Il presidio
Urina al vetro di un negozio e minaccia il titolare: «Ti taglio la gola» - Video
Grosseto: piazza san Francesco, l’ottico critica un giovane che urina al vetro. Lui per ripicca lo minaccia di morte sotto la telecamera
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:cronaca:1.15336079:Video:https://video.gelocal.it/iltirreno/locale/urina-al-vetro-del-negozio-e-minaccia-di-morte-il-titolare/81789/83331]]
GROSSETO. Si è permesso di criticare chi urinava addosso al suo negozio e in cambio lo hanno minacciato di morte; tutto documentato in un video.
Ore 23, piazza san Francesco a Grosseto, cuore del centro storico, ex salotto buono della città. Un giovane si slaccia i jeans e fa pipì sulle grate di un negozio. Un altro vi scaglia addosso tavolini e sedie di plastica presi da un bar. Un altro ancora guarda l’occhio della telecamera e puntando il dito. «Ti taglio la gola», dice rivolgendosi a un interlocutore preciso, il proprietario di quell’occhio elettronico. È l’ottico Andrea De Fa, noto imprenditore titolare di un’attività di ottico in centro, che in quel momento ha le saracinesche chiuse ma che la mattina dopo sbobinerà le immagini restando basito. Questo e altri filmati – da lui allegati a una denuncia consegnata ai carabinieri – documentano uno spaccato di disagio giovanile, tra atti di vandalismo ripetuti, dispetti e provocazioni, sfide e prepotenze ai commercianti messi a segno con arrogante sfrontatezza da chi sa che le telecamere ci sono, e se ne infischia. Del Fa – dopo 38 anni di lavoro – ha deciso di mollare tutto e andarsene da Grosseto. Basta.
Me ne vado. Un po’ per la stanchezza del lavoro, un po’ per l’esasperazione. «Chiudo l’attività - racconta De Fa - e lascio la città perché sono 38 anni di guerre giornaliere e continuo degrado, che anziché calare sono cresciuti. Negli ultimi tempi la situazione è peggiorata e nessuno la risolve, sono nauseato. Io come tanti altri».
Piazza san Francesco soffre da tempo: sono in molti – commercianti e abitanti – a lamentare un’escalation di teppismo e comportamenti violenti contro cui «istituzioni e forze dell’ordine fanno veramente poco». Bande di ragazzi imperversano «a ogni ora del giorno e della notte. Tirano pallonate contro i negozi, urinano ai vetri. Spaccano i lampioni». Ve ne sono un paio, con le luci rotte. Palle di vetro bianche tirate giù. I ragazzi vogliono fare centro e ci riescono. L’urina soprattutto, quella gronda ovunque. Le pareti e i vetri sono umidi ogni mattina. «Diverse persone puntano dritto contro i nostri negozi – dice De Fa – Un giorno, di recente, io e questi ragazzi qua facciamo una litigata. Loro arrivano e me la fanno qui davanti, sono in tre, tutti a farla lì nell’angolino. Io a quel punto vado da loro, educato. “Ragazzi, smettetela, io qui ci lavoro, non è un orinatoio pubblico”. Loro rispondono a tono: abbiamo bisogno. Io insisto: andate a casa, cercate un bagno». Erano le 17-18.
«Ecco, visto che ho brontolato e mi sono permesso di criticarli, la sera tornano e si vendicano. Due o tre di loro urinano dentro la mia vetrina, oltre la grata dell’ingresso. Poi c’è un altro ragazzo, l’ultimo che vedete nel video immortalato dalle telecamere...».
Ti taglio la gola. Felpa, capelli un po’ lunghetti. «Il tipo alza il dito e guarda dritto la telecamera che lascio accesa di notte. A quell’ora ero a casa a riposare e vedo e sento tutto la mattina». Ti taglio la gola, una frase agghiacciante. «È la ritorsione al fatto che mi ero permesso di difendere il mio negozio...». Non solo. C’erano i tavolini del bar che il bar lasciava fuori. Sento dei colpi nel video». Cosa succede? «Hanno fatto a pezzi quei tavoli e me li hanno buttati tutti dentro alle grate». Quanto basta per andare dritto dai carabinieri a fare la denuncia, speranza di un esito positivo delle indagini. Alcune immagini sono nitide. Il ragazzo che minaccia di morte si vede bene in faccia, i suoi lineamenti sono chiari (abbiamo pixellato il volto). Si vedono bene l’abbigliamento e l’espressione della faccia; accanto a sé ha il gruppo di amici/complici che come lui sghignazzano, saltellano qua e là divertendosi con nulla.
Scappo. «Arrivai qua in piazza san Francesco – dice De Fa – nel 2012 e cominciai subito a chiedere aiuto qua e là, prima ero sul corso, davanti alla chiesa di san Pietro. Ora saluto tutti: scappo. Sono 38 anni di guerra giornaliere in cui la piazza è diventata campo di calcio, di skateboard, di urina, di tutto».
Muri imbrattati. La sporcizia regna ai margini della piazza, verso il Chiasso delle Monache. Alcuni muri imbrattati sono stati ripuliti e sporcati di nuovo. Il vecchio ristorante Il Gatto e la volpe - proprietà pubblica e tra i beni della Provincia da alienare - è uno spettacolo osceno per la vista.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
