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Cumuli di sporcizia in area Sic E niente permessi ai kiters
MARINA DI GROSSETO. Al 19 di maggio, con il termometro che segna 30 gradi, un mare da tuffarcisi al volo e un vento che gonfia il cuore di appassionati di vela da mezzo mondo _ Marina di Grosseto è...
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MARINA DI GROSSETO. Al 19 di maggio, con il termometro che segna 30 gradi, un mare da tuffarcisi al volo e un vento che gonfia il cuore di appassionati di vela da mezzo mondo _ Marina di Grosseto è una delle mete top nella geografia del surf mondiale _ sull’arenile di Fiumara non c’è traccia di gazebo, casette in legno, ombrelloni. Insomma: nessuna ombra delle scuole di kitesurf, vela, sup e altre attività legate al mare.
Da settimane i gestori protestano per i ritardi e i passaggi burocratici che anche quest’anno fanno slittare l’inizio dell’attività. E il ritardo continua, perché ancora dei permessi per allestire le strutture delle tre società sportive non c’è traccia.
«Stiamo ancora aspettando la risposta alla Valutazione di incidenza che il Comune ci ha richiesto anche quest’anno, nonostante l’avessimo già presentata in autunno», spiegano Federico Torlone del Sunset beach e Alessandro Tonini del Kitebeach Fiumara. «A noi del Sunset e a un’altra attività della zona non hanno dato nemmeno il permesso per la macchina», si lamenta Torlone.
Come è noto, la spiaggia che hanno in concessione ricade in area Sic (sito di interesse comunitario) e Sir (regionale). Qui vigono particolari tutele per la fauna e la vegetazione e le attività umane vanno ben ponderate con precise autorizzazioni.
Eppure ancora prima di arrivare sulla spiaggia, non si può fare a meno di notare qualcosa che stride assai con l’idea di un luogo tutelato, pulito e integro. Appena si lascia la Castiglionese e ci si immette nella stradina sterrata che costeggia la Fiumara, due enormi scarrabili stracolmi di ogni sorta di rifiuto danno il “benvenuto” nella pineta area Sic. Il contenuto deborda fuori e cumuli di sporcizia _ da materiale organico risultato della pulizia della spiaggia a plastica e perfino neon _ giacciono ai lati.
Non va meglio sulla spiaggia. Da un paio d’anni cumuli di legni e altra sporcizia formano una duna alternativa davanti a quella naturale. Ma non c’è niente di naturale: tra legni e legnetti, lì sotto ci sono anche bottiglie di plastica, tappini, reti e tutto quel che portano le mareggiate.
Insomma, da un lato privati cittadini che cercano di tirare avanti le loro attività, che sono un servizio per i cittadini, un tassello per l’economia e anche un presidio per il territorio. Dall’altro una pubblica amministrazione giustamente esigente verso gli obblighi dei privati, ma forse un po’ meno attenta ai propri obblighi. (f.f.)
Da settimane i gestori protestano per i ritardi e i passaggi burocratici che anche quest’anno fanno slittare l’inizio dell’attività. E il ritardo continua, perché ancora dei permessi per allestire le strutture delle tre società sportive non c’è traccia.
«Stiamo ancora aspettando la risposta alla Valutazione di incidenza che il Comune ci ha richiesto anche quest’anno, nonostante l’avessimo già presentata in autunno», spiegano Federico Torlone del Sunset beach e Alessandro Tonini del Kitebeach Fiumara. «A noi del Sunset e a un’altra attività della zona non hanno dato nemmeno il permesso per la macchina», si lamenta Torlone.
Come è noto, la spiaggia che hanno in concessione ricade in area Sic (sito di interesse comunitario) e Sir (regionale). Qui vigono particolari tutele per la fauna e la vegetazione e le attività umane vanno ben ponderate con precise autorizzazioni.
Eppure ancora prima di arrivare sulla spiaggia, non si può fare a meno di notare qualcosa che stride assai con l’idea di un luogo tutelato, pulito e integro. Appena si lascia la Castiglionese e ci si immette nella stradina sterrata che costeggia la Fiumara, due enormi scarrabili stracolmi di ogni sorta di rifiuto danno il “benvenuto” nella pineta area Sic. Il contenuto deborda fuori e cumuli di sporcizia _ da materiale organico risultato della pulizia della spiaggia a plastica e perfino neon _ giacciono ai lati.
Non va meglio sulla spiaggia. Da un paio d’anni cumuli di legni e altra sporcizia formano una duna alternativa davanti a quella naturale. Ma non c’è niente di naturale: tra legni e legnetti, lì sotto ci sono anche bottiglie di plastica, tappini, reti e tutto quel che portano le mareggiate.
Insomma, da un lato privati cittadini che cercano di tirare avanti le loro attività, che sono un servizio per i cittadini, un tassello per l’economia e anche un presidio per il territorio. Dall’altro una pubblica amministrazione giustamente esigente verso gli obblighi dei privati, ma forse un po’ meno attenta ai propri obblighi. (f.f.)
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