Il Tirreno

Grosseto

Salvi i capanni sulla spiaggia verso il Parco 

Principina Mare: il gruppo di lavoro ha trovato una soluzione dopo la petizione con 2.500 firme

3 MINUTI DI LETTURA





PRINCIPINA MARE. I capanni della spiaggia che da Principina va verso il Parco regionale della Maremma sono salvi. Lo ha annunciato ieri la presidente del Parco Lucia Venturi che ha illustrato la soluzione trovata e tale da conciliare la tutela dell’habitat naturale con la conservazione della maggior parte dei caratteristici capanni, tanto amati dai residenti e dai turisti e considerati un simbolo di quel tratto di litorale maremmano.
Venturi ha illustrato gli interventi fatti insieme a Francesca Lodi, presidente dell’associazione “Salviamo Principina a mare”, e a Lorenzo Chelazzi, ricercatore associato dell’Istituto per lo Studio degli Ecosistemi del Cnr. «Abbiamo messo su un gruppo di lavoro formato da personale dell’ente e dai ricercatori esperti nella tutela di questi particolari habitat – spiega Venturi – per trovare la strada per mantenere in piedi i capanni. Dovevamo tenere conto da una parte della petizione promossa dal Comitato Ultima Chiamata e firmata da oltre 2500 persone che ci chiedevano di salvare i capanni e dall’altra di ciò che prevedono i Piani di gestione dell’area in cui è compreso il litorale di Principina che fa parte dell’area protetta e che è classificato come sito d’importanza comunitaria (Sic) in cui vigono specifiche norme di protezione».
Questi piani prevedono ad esempio che il materiale organico spiaggiato non possa essere spostato o rimosso (compresi i legni prelevati per fare i capanni) perché rappresenta l’habitat di alcune specie di particolare interesse conservazionistico (tra cui Eurynebrya complanata e Macarorchestia remy). Ma c’era anche un altro aspetto di cui il gruppo di lavoro ha dovuto tenere conto: sulla spiaggia di Principina a causa delle piene dell’Albegna e dell’Ombrone si sono depositate negli ultimi anni grosse quantità di legni e tronchi che hanno permesso di costruire capanni ancora più grandi. Si poneva dunque un problema di incolumità per le stesse persone che poi vi sostavano all’interno.
«Le proposte emerse per la gestione dell’arenile – dice Lucia Venturi - sono state condivise con il Comune di Grosseto che ha competenza diretta sul demanio e con l’associazione “Salviamo Principina a mare” nell’ottica di perseguire un percorso di trasparenza e di compartecipazione delle scelte. Le soluzioni proposte sono state ben apprezzate perché hanno saputo mettere d’accordo le diverse esigenze e sensibilità e subito messe in pratica».
Ecco dunque cosa è stato fatto in vista della stagione turistica ormai partita nella spiaggia tra Principina e la Trappola. Il cosiddetto “confine certo” che segnala l’inizio del Parco è stato rafforzato usando i legni spiaggiati più grossi. Realizzata inoltre una zona cuscinetto di circa un chilometro verso la Trappola appositamente istituita per creare un’area di tutela speciale per le specie di coleotteri, anfipodi e altre specie vulnerabili che vi potranno migrare in caso di disturbo a causa della presenza dei bagnanti. L’area è inoltre adatta alla nidificazione del fratino (Charadrius alexandrinus). Sono stati inoltre rimossi i capanni più pericolosi e di maggiore impatto per la presenza sulla duna o a causa del legname impiegato. Viceversa gli altri capanni non solo saranno mantenuti ma saranno presto numerati e identificati da apposite targhe con il logo del Parco. Infine sono stati mantenuti sulla spiaggia i tronchi più grossi e rimossi almeno in parte i legni piccoli e medi. I lavori si sono conclusi entro il mese di marzo per non andare a interferire con la nidificazione del fratino, seguendo le linee guida previste dalla Valutazione d’incidenza che aveva dato specifiche prescrizioni sulle modalità d’intervento. Nella spiaggia che ricade dentro il Parco verranno inoltre sistemati dei pannelli informativi per spiegare l’intervento che poi nei mesi invernali sarà ripetuto con la stessa formula anche nella spiaggia di Marina di Alberese.
A questo punto non resta che fruire della spiaggia, sottolinea Venturi, rispettando le regole che vigono nell’area protetta: non costruire nuovi capanni, non portare i cani in questa spiaggia (perché ricadente dentro l’area Parco), non accendere i fuochi, non distruggere la vegetazione dunale e non lasciare rifiuti. (s.l.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web