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Crisi Unicoop: «Ok l’accordo Ma che succederà ai negozi?»
GROSSETO. Se sono rose, fioriranno: è positivo che si sia trovata un’intesa tra Unicoop Tirreno e sindacati per impostare la gestione della crisi del colosso Gdo, ma i nodi – quelli stretti – devono...
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GROSSETO. Se sono rose, fioriranno: è positivo che si sia trovata un’intesa tra Unicoop Tirreno e sindacati per impostare la gestione della crisi del colosso Gdo, ma i nodi – quelli stretti – devono ancora essere sciolti. È questo il feeedback del Pd toscano alla notizia del nulla osta a un’ipotesi di accordo arrivato nella notte tra martedì e mercoledì.
«È una buona notizia – valutano Leonardo Marras, capogruppo Pd in seno al consiglio regionale e consiglieri toscani Gianni Anselmi e Francesco Gazzetti – È una luce nel tunnel di una crisi che sembrava senza via d’uscita. Resta comunque la preoccupazione – aggiungono – per l’impatto che il piano di rilancio (che deve ancora essere illustrato nel dettaglio, ndr) potrà avere sul territorio».
Per ora c’è un’ipotesi di accordo – «una bozza dell’accordo quadro», tecnicamente parlando – che mette in cassaforte i posti di lavoro. Non ci saranno licenziamenti – sono 500 i lavoratori in esubero – ma il debito di ossigeno verrà gestito ricorrendo agli ammortizzatori sociali; e cioè, alla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti della sede di Vignale Riotorto e ai contratti di solidarietà per i lavoratori della rete di vendita; sarà incentivato l’esodo volontario (ovvero soldi a chi se ne va spontaneamente). «Si parla di riduzione del numero degli esuberi e di nessun licenziamento se non su base volontaria – osserva il Pd toscano – e questo è un risultato importante. Per ritenerci totalmente soddisfatti attendiamo però di conoscere i dettagli del piano di rilancio e, in particolare, la decisione della Cooperativa sulle chiusure dei negozi».
Resta concreto il rischio – secondo Marras, Anselmi e Gazzetti – di un forte impatto negativo sia economico che sociale che in termini di presidio sul territorio. «Per questo – dicono – continueremo a vigilare e mantenere alta l’attenzione della Regione sulla crisi della più grande impresa cooperativa della Toscana costiera e lo faremo anche a garanzia dei molti soci Unicoop che si sono rivolti a noi». (g. m.)
«È una buona notizia – valutano Leonardo Marras, capogruppo Pd in seno al consiglio regionale e consiglieri toscani Gianni Anselmi e Francesco Gazzetti – È una luce nel tunnel di una crisi che sembrava senza via d’uscita. Resta comunque la preoccupazione – aggiungono – per l’impatto che il piano di rilancio (che deve ancora essere illustrato nel dettaglio, ndr) potrà avere sul territorio».
Per ora c’è un’ipotesi di accordo – «una bozza dell’accordo quadro», tecnicamente parlando – che mette in cassaforte i posti di lavoro. Non ci saranno licenziamenti – sono 500 i lavoratori in esubero – ma il debito di ossigeno verrà gestito ricorrendo agli ammortizzatori sociali; e cioè, alla cassa integrazione straordinaria per i dipendenti della sede di Vignale Riotorto e ai contratti di solidarietà per i lavoratori della rete di vendita; sarà incentivato l’esodo volontario (ovvero soldi a chi se ne va spontaneamente). «Si parla di riduzione del numero degli esuberi e di nessun licenziamento se non su base volontaria – osserva il Pd toscano – e questo è un risultato importante. Per ritenerci totalmente soddisfatti attendiamo però di conoscere i dettagli del piano di rilancio e, in particolare, la decisione della Cooperativa sulle chiusure dei negozi».
Resta concreto il rischio – secondo Marras, Anselmi e Gazzetti – di un forte impatto negativo sia economico che sociale che in termini di presidio sul territorio. «Per questo – dicono – continueremo a vigilare e mantenere alta l’attenzione della Regione sulla crisi della più grande impresa cooperativa della Toscana costiera e lo faremo anche a garanzia dei molti soci Unicoop che si sono rivolti a noi». (g. m.)
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