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CANNABIS, UN SALTO ALL’INDIETRO
La notizia che la farmacia San Giuseppe di Grosseto è stata sanzionata dal ministero della Salute per «aver fatto pubblicità indiretta alla cannabis» ci lascia basiti. Questo Paese sembra ogni giorno...
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La notizia che la farmacia San Giuseppe di Grosseto è stata sanzionata dal ministero della Salute per «aver fatto pubblicità indiretta alla cannabis» ci lascia basiti. Questo Paese sembra ogni giorno sprofondare sempre più nel medio evo culturale e spesso la ministra Beatrice Lorenzin ed il suo dicastero sono protagonisti di questo salto all’indietro. In Italia grazie a lunghe battaglie portate avanti anche dalla Sinistra esiste una normativa che prevede la preparazione e la vendita di farmaci a base di cannabinoidi ad uso terapeutico. Non comprendiamo come sia possibile sanzionare chi fa pubblicità a questi tipi di farmaci quando contemporaneamente le tv ed il web sono imbottiti di spot a sostegno di prodotti farmaceutici di ogni tipo. Non è logico né accettabile che le farmacie siano considerate fuori legge.
Siamo molto preoccupati per l’atteggiamento retrogrado di questo Governo che non lascia certo sperare rispetto ad un’altra battaglia importante di Sinistra Italiana: la legalizzazione della Cannabis per il consumo ricreativo personale. Posizione avvallata da molti a partire da autorevoli magistrati che da sempre combattono in prima linea contro le mafie e la criminalità organizzata. E soprattutto dalle esperienze di altri Paesi che stanno sperimentando con risultati positivi la legalizzazione: lì si stanno progressivamente sgretolando i pilastri del pensiero proibizionista di questi anni. Ad essere smentita, ad esempio, è l’idea che la scelta di depenalizzare e legalizzare, avrebbe determinato un aumento del consumo degli stupefacenti. Un assunto sconfessato dai dati reali. Così come viene smentita la “teoria del passaggio” secondo la quale la legalizzazione delle droghe leggere favorirebbe il passaggio a quelle pesanti. È vero invece che legalizzando si limiterebbe il contatto tra il consumatore e il mercato illegale delle droghe pesanti andando a colpire le criminalità organizzata, ed arriverebbero notevoli vantaggi per lo Stato derivanti dalla scelta della legalizzazione.
Le stime effettuate dall’Istat rilevano che nel 2013 le attività connesse agli stupefacenti rappresentavano quasi il 70% del complesso delle attività illegali stimate dalla contabilità nazionale, circa lo 0, 9% sul Pil. Cifre al ribasso naturalmente. A questi vanno aggiunti gli effetti indiretti, collaterali, l’emersione della filiera della produzione della marijuana. Lo stato incasserebbe non soltanto dalla vendita diretta, ma anche dai profitti delle aziende produttrici e dalle tasse e i contributi pagati dagli impiegati nel settore. Da questa iniziativa si otterrebbero anche risparmi. La “guerra alla droga” in Italia, secondo le stime del Dipartimento antidroga, costa più di un miliardo e mezzo l’anno, di cui la metà vengono spesi dal sistema carcerario. Insomma complessivamente una marea di denaro da reinvestire nella scuola, nella cultura e per la lotta e prevenzione contro le droghe pesanti, sintetiche e chimiche. Tutto ciò ci dice che rispetto alla legalizzazione occorrerebbe procedere senza indugi, ma se il Governo è quello rappresentato dalla ministra Lorenzin c’è veramente poco da sperare.
Marco Sabatini
Sinistra Italiana Grosseto
Siamo molto preoccupati per l’atteggiamento retrogrado di questo Governo che non lascia certo sperare rispetto ad un’altra battaglia importante di Sinistra Italiana: la legalizzazione della Cannabis per il consumo ricreativo personale. Posizione avvallata da molti a partire da autorevoli magistrati che da sempre combattono in prima linea contro le mafie e la criminalità organizzata. E soprattutto dalle esperienze di altri Paesi che stanno sperimentando con risultati positivi la legalizzazione: lì si stanno progressivamente sgretolando i pilastri del pensiero proibizionista di questi anni. Ad essere smentita, ad esempio, è l’idea che la scelta di depenalizzare e legalizzare, avrebbe determinato un aumento del consumo degli stupefacenti. Un assunto sconfessato dai dati reali. Così come viene smentita la “teoria del passaggio” secondo la quale la legalizzazione delle droghe leggere favorirebbe il passaggio a quelle pesanti. È vero invece che legalizzando si limiterebbe il contatto tra il consumatore e il mercato illegale delle droghe pesanti andando a colpire le criminalità organizzata, ed arriverebbero notevoli vantaggi per lo Stato derivanti dalla scelta della legalizzazione.
Le stime effettuate dall’Istat rilevano che nel 2013 le attività connesse agli stupefacenti rappresentavano quasi il 70% del complesso delle attività illegali stimate dalla contabilità nazionale, circa lo 0, 9% sul Pil. Cifre al ribasso naturalmente. A questi vanno aggiunti gli effetti indiretti, collaterali, l’emersione della filiera della produzione della marijuana. Lo stato incasserebbe non soltanto dalla vendita diretta, ma anche dai profitti delle aziende produttrici e dalle tasse e i contributi pagati dagli impiegati nel settore. Da questa iniziativa si otterrebbero anche risparmi. La “guerra alla droga” in Italia, secondo le stime del Dipartimento antidroga, costa più di un miliardo e mezzo l’anno, di cui la metà vengono spesi dal sistema carcerario. Insomma complessivamente una marea di denaro da reinvestire nella scuola, nella cultura e per la lotta e prevenzione contro le droghe pesanti, sintetiche e chimiche. Tutto ciò ci dice che rispetto alla legalizzazione occorrerebbe procedere senza indugi, ma se il Governo è quello rappresentato dalla ministra Lorenzin c’è veramente poco da sperare.
Marco Sabatini
Sinistra Italiana Grosseto
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