Il presidio
Il M5S presenta le osservazioni
Al largo della Giannella potrebbe nascere un impianto di acquacoltura ma le osservazioni al progetto, a parte quelle degli organi istituzionali interessati, le hanno presentate solo il Wwf e il...
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Al largo della Giannella potrebbe nascere un impianto di acquacoltura ma le osservazioni al progetto, a parte quelle degli organi istituzionali interessati, le hanno presentate solo il Wwf e il Movimento Cinque stelle.
«Non mi sembrava possibile - dice stupito il consigliere grillino Alfredo Velasco - eppure è così. Questo significa che agli orbetellani se fanno un impianto di grandi dimensioni davanti al posto dove svolgono turismo, pesca, balneazioni, paesaggio, dove hanno investito molti dei loro denari per costruirsi una casa, una villa, un albergo un campeggio o altro, ciò non interessa?».
Velasco non si capacita di come nessuno degli itticoltori della zona abbia avuto nulla da dire in merito.
«Nessun itticoltore ha detto niente - sostiene il pentastellato- eppure è a carico loro che si svilupperà la concorrenza nella produzione e nella commercializzazione del pesce che potrà essere prodotto negli allevamenti a mare. Non è possibile che non se ne siano accorti». Gli unici a sollevare la questione sono stati proprio il Wwf e i Cinque Stelle. «Ci sta che non sapessero- conclude il consigliere - dopo tutto la politica maggioritaria se n’è stata silenziosa come se nulla stesse per succedere. A questo punto speriamo non succeda nulla». Com’è noto, è stata la società Acquazzurra a chiedere al Comune il permesso per realizzare un impianto di acquacoltura in mare aperto nella fascia costiera tra Talamone e Monte Argentario, al largo della Giannella. (i.a.)
«Non mi sembrava possibile - dice stupito il consigliere grillino Alfredo Velasco - eppure è così. Questo significa che agli orbetellani se fanno un impianto di grandi dimensioni davanti al posto dove svolgono turismo, pesca, balneazioni, paesaggio, dove hanno investito molti dei loro denari per costruirsi una casa, una villa, un albergo un campeggio o altro, ciò non interessa?».
Velasco non si capacita di come nessuno degli itticoltori della zona abbia avuto nulla da dire in merito.
«Nessun itticoltore ha detto niente - sostiene il pentastellato- eppure è a carico loro che si svilupperà la concorrenza nella produzione e nella commercializzazione del pesce che potrà essere prodotto negli allevamenti a mare. Non è possibile che non se ne siano accorti». Gli unici a sollevare la questione sono stati proprio il Wwf e i Cinque Stelle. «Ci sta che non sapessero- conclude il consigliere - dopo tutto la politica maggioritaria se n’è stata silenziosa come se nulla stesse per succedere. A questo punto speriamo non succeda nulla». Com’è noto, è stata la società Acquazzurra a chiedere al Comune il permesso per realizzare un impianto di acquacoltura in mare aperto nella fascia costiera tra Talamone e Monte Argentario, al largo della Giannella. (i.a.)
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