Il Tirreno

Grosseto

«Spot alla cannabis», farmacia multata 

di Giovanna Mezzana
«Spot alla cannabis», farmacia multata 

Il ministero sanziona per 8.000 euro la San Giuseppe di Barbanella. Alfinito: «La nostra categoria vittima di un paradosso»

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GROSSETO. C’è anche una farmacia di Grosseto tra quelle sanzionate dal ministero della salute – con multe da 8. 000 euro a professionista titolare – per «aver fatto pubblicità indiretta alla cannabis». È la Farmacia San Giuseppe di Grosseto dove, da settembre 2015, si preparano e si vendono, nel rispetto della norma, farmaci a base di cannabinoidi, rigorosamente a uso terapeutico. A segnalare la vicenda sul proprio sito web è Dolce Vita, rivista dedicata agli stili di vita, che elenca le sei farmacie incappate nella sanzione; le altre sono emiliano-romagnole e una abruzzese. La lista però potrebbe essere parziale: non si esclude che ce ne siano molte altre: da nord a sud.
Il ministero. Secondo il ministero della salute, spiega la rivista, il solo fatto di essere presente sui motori di ricerca web che mostrano le farmacie che fanno preparazioni a base di cannabis equivale per un farmacista a violare i dettami dell’articolo 84 del Dpr 309/90 (la legge che regola gli stupefacenti). È vietata «La propaganda pubblicitaria di sostanze o preparazioni comprese nelle tabelle previste dall’articolo 14 – recita l’articolo – anche se effettuata in modo indiretto». Gli operatori – sottolinea ancora Dolce Vita – hanno provato a chiarire la propria posizione con una dirigente dell’Ufficio Centrale Stupefacenti del ministero, ma questo non avrebbe cambiato il giudizio del dicastero.
Sul web. Su Internet si possono trovare «decine di siti che offrono lo stesso servizio» nota Dolce Vita e ci sono «decine di farmacie che ad esempio effettuano preparazioni a base di morfina od oppiacei, senza che nessuna sanzione sia mai stata comminata».
Il farmacista. Abbia contattato Edoardo Alfinito, della Farmacia San Giuseppe, la farmacia di Grosseto che risulta tra quelle sanzionate. «Io e tanti altri colleghi – dice – ci ritroviamo in un paradosso burocratico per cui viene applicato un articolo di legge, di quasi 30 anni fa, che vieta la propaganda di sostanze stupefacenti, senza che si prenda in considerazione il Dm del 9 novembre 2015 che ha invece consacrato l’uso medico della cannabis». Alfinito fa riferimento all’articolo 84: «Fu giustamente redatto per contrastare forme di propaganda o pubblicità di sostanze – dice: che possono indurre un uso illecito o voluttuario, ma non si prende in considerazione quello che in futuro è diventata la loro applicazione medica (ad esempio, per la morfina)». Ecco un’altra perplessità del farmacista: «Centinaia di farmacie sono rintracciabili in portali online che citano la possibilità di effettuare preparati a base di morfina o altre sostanze pur sempre stupefacenti, ma solo ora, parlando di cannabis si tratta di propaganda».
«Per me? Un dovere». Per Alfinito è anche una questione deontologica: sottolinea infatti che lui, come farmacista ha il dovere «di rendere noti al pubblico elementi conoscitivi, veritieri e corretti relativi ai servizi prestati, ai reparti presenti nella farmacia, nonché ai prezzi praticati». Ed ecco un altro paradosso, secondo il farmacista: «Io posso informare un paziente – si domanda – che è in farmacia su questo tipo di preparazioni – dice – ma non è prevista la possibilità di ripetere e pubblicare queste informazioni su di un sito internet? Informazioni sull’uso terapeutico della cannabis si possono comunque ritrovare sul sito del ministero. Le farmacie fanno parte del Sistema sanitario nazionale e credo sia importante diffondere le stesse informazioni del ministero». Ad avvalorare le ragioni della difesa sua e dei colleghi sanzionati ci sarebbero le sono le limitazioni che riguardano la prescrizione medica. «Come si può indurre all’acquisto di una sostanza – si chiede – che non è possibile dispensare se non tramite prescrizione medica? ».
«Solo informazione». «La pubblicazione sul nostro sito di contenuti che elencano solo i tipi di estratti o preparati che effettuiamo (senza mai fare riferimento a prezzi tra l’altro) – aggiunge – è da considerarsi semplice informazione sulla nostra capacità e possibilità di dispensare preparati galenici magistrali». La Farmacia San Giuseppe è associata alla Società Italiana Ricerca Cannabis: «E il nostro è un approccio strettamente scientifico – motiva – e rifugge da posizioni ideologiche che possono essere di ostacolo all’utilizzo di questo tipo di terapia, creando pregiudizi. I pregiudizi nuocciono sia a medici e ai farmacisti che prendono in considerazione la potenzialità della cannabis come una chance in più di terapia, e nuocciono tanto di più ai molti nostri pazienti, che hanno trovato sollievo alle loro sofferenze in questa pianta. Sono sicuro che le autorità saranno disposte a un dialogo costruttivo – conclude – e rassicuro i nostri pazienti sul fatto che il nostro lavoro prosegue. So che ci sosterranno in quello che è in primo luogo un loro sacrosanto diritto».

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