Il Tirreno

Grosseto

Tumori e povertà I mali dell’Amiata 

di Fiora Bonelli
Tumori e povertà I mali dell’Amiata 

Castel del Piano: l’Asl fornisce alcuni dati sulla Montagna  «Più neoplasie rispetto alla Maremma e alla Toscana»

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CASTEL DEL PIANO . Amiata: l’isola che non c’è. Zona in Toscana con il tasso più alto di nati da genitori stranieri, di residenti stranieri e di anziani, con bassa natalità e minore aspettativa di vita e – sopra a tutto – alta percentuale di tumori. Introdotto dai saluti del sindaco di Castel del Piano Claudio Franci e da un’illustrazione dell’Amiata come montagna “non troppo vicina, non troppo lontana” di Marco Farmeschi, venerdì mattina, a Castel del Piano, a palazzo Nerucci si è tenuto il secondo degli incontri tra Asl sud est e territorio. Si è parlato di salute e benessere dei cittadini dell’Amiata grossetana: i lavori per la stesura degli strumenti di pianificazione in vista della redazione dei Piani integrati di salute.
E in materia di salute ci sarà davvero da fare nei comuni dell’Amiata per la quale è stato delineato un quadro impietoso. I numeri parlano da soli: otto comuni, poco meno di 19.000 abitanti, densità di popolazione più bassa della media regionale, alta percentuale di ultra 65enni.
La zona distretto Amiata grossetana si presenta come la meno popolosa della provincia e con alcuni indicatori sociali che denotano una situazione più negativa rispetto alla media della Asl e della Toscana: lo ha detto Paolo Piacentini fornendo numeri; la speranza di vita alla nascita è più bassa della media; e c’è un’alta percentuale di popolazione anziana: 27,9% di ultra 65enni, dei quali il 7, 3% è ultra ottantenne; bassa anche la natalità malgrado la numerosa presenza di migranti, nell’Amiata grossetana, la percentuale di bambini nati da entrambi i genitori stranieri è il 33%, contro il 19% della Toscana.
Anche nei cosiddetti “determinanti dei determinanti” della salute, compare il dato negativo del basso reddito, dell’alta percentuale di pensionati “sociali” e del valore economico delle pensioni più basso della media della Asl.
C’è poi il tasso di mortalità: che è più alto a confronto con quelli degli altri territori della Asl e della Toscana: alta la percentuale di tumori dell’apparato digerente e di decessi per cause accidentali e suicidi, che però risultano in miglioramento.
Ecco la risposta sanitaria a tutto questo quadro fornita da Enrico Desideri, direttore generale Asl sud est: la rete dell’emergenza, l’ottimizzazione delle reti tempo-dipendenti, l’integrazione tra l’assistenza ospedaliera e territoriale, il potenziamento della risposta ospedaliera ai traumi. L’assistenza ospedaliera.
Castel del Piano si distingue per alcune caratteristiche essenziali, con la sperimentazione di un modello innovativo – secondo Desideri – unico in tutta l’Azienda, di rete clinica integrata chiamato “consulto internistico presso la Aft” che viene fatto presso i medici di famiglia, nella sede della Casa della salute. In questo modo – secondo Desideri – vengono offerte risposte ai pazienti in maniera più semplice e rapida, grazie alla collaborazione tra medici di base e medici ospedalieri.
Durante l’incontro sono stati presentati anche i dati di performance dell’ospedale (l’ormai famoso bersaglio elaborato dal Mes) dai quali risulta che la struttura di Castel delPiano «ha raggiunto risultati lusinghieri – secondo la dirigenza dell’Asl sud est – nella maggior parte degli indicatori».
Per gli aspetti legati agli stili di vita, all’informazione e alla sensibilizzazione dei pazienti, sono stati coinvolti i medici di famiglia, soprattutto per la prevenzione. Sta partendo anche la ricerca “InVetta”, un’analisi epidemiologica condotta dall’Agenzia regionale di sanità (Ars) e della Asl, su un campione di 2.000 persone, tra 18 e 70 anni.
«C’è necessità di intervenire a modificare i fattori che influiscono sulla salute – valuta Desideri – E bisogna farlo tutti insieme, ciascuno per la propria parte ma con programmi e progetti integrati. In questo contesto, è nostro compito offrire la massima collaborazione, prevenzione primaria, fondamentale per intercettare le cause di alcune patologie».

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