Il Tirreno

Grosseto

il report dell’Osservatorio di epidemiologia della toscana  

«Se i dati non migliorano il dg dovrà dimettersi» 

«Se i dati non migliorano il dg dovrà dimettersi» 

GROSSETO. La popolazione dell’ex Asl 9 – cioè di Grosseto – non sta tanto bene: sicuramente sta peggio, statistiche alla mano, rispetto a quella residente in tutta l’area della nuova Asl Toscana Sud...

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GROSSETO. La popolazione dell’ex Asl 9 – cioè di Grosseto – non sta tanto bene: sicuramente sta peggio, statistiche alla mano, rispetto a quella residente in tutta l’area della nuova Asl Toscana Sud Est – che ormai ha messo insieme Siena, Arezzo e Grosseto – e di tutta la Toscana. Lo dice nero su bianco, il “Profilo di salute ex Asl 9 Grosseto” stilato di recente da Francesco Profili e Fabio Voller dell’osservatorio di Epidemiologia Ars Toscana, e che fotografa una situazione talmente preoccupante secondo Giovanni Barbagli, capogruppo consiliare “A/gente comune” di Cinigiano, che lo spinge a dire: «Se nel 2017 i dati non migliorano, allora – affonda – chiederemo la dimissioni del direttore generale Enrico Desideri e dell’intera direzione sanitaria dell’area vasta Sud Est».
Popolazione e reddito. Partiamo dalla distribuzione degli abitanti. La provincia di Grosseto ha minore densità abitativa (49, 7%) con il drammatico 22,2% di territori montani: «Dispersione e un alto numero di abitanti che vive in zone montane o più isolate – si legge nel profilo stilato da Ars – possono contribuire a rendere difficile l’accesso ai servizi da parte dei cittadini». Anche sul fronte del lavoro e della ricchezza la situazione è più difficile rispetto al resto della zona con un tasso di disoccupazione del 6, 8% a fronte della media regionale del 6%.
Stili di vita. Il consumo di sigarette e alcool sono uguali alla media regionale negli adulti. Mentre negli adolescenti c’è consumo eccessivo di superalcolici in occasioni uniche (47% a fronte del 37%) e i fumatori sono il 27% a fronte della media regionale del 21%.
Mortalità. La mortalità nei territori dell’ex Asl Grosseto è storicamente più alta della media regionale, anche se il trend è in calo dal 2002. La mortalità per tumori è simile alla media toscana, come anche per le malattie dell’apparato respiratorio.
L’attacco. Di fronte a questo quadro Barbagli spara a zero sulla sanità toscana e gli dà man forte Marco Barzanti, segretario provinciale del Partito Comunista Italiano. «Manca la relazione sullo stato di salute che l’Asl 9 faceva puntualmente ogni anno– osserva Barbagli– e manca un piano sanitario regionale. E adesso il profilo dell’Ars Toscana di Profili e Voller dimostra che ce ne sarebbe davvero bisogno. La sanità toscana deve tornare a produrre salute».
«Questione di soldi». «Dopo la recente riforma è una sanità all’impronta del risparmio e dal pericoloso disegno privatistico – dice Barbagli – Si naviga a vista ormai e si dirige la barra verso i costi ma non la salute. E Barzanti aggiunge: «I dati sono molto preoccupanti e ci chiediamo perché non sono all’attenzione dei ricercatori. Da cosa dipendono questi dati provinciali? Dalla situazione critica dell’Amiata? Identifichiamo il problema. Vi sono patologie in crescita secondo i dati Ars che prendiamo come corretti. Vogliamo analisi epidemiologiche. Il presidente Enrico Rossi si deve fare carico del problema e fare un intervento immediato. La Regione trovi i soldi».
Speranza di vita. E Barbagli: «La caratteristica demografica – dice – disegna una zona a forte indice di vecchiaia e con basso tasso di natalità più della media regionale; un indice di mortalità generale più alto di quello della media toscana e riferito sia ai maschi che alle femmine pari a 984 decessi per 10. 000 abitanti. A maggiore mortalità corrisponde minore speranza di vita (80, 1% per gli uomini e 84, 7% per le donne contro la media regionale di 80, 8% per gli uomini e 85, 3% per le donne). E infine il tasso di mortalità legato all’apparato respiratorio e a quello dei tumori sembra regredire ma sempre è più alto della media toscana, e così è pure per le malattie croniche». Le conclusioni sono amare: «Chiediamo un programma di attività che sia coerente rispetto ai bisogni di salute, maggiori risorse per le attività territoriali e di prevenzione».
(f.b.)

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