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Messa nera nella cappella di Pian di Rocca
di Enrico Giovannelli
Celebrato un rito satanico: imbrattata la statua della Madonna e spaccato un crocifisso, indagano i carabinieri
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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. «I dubbi sono davvero pochi, dentro la chiesina di Santa Rita a Pian di Rocca è stato celebrato un rito satanico». Il parroco di Castiglione della Pescaia, don Gianni Malberti, ieri impegnato nella celebrazione del patrono del paese Guglielmo di Malavalle con tanto di processione fino all’eremo, scortato dal vescovo Rodolfo Cetoloni, ha poi ripercorso quello che è successo all’interno della chiesa del borgo di Pian di Rocca. Quasi sicuramente nella notte fra sabato e domenica, alcune persone sono entrate di forza dentro la chiesina, che comunque anche se vicina alle case è di fatto isolata e completamente al buio.
Hanno spaccato il portone d’ingresso e una volta dentro hanno spezzato le braccia al crocefisso di Gesù, incenerito il volto di un paio di statuine della Madonna, e poi letto un rituale, con un foglio ben visibile rimasto sul sagrato. Don Gianni ha subito sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Punta Ala e che hanno immediatamente iniziato le indagini, ma a preoccuparlo è ovviamente il gesto che è stato compiuto. «I danni materiali ci sono ma si possono riparare. Quello che invece deve far riflettere è il perché delle persone sono entrate con la forza dentro la chiesa, e soprattutto il rituale che è stato fatto. Facendo anche una ricerca in internet, in base alle lettere lasciate all’interno – confida don Gianni – non sembrerebbero esserci dubbi sulla motivazione dell’atto commesso. Si, credo che si sia trattato di una messa satanica. E meno male che in chiesa non c’erano le ostie benedette».
Un atto di profanazione, scoperto da alcune donne che vivono nel piccolo borgo e che di buon mattino si erano recate in chiesa come fanno di solito. Come detto oltre a fare il rito, gli autori del gesto hanno rotto le braccia al crocifisso e annerito il volto del Cristo e di due statue della Madonna con il fumo di una candela, poi hanno anche rotto il vetro di un piccolo reliquiario, acceso e sparso in giro per la cappella tutti i lumini, così come alcuni candelabri. Infine hanno lasciato un cartello con numeri e simboli che fanno pensare, con pochi dubbi, a giochi satanici. Don Gianni ha scritto: «L’episodio sconcerta e addolora profondamente, perché è un oltraggio che vìola nell’intimo un luogo consacrato a Dio, luogo di preghiera al quale molte persone sono legate da affetto sincero». La cappella privata, intitolata a Santa Rita, viene utilizzata saltuariamente per alcuni momenti di preghiera e celebrazioni durante l’anno. La comunità cristiana di Castiglione della Pescaia, per riparare a questo grave gesto, si riunirà in preghiera nella serata di lunedì 22 maggio, memoria liturgica di Santa Rita da Cascia, a cui la cappellina è intitolata.
Hanno spaccato il portone d’ingresso e una volta dentro hanno spezzato le braccia al crocefisso di Gesù, incenerito il volto di un paio di statuine della Madonna, e poi letto un rituale, con un foglio ben visibile rimasto sul sagrato. Don Gianni ha subito sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Punta Ala e che hanno immediatamente iniziato le indagini, ma a preoccuparlo è ovviamente il gesto che è stato compiuto. «I danni materiali ci sono ma si possono riparare. Quello che invece deve far riflettere è il perché delle persone sono entrate con la forza dentro la chiesa, e soprattutto il rituale che è stato fatto. Facendo anche una ricerca in internet, in base alle lettere lasciate all’interno – confida don Gianni – non sembrerebbero esserci dubbi sulla motivazione dell’atto commesso. Si, credo che si sia trattato di una messa satanica. E meno male che in chiesa non c’erano le ostie benedette».
Un atto di profanazione, scoperto da alcune donne che vivono nel piccolo borgo e che di buon mattino si erano recate in chiesa come fanno di solito. Come detto oltre a fare il rito, gli autori del gesto hanno rotto le braccia al crocifisso e annerito il volto del Cristo e di due statue della Madonna con il fumo di una candela, poi hanno anche rotto il vetro di un piccolo reliquiario, acceso e sparso in giro per la cappella tutti i lumini, così come alcuni candelabri. Infine hanno lasciato un cartello con numeri e simboli che fanno pensare, con pochi dubbi, a giochi satanici. Don Gianni ha scritto: «L’episodio sconcerta e addolora profondamente, perché è un oltraggio che vìola nell’intimo un luogo consacrato a Dio, luogo di preghiera al quale molte persone sono legate da affetto sincero». La cappella privata, intitolata a Santa Rita, viene utilizzata saltuariamente per alcuni momenti di preghiera e celebrazioni durante l’anno. La comunità cristiana di Castiglione della Pescaia, per riparare a questo grave gesto, si riunirà in preghiera nella serata di lunedì 22 maggio, memoria liturgica di Santa Rita da Cascia, a cui la cappellina è intitolata.
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