Il presidio
pomonte
I pastori battezzano il comitato
Nasce ufficialmente “Allevatori d’Italia”: otto persone nel direttivo
2 MINUTI DI LETTURA
POMONTE. Sono arrivati da Grosseto, dall’Amiata, da Siena, da Bagnoregio, da Viterbo, i pastori toscani per costituire ufficialmente a Pomonte, il loro comitato che, come tutti hanno ribadito, sarà trasversale rispetto ai partiti, autonomo e con la schiena dritta. Il nome scelto è “Allevatori d’Italia” a cui furono date le gambe, mesi fa, a Magliano in Toscana con l’obiettivo di liberare i pascoli dai predatori.
I pastori presenti in assemblea la sera del 18 maggio, una cinquantina, sono diventati ufficialmente soci fondatori del comitato e hanno indicato per acclamazione, come presidente Mirella Pastorelli, ex assessora alle predazioni del comune di Magliano che dal 2012 si occupa del problema predazioni e che i pastori hanno imparato a conoscere per la sua intraprendenza e il suo puntiglio. A sostegno dei pastori anche Enrico Rabazzi, presidente della Cia di Grosseto, e Paolo Rossi che guida Confagricoltura, e poi il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli e l’ex sindaco Magliano Diego Cinelli, con l’assessore di Sorano Roberto Zamperini. Hanno mandato la loro adesione il Comune di Radicofani e il comitato guidato da Claudio Ceroni, esponente Pd di Cinigiano, ex presidente Acquedotto del Fiora, che guida un gruppo di persone che hanno subito incidenti a causa di cinghiali.
Dopo la firma dello Statuto e l’iscrizione al libro dei soci, e dopo la nomina della presidente, è stato costituito il consiglio direttivo. Ne fanno parte: Fernando Tizzi di Saturnia, Carmelo Masala di Manciano, Caterina Calistroni di Bagnoregio, Massimo Galli di Roccalbegna, Franco Carta di Siena, Lorello Biondi di Sorano, Giacomo Franceschelli di Arcidosso e Diego Cinelli di Magliano. Rabazzi e Rossi hanno annunciato il loro ingresso nel comitato non appena il consiglio della loro associazione avrà dato il via libera. È stato convenuto che non appena la platea soci si sarà allargata anche ad altre regioni, il direttivo potrà dare le dimissioni per permettere anche agli altri arrivati di entrare nei vertici del comitato. Ma per adesso i membri continueranno a portare avanti i loro quattro punti cardine: ottenere risarcimenti per danno effettivo, abbattere gli ibridi, spostare i lupi in zone adatte e vocate, erogare borse di studio per tesi di laurea su pecore e allevamento brado. Su questa via pare certo anche il sostegno dell’assessore regionale Marco Remaschi come ricordato da Pastorelli.
Fiora Bonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
I pastori presenti in assemblea la sera del 18 maggio, una cinquantina, sono diventati ufficialmente soci fondatori del comitato e hanno indicato per acclamazione, come presidente Mirella Pastorelli, ex assessora alle predazioni del comune di Magliano che dal 2012 si occupa del problema predazioni e che i pastori hanno imparato a conoscere per la sua intraprendenza e il suo puntiglio. A sostegno dei pastori anche Enrico Rabazzi, presidente della Cia di Grosseto, e Paolo Rossi che guida Confagricoltura, e poi il sindaco di Roccalbegna Massimo Galli e l’ex sindaco Magliano Diego Cinelli, con l’assessore di Sorano Roberto Zamperini. Hanno mandato la loro adesione il Comune di Radicofani e il comitato guidato da Claudio Ceroni, esponente Pd di Cinigiano, ex presidente Acquedotto del Fiora, che guida un gruppo di persone che hanno subito incidenti a causa di cinghiali.
Dopo la firma dello Statuto e l’iscrizione al libro dei soci, e dopo la nomina della presidente, è stato costituito il consiglio direttivo. Ne fanno parte: Fernando Tizzi di Saturnia, Carmelo Masala di Manciano, Caterina Calistroni di Bagnoregio, Massimo Galli di Roccalbegna, Franco Carta di Siena, Lorello Biondi di Sorano, Giacomo Franceschelli di Arcidosso e Diego Cinelli di Magliano. Rabazzi e Rossi hanno annunciato il loro ingresso nel comitato non appena il consiglio della loro associazione avrà dato il via libera. È stato convenuto che non appena la platea soci si sarà allargata anche ad altre regioni, il direttivo potrà dare le dimissioni per permettere anche agli altri arrivati di entrare nei vertici del comitato. Ma per adesso i membri continueranno a portare avanti i loro quattro punti cardine: ottenere risarcimenti per danno effettivo, abbattere gli ibridi, spostare i lupi in zone adatte e vocate, erogare borse di studio per tesi di laurea su pecore e allevamento brado. Su questa via pare certo anche il sostegno dell’assessore regionale Marco Remaschi come ricordato da Pastorelli.
Fiora Bonelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google