Il Tirreno

Grosseto

Niente mensa per chi non paga la retta 

Approvato il nuovo regolamento di servizio: giunta soddisfatta ma l’opposizione contesta le carenze nel testo

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GROSSETO. Genitori morosi per il pagamento della mensa scolastica? Niente pasto a scuola per i figli. Potrebbe essere questa la novità più controversa del nuovo regolamento della refezione scolastica approvato ieri dal consiglio comunale.
In una nota del Comune vengono evidenziate le novità positive dello strumento che disciplina il pasto a scuola. Tra queste la promozione di una sana alimentazione garantendo anche menù con prodotti biologici, locali, Dop e Igp. Per quanto riguarda la domanda di iscrizione a differenza del passato le famiglie dovranno ripeterla ogni anno; questo a garanzia di una migliore gestione del servizio e per contrastare i casi sempre più frequenti di mancato pagamento delle quote di compartecipazione degli anni precedenti. Prima dell’accettazione della nuova domanda le quote non versate dovranno essere saldate; sono previste forme di rateizzazione in base al bisogno. Inoltre, in caso di ritardo nella presentazione della richiesta del servizio mensa, il primo mese del servizio sarà pagato con la tariffa massima, mentre dal secondo mese sarà applicata la tariffa sulla base dell’Isee.
«Oltre alle garanzie di qualità richieste dalla normativa nazionale – spiega il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna – abbiamo avviato una collaborazione con l’Asl e abbiamo previsto controlli osservativi nelle mense e al centro cottura. Allo stesso tempo vogliamo garantire che le somme dovute per questo servizio siano effettivamente corrisposte e al contrario di quanto accaduto fino a oggi abbiamo pensato di inserire un’azione di controllo più capillare e sicura. Ciò detto rimangono ampi spazi di tutela per le famiglie con condizioni di disagio economico; anche per quelle che dovessero improvvisamente trovarsi in difficoltà ad anno scolastico in corso».
Resta però il punto controverso segnalato dai consiglieri di minoranza Pd, Lista Mascagni Sindaco e Passione per Grosseto. «Abbiamo proposto vanamente – scrivono in una nota congiunta – di mantenere la riduzione delle tariffe che questa giunta ha deciso invece di abolire, per le famiglie che si trovino a dover ricorrere al servizio mensa per più di un figlio. Abbiamo proposto di introdurre strumenti per rendere più incisiva l’attività di recupero dei crediti quando la morosità non dipenda da situazioni di effettiva indigenza e non abbiano sortito effetto i tentativi di rientro in via bonaria. Questa proposta è stata accolta ma abbiamo ritenuto doveroso anche intervenire sulla norma che vieta di partecipare alla mensa agli alunni le cui famiglie, al momento dell’iscrizione, non siano in regola con i pagamenti. Già durante i lavori in commissione eravamo riusciti a far migliorare il testo, avendo trovato accoglimento la proposta del consigliere De Martis volta a consentire l’accesso al servizio alle famiglie che, se pur in ritardo con i pagamenti, avessero concordato un piano di rientro. Restava sul tavolo la necessità di gestire la situazione di quegli alunni le cui famiglie, nonostante ogni sforzo e tentativo, non avessero provveduto a regolarizzare la propria posizione, eventualità che in alcun modo era stata contemplata nel regolamento. Abbiamo allora proposto un coinvolgimento delle famiglie e dell’istituzione scolastica per individuare, nei singoli casi, le modalità più idonee a tutelare il prioritario interesse dell’alunno, ma questa proposta è stata respinta, senza che nessun’altra venisse avanzata. In questo modo i bambini pagano gli errori o le mancanze delle famiglie. Sindaco e giunta hanno commesso un grave errore».

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