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Tv9-Telemaremma, 40 anni sull’onda
Al Teatro degli Industri la festa dell’emittente nata dall’idea di dieci appassionati
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GROSSETO. Erano in dieci, coraggiosi e un po’ incoscienti, i pionieri che 40 anni fa, il 28 gennaio del 1977, decisero che l’avventura Telemaremma, una televisione locale, potesse iniziare.
Non era la Rai, ed è proprio questo “Non era la Rai” il filo conduttore dell’evento di questa sera, al Teatro degli Industri, dove, dalle 17.30, si festeggeranno i primi 40 anni di Telemaremma-Tv9. Un appuntamento per ricordare tutta la storia dell’emittente grossetana, attraverso le testimonianze di chi ha vissuto da dentro questa avventura, la proiezione di immagini rare e suggestive. Un’avventura che inizia all’epoca delle radio libere e delle prime tv locali; quelle che nascevano come alternativa ad una televisione nazionale distante dai piccoli territori e dalle città di provincia. Luciano Paciotti, Marino Martinelli, Silvano Benassi, Giulio Santinami, Alessandro Petri, Roberto Papini, Mauro Pallari, Maria Rosa Biondi, Roberto Nucci e Augusto Marcelli (gli ultimi quattro purtroppo scomparsi) furono i dieci appassionati che credettero nell’impresa di dare un volto ed una voce alla Maremma di quegli anni. Un’era pionieristica, che mandò in onda il primo telegiornale grossetano, gli appuntamenti con lo sport locale e la cultura del territorio: anni di sperimentazione e divertimento, per una televisione fatta soprattutto di passione e creatività.
Il successo e la popolarità Telemaremma convinsero, nel 1981, l’imprenditore grossetano Natale Lorenzini ad acquisirla e con il “commendatore” fu l’inizio di una fase nuova, fatta innovazione di tecnologica, di espansione del segnale per fare di Telemaremma una realtà regionale e non solo regionale, mentre i tecnici e i giornalisti crescevano, professionalmente, e i palinsesti diventavano più strutturati ed organizzati. Alle soglie del nuovo Millennio Telemaremma cambia nuovamente proprietà: subentra la famiglia D’Errico, con Stefano D’Errico nel ruolo di amministratore unico e Angela D’Errico come direttore responsabile del Tg. Nell’ottica del rinnovamento del palinsesto e dell’espansione del bacino d’utenza, viene cambiato il nome dell’emittente, appunto Tv9. Insieme al nome, cambia anche la linea editoriale, con un nuovo telegiornale – il Tg9 – ancora più ricco di servizi e più aderente allo stile dell’informazione delle televisioni nazionali, e moltissimi altri programmi, dall’approfondimento allo sport alla cultura, tutti dedicati al racconto e alla valorizzazione del territorio. Sono anni in cui si rinnovano e crescono ulteriormente le tante professionalità; si passa al digitale e cresce la qualità del prodotto, fino al passaggio al digitale terrestre, con il miglioramento della qualità del segnale e una tecnologia di trasmissione in continua evoluzione. L’evento “Non era la Rai. I 40 anni di TV9-Telemaremma” vuol essere l’occasione per raccontare, in parole e immagini, questa lunga storia, e rendere omaggio a chi l’ha originata e chi l’ha portata avanti fino al traguardo dei 40 anni in cui l’emittente ha raccontato, passo dopo passo, il territorio, la sua bellezza, i suoi problemi, cercando sempre di contribuire a costruire la comunità.
Non era la Rai, ed è proprio questo “Non era la Rai” il filo conduttore dell’evento di questa sera, al Teatro degli Industri, dove, dalle 17.30, si festeggeranno i primi 40 anni di Telemaremma-Tv9. Un appuntamento per ricordare tutta la storia dell’emittente grossetana, attraverso le testimonianze di chi ha vissuto da dentro questa avventura, la proiezione di immagini rare e suggestive. Un’avventura che inizia all’epoca delle radio libere e delle prime tv locali; quelle che nascevano come alternativa ad una televisione nazionale distante dai piccoli territori e dalle città di provincia. Luciano Paciotti, Marino Martinelli, Silvano Benassi, Giulio Santinami, Alessandro Petri, Roberto Papini, Mauro Pallari, Maria Rosa Biondi, Roberto Nucci e Augusto Marcelli (gli ultimi quattro purtroppo scomparsi) furono i dieci appassionati che credettero nell’impresa di dare un volto ed una voce alla Maremma di quegli anni. Un’era pionieristica, che mandò in onda il primo telegiornale grossetano, gli appuntamenti con lo sport locale e la cultura del territorio: anni di sperimentazione e divertimento, per una televisione fatta soprattutto di passione e creatività.
Il successo e la popolarità Telemaremma convinsero, nel 1981, l’imprenditore grossetano Natale Lorenzini ad acquisirla e con il “commendatore” fu l’inizio di una fase nuova, fatta innovazione di tecnologica, di espansione del segnale per fare di Telemaremma una realtà regionale e non solo regionale, mentre i tecnici e i giornalisti crescevano, professionalmente, e i palinsesti diventavano più strutturati ed organizzati. Alle soglie del nuovo Millennio Telemaremma cambia nuovamente proprietà: subentra la famiglia D’Errico, con Stefano D’Errico nel ruolo di amministratore unico e Angela D’Errico come direttore responsabile del Tg. Nell’ottica del rinnovamento del palinsesto e dell’espansione del bacino d’utenza, viene cambiato il nome dell’emittente, appunto Tv9. Insieme al nome, cambia anche la linea editoriale, con un nuovo telegiornale – il Tg9 – ancora più ricco di servizi e più aderente allo stile dell’informazione delle televisioni nazionali, e moltissimi altri programmi, dall’approfondimento allo sport alla cultura, tutti dedicati al racconto e alla valorizzazione del territorio. Sono anni in cui si rinnovano e crescono ulteriormente le tante professionalità; si passa al digitale e cresce la qualità del prodotto, fino al passaggio al digitale terrestre, con il miglioramento della qualità del segnale e una tecnologia di trasmissione in continua evoluzione. L’evento “Non era la Rai. I 40 anni di TV9-Telemaremma” vuol essere l’occasione per raccontare, in parole e immagini, questa lunga storia, e rendere omaggio a chi l’ha originata e chi l’ha portata avanti fino al traguardo dei 40 anni in cui l’emittente ha raccontato, passo dopo passo, il territorio, la sua bellezza, i suoi problemi, cercando sempre di contribuire a costruire la comunità.
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