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Grosseto

Arrestate dopo un tentato furto confessano altri sette episodi

GROSSETO. Una, Lucia Fattoi, era in attesa nell’auto vicina, una Opel Agila; l’altra, Lisa Priami, era stata vista infilarsi nell’abitacolo di una Fiat 600 attraverso il finestrino lasciato aperto....

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GROSSETO. Una, Lucia Fattoi, era in attesa nell’auto vicina, una Opel Agila; l’altra, Lisa Priami, era stata vista infilarsi nell’abitacolo di una Fiat 600 attraverso il finestrino lasciato aperto. La proprietaria di quest’ultima auto era andata al bancomat, per effettuare un prelievo, posteggiando a una cinquantina di metri, in piazza Albegna. Ma gli agenti della squadra mobile non ha dato tempo alle due donne di fare nulla: le hanno arrestate e poi messe ai domiciliari in attesa del processo. Erano più o meno le 13 di mercoledì.
E davanti al giudice Giovanni Puliatti non soltanto hanno ammesso il tentativo di furto ma hanno anche confessato di essere le autrici di sette episodi simili avvenuti tra il 30 dicembre e il 20 aprile scorsi. Tutti furti su auto (tra i luoghi: via Giotto, via Sicilia, il cimitero) commessi con le medesime modalità e cioè approfittando del momentaneo allontanamento del conducente. Tutti commessi, orientativamente, intorno all’ora di pranzo e con bottini spesso irrisori: qualche borsetta, pochi spiccioli. Verosimilmente si tratta di alcuni dei furti narrati anche sulle pagine di questo giornale. Questa ammissione di responsabilità ha indotto il sostituto procuratore Marco Nassi a non chiedere alcuna misura cautelare, in sede di convalida, e ha comportato una sorta di “sconto” (cioè l’applicazione delle attenuanti generiche) nella pena patteggiata: entrambe, assistite dall’avvocato Alessandro D’Amato, hanno avuto 4 mesi e 4 giorni, pena comprensiva anche del porto abusivo di due coltelli lunghi circa 16 centimetri, trovati ancora dalla polizia. Quei coltelli, che pure non erano stati utilizzati, costituivano un’aggravante del furto. Sia a Priami sia a Fattoi, entrambe 35enni, la Procura contestava la reiterazione e la specificità. Le due donne sono tornate libere subito dopo la conclusione dell’udienza in Tribunale.
Per gli altri sette fascicoli, tra l’altro intestati a un altro magistrato della Procura, ci sarà un percorso separato. Anche in questo caso, almeno questa è la speranza delle due donne, la confessione dovrebbe aprire la strada a un trattamento sanzionatorio più favorevole. (p.s.)

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