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le reazioni
Sindacati e Pci: «Questa scelta è un errore»
MASSA MARITTIMA. «Al Falusi di Massa Marittima si vogliono esternalizzare assistenza, guardaroba e lavanderia: la solita ricetta che indebolisce il lavoro»: ad esprimere forte preoccupazione sono la...
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MASSA MARITTIMA. «Al Falusi di Massa Marittima si vogliono esternalizzare assistenza, guardaroba e lavanderia: la solita ricetta che indebolisce il lavoro»: ad esprimere forte preoccupazione sono la Cgil, la Cisl, la Uil e la rappresentanza sindacale unita del Falusi.
Nell’istituto massetano, oltre ai servizi, verrebbe esternalizzato anche uno dei tre moduli del personale che si occupa di assistenza, perdendo in questo modo, secondo la rappresentanza sindacale, la sua fondamentale caratteristica pubblica: «se è grave procedere all’esternalizzazione di servizi accessori, quali il guardaroba e la lavanderia – scrivono – riteniamo assolutamente inaccettabile andare a privatizzare l’assistenza, che rappresenta la “mission” di un’azienda pubblica di servizi alla persona quale il Falusi».
Si parla di motivi economici: «le ragioni addotte dalla presidenza sono di carattere economico per uno sbilancio pari a circa lo 0, 6%, un dato estremamente residuale rispetto all’entità del bilancio». I sindacati rivendicano l’importanza del carattere pubblico della struttura: «nel corso di un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori, e dopo approfondita discussione – dicono – oltre a respingere ogni paventata privatizzazione, è stato deciso di mettere in atto le azioni necessarie per opporsi a tale evenienza». I 10 lavoratori, tutti operatori socio sanitari, stavano aspettando una stabilizzazione lavorativa: «la perdita di posti di lavoro pubblico, la mancata promessa di stabilizzazione dei dipendenti precari e la trasformazione dell’assistenza, che non vedrà più la gestione diretta dei servizi – concludono i sindacati – rappresentano un vero e proprio impoverimento del territorio». Della questione si sono interessati anche Marco Barzanti, segretario del Pci di Grosseto e Luciano Fedeli, responsabile welfare e sanità del partito: «il Falusi, che rappresenta un riferimento pubblico nel quale si coniugano qualità dei servizi e tutela del lavoro, dovrebbe ampliare la propria attività – scrivono – per fare questo è necessario mantenere la strutturazione pubblica nella gestione dei servizi; ogni processo di privatizzazione inibirebbe il riferimento di qualità che rappresenta».(g.s.)
Nell’istituto massetano, oltre ai servizi, verrebbe esternalizzato anche uno dei tre moduli del personale che si occupa di assistenza, perdendo in questo modo, secondo la rappresentanza sindacale, la sua fondamentale caratteristica pubblica: «se è grave procedere all’esternalizzazione di servizi accessori, quali il guardaroba e la lavanderia – scrivono – riteniamo assolutamente inaccettabile andare a privatizzare l’assistenza, che rappresenta la “mission” di un’azienda pubblica di servizi alla persona quale il Falusi».
Si parla di motivi economici: «le ragioni addotte dalla presidenza sono di carattere economico per uno sbilancio pari a circa lo 0, 6%, un dato estremamente residuale rispetto all’entità del bilancio». I sindacati rivendicano l’importanza del carattere pubblico della struttura: «nel corso di un’assemblea delle lavoratrici e dei lavoratori, e dopo approfondita discussione – dicono – oltre a respingere ogni paventata privatizzazione, è stato deciso di mettere in atto le azioni necessarie per opporsi a tale evenienza». I 10 lavoratori, tutti operatori socio sanitari, stavano aspettando una stabilizzazione lavorativa: «la perdita di posti di lavoro pubblico, la mancata promessa di stabilizzazione dei dipendenti precari e la trasformazione dell’assistenza, che non vedrà più la gestione diretta dei servizi – concludono i sindacati – rappresentano un vero e proprio impoverimento del territorio». Della questione si sono interessati anche Marco Barzanti, segretario del Pci di Grosseto e Luciano Fedeli, responsabile welfare e sanità del partito: «il Falusi, che rappresenta un riferimento pubblico nel quale si coniugano qualità dei servizi e tutela del lavoro, dovrebbe ampliare la propria attività – scrivono – per fare questo è necessario mantenere la strutturazione pubblica nella gestione dei servizi; ogni processo di privatizzazione inibirebbe il riferimento di qualità che rappresenta».(g.s.)
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