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Interinali esternalizzati all’istituto Falusi 

Interinali esternalizzati all’istituto Falusi 

Il presidente di Sds Giacomo Termine favorevole all’operazione: «Si risparmia e il servizio è garantito»

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MASSA MARITTIMA. È Giacomo Termine, presidente della Società della Salute delle Colline Metallifere, a parlare della questione delle esternalizzazione di alcuni servizi dell’istituto Falusi di Massa Marittima: «sono favorevole all’operato del presidente dell’Asp Sandro Poli – ha detto – è necessario continuare a fare in modo che il Falusi offra dei servizi di qualità e allo stesso tempo mantenga i posti di lavoro ma per fare ciò è necessario apportare delle modifiche all’organizzazione della struttura».
Termine parla di «necessità economiche che hanno portato a scegliere alcune strade piuttosto che altre». Ci sarebbero infatti delle difficoltà nella chiusura del bilancio alla base delle scelte di esternalizzazione: «esternalizzare un modulo significa ottenere benefici economici – spiega – per quanto riguarda gli operatori invece si tratta di mantenere i posti di lavoro. Il terzo modulo è infatti coperto da personale interinale che non è ancora stato stabilizzato a causa della difficoltà di bilancio, oggi l’idea è quella di cambiare la natura del contatto dei dipendenti, esternalizzandoli e portando in questo modo un risparmio, in prima analisi, di circa 120.000 euro annui. Ma questo non comporterebbe nessun cambiamento all’operatore».
Con la delibera sulla libera scelta delle strutture residenziali per gli anziani non autosufficienti sarebbe cambiata molto la vita delle Rsa: «la delibera permette agli anziani di scegliere in quale istituto andare – spiega Termine – così è nato una sorta di rapporto concorrenziale tra le varie strutture della Toscana, per questo è fondamentale mantenere alta la qualità dei servizi offerti dal centro». Un’ipotesi per il futuro è poi quella dell’acquisto delle proprie strutture: «un aspetto fondamentale è quello del tema della centralità del Falusi – spiega Termine – e per questo credo sia arrivato il momento di parlare dell’acquisizione delle strutture – il centro avrebbe infatti due case di riposo, una a Massa Marittima e una a Follonica – invece di pagare canone di affitto si potrebbe pagare un mutuo». Il presidente della SdS affronterà l’argomento nella prossima riunione: «all’incontro inviterò i sindacati per cercare una soluzione insieme a tutti i territori – conclude – ma così, per una battaglia sulla natura dei contratti, si rischia di indebolire la struttura che tra 7 o 8 anni non potrà più mantenere i servizi che eroga oggi».

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