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Da cinque asinelli il segreto per essere (un po’) più felici
di Giulia Sili
Scarlino: si chiamano Pato, Stringa, Vito, Mora e Tempesta Selezionati tra i 160 delle Bandite, aiutano i ragazzi disabili
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SCARLINO. Non solo latte di asina: alle Bandite di Scarlino i ciuchi sono anche degli educatori. È tramite l’associazione Asiniamo, infatti, che vengono svolte attività didattiche con gli asini amiatini: dagli “Iaa”, acronimo di iter assistiti con animali, agli “intrattenimenti ludico didattici ed esperenziali” fino ai trekking someggiati.
Si tratta di attività rivolte a chiunque ne faccia richiesta e, in special modo, adatte a bambini o a persone con disabilità. «Sono esperienze che riportano indietro nel tempo e rallentano il ritmo della vita frenetica di tutti i giorni – racconta Claudia Montomoli, educatrice di Asiniamo – La parola d’ordine è lentezza, questi animali sono molto adatti a questo tipo di attività, perché sono molto pazienti e instaurano subito un rapporto con chi li conduce».
Alla fattoria delle Bandite vengono ragazzi da tutta Italia per fare attività con i ciuchi e ieri mattina è arrivato un gruppo di ragazzi provenienti dall’istituto Mavarelli Pascoli di Umbertide, in Umbria: una comitiva composta da ragazzi con disabilità di vario tipo arrivati fino in Maremma grazie all’associazione Matti&co che da qualche anno finanzia il progetto “In viaggio da soli”. I ragazzi, accompagnati dagli insegnanti e da una mamma infermiera, hanno potuto fare amicizia con gli asini ma anche imparare le regole del gioco riuscendo a salire in groppa ai ciuchi educati appositamente per questo tipo di esperienze. «I primi incontri sono i più entusiasmanti – racconta Claudia – I genitori rimangono sempre colpiti perché vedono i ragazzi che si affidano completamente all’animale; il nostro obbiettivo è: migliorare la qualità della vita di chi viene da noi e se i ragazzi alla fine del percorso sono rilassati e hanno passato due ore felici il nostro lavoro si è compiuto».
Ciò che si fa alle Bandite non si può definire Onoterapia: «Non vogliamo fare terapia – spiega Claudia – noi siamo dei mediatori e degli accompagnatori, il nostro compito è solo fare attività con gli animali». Quelli che accompagnano i bambini sono asini molto particolari: sono stati selezionati tra i 160 delle Bandite: Pato, Stringa, Vito, Mora e Tempesta hanno le caratteristiche perfette per essere messi a contatto con i bambini perché pazienti, docili e affettuosi. Il primo passo è l’approccio: «Insegniamo ai ragazzi a relazionarsi con l’animale e poi li portiamo alla conduzione e, infine, all’approccio corporeo» dice Claudia.
Al centro si possono anche comprare: «Sono animali semplicissimi da gestire – spiega il direttore delle Bandite Patrizio Biagini – costano meno di una cane, fanno pulizia mangiando erba e rami e, inoltre, non richiedono troppe attenzioni».
Si tratta di attività rivolte a chiunque ne faccia richiesta e, in special modo, adatte a bambini o a persone con disabilità. «Sono esperienze che riportano indietro nel tempo e rallentano il ritmo della vita frenetica di tutti i giorni – racconta Claudia Montomoli, educatrice di Asiniamo – La parola d’ordine è lentezza, questi animali sono molto adatti a questo tipo di attività, perché sono molto pazienti e instaurano subito un rapporto con chi li conduce».
Alla fattoria delle Bandite vengono ragazzi da tutta Italia per fare attività con i ciuchi e ieri mattina è arrivato un gruppo di ragazzi provenienti dall’istituto Mavarelli Pascoli di Umbertide, in Umbria: una comitiva composta da ragazzi con disabilità di vario tipo arrivati fino in Maremma grazie all’associazione Matti&co che da qualche anno finanzia il progetto “In viaggio da soli”. I ragazzi, accompagnati dagli insegnanti e da una mamma infermiera, hanno potuto fare amicizia con gli asini ma anche imparare le regole del gioco riuscendo a salire in groppa ai ciuchi educati appositamente per questo tipo di esperienze. «I primi incontri sono i più entusiasmanti – racconta Claudia – I genitori rimangono sempre colpiti perché vedono i ragazzi che si affidano completamente all’animale; il nostro obbiettivo è: migliorare la qualità della vita di chi viene da noi e se i ragazzi alla fine del percorso sono rilassati e hanno passato due ore felici il nostro lavoro si è compiuto».
Ciò che si fa alle Bandite non si può definire Onoterapia: «Non vogliamo fare terapia – spiega Claudia – noi siamo dei mediatori e degli accompagnatori, il nostro compito è solo fare attività con gli animali». Quelli che accompagnano i bambini sono asini molto particolari: sono stati selezionati tra i 160 delle Bandite: Pato, Stringa, Vito, Mora e Tempesta hanno le caratteristiche perfette per essere messi a contatto con i bambini perché pazienti, docili e affettuosi. Il primo passo è l’approccio: «Insegniamo ai ragazzi a relazionarsi con l’animale e poi li portiamo alla conduzione e, infine, all’approccio corporeo» dice Claudia.
Al centro si possono anche comprare: «Sono animali semplicissimi da gestire – spiega il direttore delle Bandite Patrizio Biagini – costano meno di una cane, fanno pulizia mangiando erba e rami e, inoltre, non richiedono troppe attenzioni».
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