Il presidio
Il sindaco-testimone assente in aula «Non è giustificato»
di Pierluigi Sposato
Il giudice ordina la nuova convocazione di Vivarelli Colonna Per mail aveva fatto sapere di avere «improrogabili impegni»
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GROSSETO. «Facciamo l’appello dei testimoni: c’è Antonfrancesco Vivarelli Colonna?», chiede il giudice Marco Bilisari. No, il sindaco non c’è. Tribunale di Grosseto, ore 9, primo processo del ruolo di uno dei tre giudici del dibattimento che tiene udienza. L’avvocato Roberto Burzi si avvicina al banco e mostra la e-mail con la quale il sindaco ha risposto alla convocazione, spiegando che non può essere presente «per improrogabili impegni connessi alla carica pubblica». La stessa motivazione era contenuta, aggiunge il legale, in una giustificazione per la precedente udienza. Il giudice però deve procedere: e così stavolta sarà il Tribunale a convocare Vivarelli Colonna per la prossima udienza, fissata a fine maggio. Una convocazione obbligatoria, come per l’altro testimone, il notaio Marzocchi. Se non dovesse essere rispettata, potrebbero intervenire i carabinieri.
Il processo è quello relativo a una presunta circonvenzione di incapace, in cui Burzi difende gli imputati. Si tratta di due testimonianze indispensabili per la difesa. Il giudice fa mettere a verbale: «Non può essere considerata come valida giustificazione la mera enunciazione di “improrogabili impegni connessi alla carica pubblica”, senza alcuna dimostrazione di quali siano questi impegni che impediscono al teste di comparire in Tribunale per rendere una testimonianza della durata verosimile di 30 minuti». Il giudice segnala non solo che l’audizione «impedisce il completamento dell’istruttoria» ma anche che «il procedimento penale è a rischio prescrizione», trattandosi di fatti risalenti al periodo 2009-2010. Notato che i testimoni sono stati regolarmente citati dalla difesa, il giudice aggiunge che Vivarelli Colonna «ha inviato al difensore dell’imputato una stringata mail del tutto identica a quella già inviata in occasione dell’udienza del 24 aprile. Unica differenza è rappresentata dal diverso giorno di udienza».
Così il sindaco dovrà presentarsi in Tribunale per rendere testimonianza. Il processo dovrebbe concludersi con la sentenza a fine giugno.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il processo è quello relativo a una presunta circonvenzione di incapace, in cui Burzi difende gli imputati. Si tratta di due testimonianze indispensabili per la difesa. Il giudice fa mettere a verbale: «Non può essere considerata come valida giustificazione la mera enunciazione di “improrogabili impegni connessi alla carica pubblica”, senza alcuna dimostrazione di quali siano questi impegni che impediscono al teste di comparire in Tribunale per rendere una testimonianza della durata verosimile di 30 minuti». Il giudice segnala non solo che l’audizione «impedisce il completamento dell’istruttoria» ma anche che «il procedimento penale è a rischio prescrizione», trattandosi di fatti risalenti al periodo 2009-2010. Notato che i testimoni sono stati regolarmente citati dalla difesa, il giudice aggiunge che Vivarelli Colonna «ha inviato al difensore dell’imputato una stringata mail del tutto identica a quella già inviata in occasione dell’udienza del 24 aprile. Unica differenza è rappresentata dal diverso giorno di udienza».
Così il sindaco dovrà presentarsi in Tribunale per rendere testimonianza. Il processo dovrebbe concludersi con la sentenza a fine giugno.
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