De Luca lascia il Pd per il presidente Rossi
Follonica: sulla scia del governatore, fonda un gruppo. Resta il nodo del suo incarico nell’assise comunale
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FOLLONICA. «È stata una scelta sofferta, ma non sono io che sono uscito dal Pd, è il Pd che è uscito da me». Francesco De Luca esce allo scoperto: il presidente del consiglio comunale di Follonica dopo dieci anni di militanza, e dopo essere stato uno dei fondatori del partito, ha deciso di strappare la tessera e costituire un suo gruppo consiliare aderente allo schieramento creato dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, Articolo 1 – Movimento democratici progressisti.
Ora che la sua scelta è stata ufficializzata al segretario del Pd, Domenico Gesuè Ariganello, si apre un’altra questione: come si comporterà nei suoi riguardi il Pd follonichese? Sfiducerà il presidente del consiglio? Gli chiederà di dimettersi dal suo ruolo?
Domande a cui, ancora, De Luca non sa rispondere: ieri mattina durante la conferenza stampa con cui ha comunicato alla città la sua uscita dal Pd, il politico ha spiegato che il clima della riunione con Ariganello e il sindaco Andrea Benini è stato sereno; e ha aggiunto che in serata avrebbero parlato della sua decisione in via Portogallo (sede Pd); si attende dunque di conoscere le intenzioni dello schieramento nei suoi confronti.
A quanto dicono i bene informati, se il segretario e il primo cittadino hanno accettato la decisione di De Luca, “tra le fila” la reazione di alcuni è stata diversa: esponenti locali del Pd vorrebbero che il presidente lasciasse quanto prima l’incarico e qualcuno ha già pensato ai papabili sostituti.
De Luca dalla sua, ha la certezza che presto anche altri consiglieri (uno in particolare) aderiranno al suo gruppo politico. «È stato un allontanamento graduale quello con il Pd – spiega il presidente del consiglio comunale – Non è stata una scelta facile, ma era inevitabile, non mi riconosco più con le linee del Pd nazionale. La scelta di aderire al Mdp è dovuta al fatto che si tratta di un partito orizzontale, dove non ci sono leader ma ci sono idee che condivido. Nutro massima fiducia nella maggioranza di questo governo, così come non verrà meno con questa mia decisione, l’appoggio alla giunta Benini, un sostegno non formale ma sentito, perché penso si sia mossa bene in questi anni – continua il politico – Spero che la stessa fiducia che ho nel gruppo consiliare di maggioranza sia riposta nei miei riguardi: io vivo con profondo senso di responsabilità il ruolo di presidente del consiglio comunale, non si tratta di un “lavoretto” fatto per il compenso, ma è una questione di coscienza».
La scelta di De Luca è stata coraggiosa: sa che potrebbe ricevere la sfiducia dai suoi ex colleghi di partito. (p.v.)
Ora che la sua scelta è stata ufficializzata al segretario del Pd, Domenico Gesuè Ariganello, si apre un’altra questione: come si comporterà nei suoi riguardi il Pd follonichese? Sfiducerà il presidente del consiglio? Gli chiederà di dimettersi dal suo ruolo?
Domande a cui, ancora, De Luca non sa rispondere: ieri mattina durante la conferenza stampa con cui ha comunicato alla città la sua uscita dal Pd, il politico ha spiegato che il clima della riunione con Ariganello e il sindaco Andrea Benini è stato sereno; e ha aggiunto che in serata avrebbero parlato della sua decisione in via Portogallo (sede Pd); si attende dunque di conoscere le intenzioni dello schieramento nei suoi confronti.
A quanto dicono i bene informati, se il segretario e il primo cittadino hanno accettato la decisione di De Luca, “tra le fila” la reazione di alcuni è stata diversa: esponenti locali del Pd vorrebbero che il presidente lasciasse quanto prima l’incarico e qualcuno ha già pensato ai papabili sostituti.
De Luca dalla sua, ha la certezza che presto anche altri consiglieri (uno in particolare) aderiranno al suo gruppo politico. «È stato un allontanamento graduale quello con il Pd – spiega il presidente del consiglio comunale – Non è stata una scelta facile, ma era inevitabile, non mi riconosco più con le linee del Pd nazionale. La scelta di aderire al Mdp è dovuta al fatto che si tratta di un partito orizzontale, dove non ci sono leader ma ci sono idee che condivido. Nutro massima fiducia nella maggioranza di questo governo, così come non verrà meno con questa mia decisione, l’appoggio alla giunta Benini, un sostegno non formale ma sentito, perché penso si sia mossa bene in questi anni – continua il politico – Spero che la stessa fiducia che ho nel gruppo consiliare di maggioranza sia riposta nei miei riguardi: io vivo con profondo senso di responsabilità il ruolo di presidente del consiglio comunale, non si tratta di un “lavoretto” fatto per il compenso, ma è una questione di coscienza».
La scelta di De Luca è stata coraggiosa: sa che potrebbe ricevere la sfiducia dai suoi ex colleghi di partito. (p.v.)
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