezzana
Salgono a bordo dei Siai 208 ospiti del 4º Stormo e grazie al corso di Cultura Aeronautica alcuni di loro saranno co-piloti
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GROSSETO. Portelloni aperti, Sharon e Dan sono a bordo di un Siai 208, portentoso velivolo a elica dell’Aeronautica militare: sembrano quasi pronti per il decollo. Siamo sulla pista della Base Baccarini e Sharon Gangi e Dan Panov sono due studenti della classe V L dell’Isis Fossombroni. Che ci fanno due giovanissimi alla guida di un aereo del genere? Ci raccontano – entusiasti – tutto quello che hanno imparato durante una tre giorni di lezioni teoriche del “loro” corso di Cultura Aeronautica. Ospite del 4° Stormo, ieri c’era anche Il Tirreno all’aeroporto di Grosseto e la mattinata è stata speciale. Straordinaria. E non solo e non tanto perché alle 13.27 è atterrato il volo dell’ex presidente Barack Obama, che ha fatto tappa in Maremma per godersi una vacanza con la moglie Michelle nelle Crete Senesi.
Il corso. Sharon e Dan sono due dei 260 studenti grossetani che nei prossimi giorni e fino al 26 maggio – “a casa” del 4° Stormo di Grosseto – voleranno sui Siai 208 del 60° Stormo di Guidonia: loro due, in particolare, e altri 84 ragazzi sui 260 ragazzi partecipanti lo co-piloteranno perché hanno ottenuto ottimi risultati al test che si è svolto dopo la tre giorni teorica: ce lo spiega il capitano Stefano D’Imperia, istruttore pilota, incaricato dal colonnello Salvatore Trincone, comandante del 60° Stormo, della progettazione e della messa a punto del corso; il loro volo verrà tecnicamente valutato dagli istruttori e i due studenti migliori in assoluto avranno la possibilità di partecipare ad uno stage di 10 giorni su un aliante biposto. Tutti però – e quindi anche gli altri 174 – proveranno l’ebrezza di un volo alla top-gun.
Tutti sulla pista. Ieri intanto è stata la giornata post teoria e pre pratica: e cioè una full immersion per prendere familiarità con gli aerei. E così la pista del 4° Stormo era vivacissima e stracolma. C’erano gli studenti e i prof dell’Isis Fossombroni (che ha ospitato le lezioni di teoria), del Polo liceale Aldi, dell’Isis Porciatti-Manetti, del Bianciardi, dell’Isis Leopoldo II di Lorena con il dirigente Alfonso De Pietro.
La chance. Sono più di trent’anni che l’Aeronautica militare in collaborazione con il ministero organizza corsi di Cultura Aeronautica. Per i 260 studenti grossetani è un’esperienza fuori dall’ordinario. «Volare cambia la prospettiva – dice il colonnello Marco Lant, comandante del 4° Stormo – nel dare il benvenuto, con il maggiore Alberto Biagini, comandante del gruppo volo del 60° Stormo di Guidonia, al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e ai docenti delle scuole cittadine – da Grosseto a Castiglione ci si impiegano venti minuti? Bhé, con un F-2000 anche due. E più vai veloce, più il mondo si comprime».
Il clima. Siamo ospiti di una base militare: qui si sta in allerta 24 ore su 24 perché se arriva l’ordine di fare uno scrambling – il decollo di un caccia – si deve essere pronti a farlo senza sbavature, senza tentennamenti: nel 2016, per esempio, quella “spia” si è accesa dodici volte. Il clima che si respirava ieri al 4° Stormo però di militare – nel senso un po’ ideologico del termine – non aveva nulla se non le prescrizioni in pista a tutela della sicurezza, e nonostante – da lì a poco – stesse per arrivare dal cielo l’uomo che fino a qualche mese fa era tra i più presidiati del mondo: sarà stato per la presenza di tanti giovani che sono la speranza della Maremma, del Belpaese e anche delle Forze Armate, sarà perché anche i corpi militari cambiano, ma tant’è. «Noi oggi abbiamo bisogno – dice Lant – soprattutto di persone equilibrate, che fanno una cosa non perché l’ha detta il capo ma perché è funzionale a qualcosa d’altro. Nonostante le resistenze cognitive che tutti noi abbiamo, dobbiamo avere il coraggio di cambiare. Dobbiamo farlo per migliorare». E questo vale non solo in ambito militare. Arriva anche il nostro momento di volare. Saliamo a bordo del velivolo e il nostro pilota è il capitano Marco Bagnato. Ecco il decollo, saliamo a 400 metri sopra Grosseto, facciamo persino delle virate. Che emozione. È vero: da lassù è tutta un’altra prospettiva. E a volte, cambiare punto di vista serve.
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Il corso. Sharon e Dan sono due dei 260 studenti grossetani che nei prossimi giorni e fino al 26 maggio – “a casa” del 4° Stormo di Grosseto – voleranno sui Siai 208 del 60° Stormo di Guidonia: loro due, in particolare, e altri 84 ragazzi sui 260 ragazzi partecipanti lo co-piloteranno perché hanno ottenuto ottimi risultati al test che si è svolto dopo la tre giorni teorica: ce lo spiega il capitano Stefano D’Imperia, istruttore pilota, incaricato dal colonnello Salvatore Trincone, comandante del 60° Stormo, della progettazione e della messa a punto del corso; il loro volo verrà tecnicamente valutato dagli istruttori e i due studenti migliori in assoluto avranno la possibilità di partecipare ad uno stage di 10 giorni su un aliante biposto. Tutti però – e quindi anche gli altri 174 – proveranno l’ebrezza di un volo alla top-gun.
Tutti sulla pista. Ieri intanto è stata la giornata post teoria e pre pratica: e cioè una full immersion per prendere familiarità con gli aerei. E così la pista del 4° Stormo era vivacissima e stracolma. C’erano gli studenti e i prof dell’Isis Fossombroni (che ha ospitato le lezioni di teoria), del Polo liceale Aldi, dell’Isis Porciatti-Manetti, del Bianciardi, dell’Isis Leopoldo II di Lorena con il dirigente Alfonso De Pietro.
La chance. Sono più di trent’anni che l’Aeronautica militare in collaborazione con il ministero organizza corsi di Cultura Aeronautica. Per i 260 studenti grossetani è un’esperienza fuori dall’ordinario. «Volare cambia la prospettiva – dice il colonnello Marco Lant, comandante del 4° Stormo – nel dare il benvenuto, con il maggiore Alberto Biagini, comandante del gruppo volo del 60° Stormo di Guidonia, al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e ai docenti delle scuole cittadine – da Grosseto a Castiglione ci si impiegano venti minuti? Bhé, con un F-2000 anche due. E più vai veloce, più il mondo si comprime».
Il clima. Siamo ospiti di una base militare: qui si sta in allerta 24 ore su 24 perché se arriva l’ordine di fare uno scrambling – il decollo di un caccia – si deve essere pronti a farlo senza sbavature, senza tentennamenti: nel 2016, per esempio, quella “spia” si è accesa dodici volte. Il clima che si respirava ieri al 4° Stormo però di militare – nel senso un po’ ideologico del termine – non aveva nulla se non le prescrizioni in pista a tutela della sicurezza, e nonostante – da lì a poco – stesse per arrivare dal cielo l’uomo che fino a qualche mese fa era tra i più presidiati del mondo: sarà stato per la presenza di tanti giovani che sono la speranza della Maremma, del Belpaese e anche delle Forze Armate, sarà perché anche i corpi militari cambiano, ma tant’è. «Noi oggi abbiamo bisogno – dice Lant – soprattutto di persone equilibrate, che fanno una cosa non perché l’ha detta il capo ma perché è funzionale a qualcosa d’altro. Nonostante le resistenze cognitive che tutti noi abbiamo, dobbiamo avere il coraggio di cambiare. Dobbiamo farlo per migliorare». E questo vale non solo in ambito militare. Arriva anche il nostro momento di volare. Saliamo a bordo del velivolo e il nostro pilota è il capitano Marco Bagnato. Ecco il decollo, saliamo a 400 metri sopra Grosseto, facciamo persino delle virate. Che emozione. È vero: da lassù è tutta un’altra prospettiva. E a volte, cambiare punto di vista serve.
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