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«Sbagliato abbandonare la gestione pubblica dei pozzi»
Secondo Leonardo Marras «abbandonare la gestione pubblica dei pozzi è un errore. Se serve apriamo un confronto con la Regione, io sono disponibile». Il capogruppo Pd in Regione interviene ravvisando...
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Secondo Leonardo Marras «abbandonare la gestione pubblica dei pozzi è un errore. Se serve apriamo un confronto con la Regione, io sono disponibile». Il capogruppo Pd in Regione interviene ravvisando di essere «ancora una volta, di fronte all’incapacità di compiere scelte politiche», lasciando spazio «ai proclami rischiando lo stallo anziché cercare soluzioni concrete al problema, magari attraverso il confronto».
Marras ricorda di aver letto almeno tre posizioni diverse del Comune: prima il dito puntato verso i cittadini, furbetti; poi il rigore assoluto, la legge va rispettata; infine, la soluzione del super condominio che non potrà essere applicata a tutti per condizioni molto diverse tra realtà e realtà. «Tutte e tre, però, con due elementi costanti: la colpa è della Regione e il Comune deve sbolognarsi i pozzi perché ci pensino le famiglie da sole». «Non ho titolo ad avanzare proposte, mi preme soltanto precisare alcuni aspetti - aggiunge - L’amministrazione comunale accusa la Regione di aver cambiato le regole, effettivamente le norme apportano alcune modifiche, ma marginali: la subconcessione dall’ente pubblico al privato non è prevista da nessuno di questi atti, neanche dal Regio decreto del 1933. In realtà l’uso che se ne fa a Grosseto e la stessa origine dei pozzi dimostrano che non si tratta di una attività totalmente privata, infatti, se il Comune ha sempre deciso in passato di prendere in carico i pozzi una volta realizzati è perché è stata rinvenuta una chiara utilità pubblica nella fruizione di quell’acqua». Marras si dichiara contrario «ad un atteggiamento che prevede come unica soluzione l’abbandono dei pozzi da scaricare ai privati, solo in ragione di aspetti burocratici o di difficoltà di gestione da parte degli uffici comunali o della società del Comune. Capisco qualche funzionario formalista, ma non posso pensare che una posizione del genere possa essere condivisa dagli amministratori».
Marras ricorda di aver letto almeno tre posizioni diverse del Comune: prima il dito puntato verso i cittadini, furbetti; poi il rigore assoluto, la legge va rispettata; infine, la soluzione del super condominio che non potrà essere applicata a tutti per condizioni molto diverse tra realtà e realtà. «Tutte e tre, però, con due elementi costanti: la colpa è della Regione e il Comune deve sbolognarsi i pozzi perché ci pensino le famiglie da sole». «Non ho titolo ad avanzare proposte, mi preme soltanto precisare alcuni aspetti - aggiunge - L’amministrazione comunale accusa la Regione di aver cambiato le regole, effettivamente le norme apportano alcune modifiche, ma marginali: la subconcessione dall’ente pubblico al privato non è prevista da nessuno di questi atti, neanche dal Regio decreto del 1933. In realtà l’uso che se ne fa a Grosseto e la stessa origine dei pozzi dimostrano che non si tratta di una attività totalmente privata, infatti, se il Comune ha sempre deciso in passato di prendere in carico i pozzi una volta realizzati è perché è stata rinvenuta una chiara utilità pubblica nella fruizione di quell’acqua». Marras si dichiara contrario «ad un atteggiamento che prevede come unica soluzione l’abbandono dei pozzi da scaricare ai privati, solo in ragione di aspetti burocratici o di difficoltà di gestione da parte degli uffici comunali o della società del Comune. Capisco qualche funzionario formalista, ma non posso pensare che una posizione del genere possa essere condivisa dagli amministratori».
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