Il presidio
Una nuova chiesa per 7.000 persone. Nel nome di Madre Teresa
A giugno 2018 sorgerà alla Cittadella il decimo luogo di culto cittadino. Vi lavorano un’architetta e un pool di professionisti
GROSSETO. Sarà la decima chiesa parrocchiale della città, di quella che il vescovo Rodolfo Cetoloni definisce “la zona pastorale urbana”, la 50ª della Diocesi di Grosseto. A distanza di 12 anni dalla posa della prima pietra, prende forma la chiesa e il nuovo complesso religioso della beata Madre Teresa di Calcutta. Sta sorgendo nel quartiere della Cittadella, tra via Stati Uniti e via Germania. Servirà circa 7.000 persone, un numero destinato a crescere con le lottizzazioni lungo l’ex Diversivo.
Madre Teresa. La prima pietra della chiesa la pose il 4 settembre del 2005 il vescovo Franco Agostinelli. II 5 settembre dell’anno passato, in occasione della canonizzazione di Madre Teresa, in piazza san Pietro, Papa Francesco benedisse la “pietra della fede”, consegnata dalla Diocesi a ogni parrocchia in occasione dell’Anno della Fede. Non un sasso qualunque, ma un frammento benedetto nell’area dell’antica cattedrale di Roselle. Ora la pietra si trova incastonata all’interno della nuova chiesa.
Il cronoprogramma. Il primo corpo di fabbrica della parrocchia (la sala polifunzionale) fu costruito nel giro di poco tempo, tra il 2005 e il 2006. Poi i lavori si interruppero. Quel primo edificio viene da tempo utilizzato dalla comunità della Cittadella come aula liturgica. Solo nel febbraio 2016 i lavori della nuova chiesa e delle opere circostanti hanno potuto riprendere. La chiusura del cantiere è prevista a giugno del 2018.
[[atex:gelocal:il-tirreno:grosseto:foto-e-video:1.15330426:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.iltirreno.it/grosseto/foto-e-video/2017/05/13/fotogalleria/il-cantiere-il-progetto-1.15330426]]
I tecnici. La progettista dell’intero complesso è l’architetta grossetana Stefania Ritti, prima donna a “firmare” una chiesa nella Toscana meridionale. La Ritti si è avvalsa di uno staff di professionisti locali, composto da Alberto Roccatelli, Gilberto Barzagli e Stefano Sgherri. I lavori, invece, sono affidati all’associazione temporanea di imprese Fidia e Massai.
Costi. Ma quanto costa, nel 2017, un’opera di questo tipo, che occupa una superfice di circa un ettaro e cambierà perfino la skyline della città? Don Desiderio Gianfelici, vicario generale e incaricato diocesano per l’edilizia di culto, lo dice sottovoce: «In totale tre milioni di euro». Poi dettaglia: «Il costo dell’intervento è coperto per il 75% dalla Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell’8 per mille della nuova edilizia di culto (organismo della Cei per sostenere le diocesi nell’offrire nuove chiese alle comunità), mentre il restante 25% è a carico della comunità cristiana tutta: parrocchiale e diocesana».
Parla il vescovo. Il vescovo Rodolfo Cetoloni è molto chiaro: «La chiesa si costruisce dove c’è un popolo e questa parte di città conta migliaia di abitanti che meritano un adeguato luogo di culto e di aggregazione. Sarà una chiesa tra le case, che contiamo diventi un punto di riferimento del quartiere».
Ringraziamenti. Venire a capo di questa impresa non è stato semplice per la Diocesi.
«Ci sono molte persone da ringraziare e ricordare – rammenta don Desiderio – dai progettisti all’ingegnere Ernesto Fiorini, all’economo don Alfio Bambagioni, al compianto Alessandro Baccetti, ai consulenti del vescovo Avisiano Pellegrini e Fiorenzo Tuccio. E ancora la società La Cittadella, che quasi 20 anni fa donò il terreno su cui sorgerà l’intero complesso alla parrocchia della Santa Famiglia, facendocelo scegliere».
Caratteristiche della nuova chiesa. La chiesa, con affaccio su via Stati Uniti, è stata progettata come sopraelevata rispetto al piano terra, così da sovrastare l’area circostante e risultare visibile. Il tetto è orientato verso est, a indicare Cristo e il sole che sorge. Ha una forma spiovente e nel suo punto massimo tocca i 12 metri. I primi quattro metri di altezza dell’edificio sacro saranno in laterizio rivestito in pietra dorata di Santa Fiora, mentre la parte superiore sarà intonacata. Il tetto in lamellare ricoperto di rame. Sul lato di sinistra, rispetto all’ingresso, sorgerà invece il campanile, alto 22 metri.
Le opere parrocchiali. Accanto alla chiesa, sul fianco sinistro, sorgeranno la canonica e le aule per l’attività pastorale. L’area è concepita come un quadrilatero, con 4 corpi di fabbrica collegati tra loro da un unico tetto e da camminamenti. La canonica e le sale parrocchiali affacciano tutte in un chiostro a cielo aperto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
