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Coop chiusa, c’è il progetto di restyling
di Giovanna Mezzana
Verrà presentato il 31 maggio al quartiere Pace. Maxiincontro nazionale ieri a Grosseto dopo l’accordo anti licenziamenti
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GROSSETO. C’è data e luogo: mercoledì 31 maggio Unicoop Tirreno presenterà a Grosseto – in un incontro pubblico – il progetto di restyling del negozio di via Inghilterra chiuso dal 26 ottobre. L’appuntamento è al quartiere Pace nella sala ex circoscrizione, già prenotata ad hoc, confermano da Vignale Riotorto, quartier generale di Unicoop Tirreno. Intanto ieri Grosseto ha ospitato un maxi incontro di status nazionale: i delegati (cioè lavoratori rappresentanti dei lavoratori) di Filcams Cgil di tutti i negozi che rientrano nell’universo dell’ex Proletaria – dalla Toscana alla Campania, dunque, dall’Umbria al Lazio – si sono riuniti nella sede Cgil, in via Repubblica Dominicana, per farsi illustrare quello che è stato battezzato come l’accordo di mezzanotte. Parliamo dell’intesa raggiunta a Firenze tra il 9 e il 10 maggio tra Unicoop e Cgil, Cisl, Uil che fungerà da road map per gestire il debito di ossigeno del colosso toscano della Gdo.
La Coop riapre. Al quartiere Pace residenti e commercianti non aspettavano altro: toccare con mano il progetto che porterà alla riapertura del “loro” storico market. Mancava del resto solo questo tassello per soddisfare i desiderata del quartiere. Il 22 marzo, del resto, Paolo Bertini, responsabile soci e relazioni esterne di Unicoop Tirreno, aveva già dato l’annuncio-clou: in un incontro con le promotrici del comitato cittadino che si batte per la riapertura – in tempi non biblici – dello storico supermercato, aveva assicurato: «In via Inghilterra riapriremo a settembre», confermando – di persona, mettendoci la faccia ma anche una data – la linea che Vignale Riotorto ha sempre tenuto sian dalla chiusura delle casse di via Inghilterra: «State tranquilli, quel supermercato riaprirà».
Come sarà? Qualche dettaglio nei mesi scorsi è emerso su quella che sarà la “fisionomia” della Coop del Pace. La superficie di vendita sarà ridotta a 500-600 mq; il progetto di ristrutturazione non prevede né cambiamenti strutturali né aumenti di cubatura, quindi dovrebbe procedere speditamente; Unicoop non ha intenzione di riaprire il secondo piano, che potrebbe però ospitare un’altra attività commerciale se la società riuscirà a trovare un interlocutore credibile.
Il maxi incontro. Nella sede di Cgil ieri è stato illustrato – ai rappresentanti dei lavoratori di Unicoop – la cosiddetta “bozza dell’accordo quadro” siglata tra società e sindacati: erano presenti Massimiliano Stacchini, segretario provinciale di Cgil Filcams e Alessio Di Labio, rappresentante nazionale Filcams per la vertenza Unicoop. L’accordo, quello vero, che metterà nero su bianco l’architettura degli ammortizzatori sociali (cigs per gli uffici della sede centrale e contratti di solidarietà sulla rete di vendita) e i riverberi sulle buste-paga, sarà un passo ulteriore; questo è comunque un buon punto di partenza – giudicano i sindacati – perché scongiura: il rischio di licenziamenti (gli esuberi, 500, saranno gestiti con il ricorso agli “ammortizzatori”), la revoca del contratto integrativo, deterioramenti significativi del salario. L’incontro di ieri dà anche il via alla messa a punto del calendario delle assemblee dei lavoratori Unicoop che si svolgeranno nelle prossime settimane in tutti i punti vendita. Obiettivo: arrivare con le idee chiare ad un referendum, quello con cui i dipendenti Unicoop esprimeranno un giudizio sull’ipotesi di accordo. Nelle intenzioni del sindacato si dovrebbe arrivare al plebiscito entro la fine di giugno, possibilmente anche prima. Sarà un referendum unitario, cioè promosso da tutte e tre le sigle del sindacato confederale, visto che unitariamente è stata firmata l’intesa di mezzanotte.
La Coop riapre. Al quartiere Pace residenti e commercianti non aspettavano altro: toccare con mano il progetto che porterà alla riapertura del “loro” storico market. Mancava del resto solo questo tassello per soddisfare i desiderata del quartiere. Il 22 marzo, del resto, Paolo Bertini, responsabile soci e relazioni esterne di Unicoop Tirreno, aveva già dato l’annuncio-clou: in un incontro con le promotrici del comitato cittadino che si batte per la riapertura – in tempi non biblici – dello storico supermercato, aveva assicurato: «In via Inghilterra riapriremo a settembre», confermando – di persona, mettendoci la faccia ma anche una data – la linea che Vignale Riotorto ha sempre tenuto sian dalla chiusura delle casse di via Inghilterra: «State tranquilli, quel supermercato riaprirà».
Come sarà? Qualche dettaglio nei mesi scorsi è emerso su quella che sarà la “fisionomia” della Coop del Pace. La superficie di vendita sarà ridotta a 500-600 mq; il progetto di ristrutturazione non prevede né cambiamenti strutturali né aumenti di cubatura, quindi dovrebbe procedere speditamente; Unicoop non ha intenzione di riaprire il secondo piano, che potrebbe però ospitare un’altra attività commerciale se la società riuscirà a trovare un interlocutore credibile.
Il maxi incontro. Nella sede di Cgil ieri è stato illustrato – ai rappresentanti dei lavoratori di Unicoop – la cosiddetta “bozza dell’accordo quadro” siglata tra società e sindacati: erano presenti Massimiliano Stacchini, segretario provinciale di Cgil Filcams e Alessio Di Labio, rappresentante nazionale Filcams per la vertenza Unicoop. L’accordo, quello vero, che metterà nero su bianco l’architettura degli ammortizzatori sociali (cigs per gli uffici della sede centrale e contratti di solidarietà sulla rete di vendita) e i riverberi sulle buste-paga, sarà un passo ulteriore; questo è comunque un buon punto di partenza – giudicano i sindacati – perché scongiura: il rischio di licenziamenti (gli esuberi, 500, saranno gestiti con il ricorso agli “ammortizzatori”), la revoca del contratto integrativo, deterioramenti significativi del salario. L’incontro di ieri dà anche il via alla messa a punto del calendario delle assemblee dei lavoratori Unicoop che si svolgeranno nelle prossime settimane in tutti i punti vendita. Obiettivo: arrivare con le idee chiare ad un referendum, quello con cui i dipendenti Unicoop esprimeranno un giudizio sull’ipotesi di accordo. Nelle intenzioni del sindacato si dovrebbe arrivare al plebiscito entro la fine di giugno, possibilmente anche prima. Sarà un referendum unitario, cioè promosso da tutte e tre le sigle del sindacato confederale, visto che unitariamente è stata firmata l’intesa di mezzanotte.
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