«Incidente inventato? Certo, l’aveva detto»
di Pierluigi Sposato
Pandora 1, un difensore punta a dimostrare che la sua assistita era stata vittima di una costruzione fatta da altri
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GROSSETO. «Io non sono mai stata coinvolta in alcun sinistro. Quel modello Cid che mi fate vedere non è stato compilato da me. Disconosco la mia firma. Non mi sono mai recata a farmi visitare e del resto Allianz non mi ha mai invitato a farlo».
Giorgia Cozzolino, 45 anni, una delle imputate del processo Pandora 1 sulle presunte truffe ai danni delle assicurazioni per falsi incidenti stradali, queste parole le aveva dette il 17 giugno 2010 alla polizia stradale che l’aveva sentita come persona informata sui fatti. L’audizione era poi stata interrotta perché la pg aveva ravvisato l’ipotesi di reati a suo carico: Cozzolino è finita sotto processo perché ritenuta complice di un falso incidente risalente al febbraio 2009, truffa e falso le accuse. Ieri il suo difensore, l’avvocato Maurizio Zivieri, ha voluto che fosse ascoltato il medico legale Rossano Santori, che all’epoca lavorava anche con Allianz, per comprendere le modalità della visita alla quale, secondo i documenti, era stata sottoposta. La difesa sostiene che quella visita non ci sia mai stata.
Ciò è quanto Zivieri ha ribadito quando il sostituto procuratore Marco Nassi gli ha posto una domanda precisa. «L’incidente che viene contestato alla mia assistita non è mai esistito». Come a dire che Cozzolino sarebbe dovuta essere dall’altra parte, perché vittima di una costruzione fatta da altri, e non certo tra gli imputati. Il legale ha incalzato il medico sulla stringatezza del modulo informatizzato compilato («ma deve chiedere ad Allianz per quale motivo è fatto così», ha replicato Santori), sulla mancanza di dati anagrafici completi, sulla illeggibilità di una parte del numero della patente, sulla singolarità di maiuscole e minuscole in nome e cognome. Santori ha ribadito che non solo c’era il suo nome e anche «è il mio stile» ma ha anche sostenuto di ricordare di aver identificato la paziente prima di sottoporla a visita. Poiché le domande si facevano più pressanti, è intervenuto il presidente Giovanni Puliatti: «Avvocato, non può chiedere al testimone se ha commesso un reato...». Santori ha poi detto di non conoscere lo Studio Verde.
Ai tempi dell’audizione, Cozzolino aveva detto di essere stata avvicinata da Luciano Pantini (deceduto), carrozziere, che gravitava in via Cesare Battisti dove lei aveva un’agenzia immobiliare: aveva visto un urto sulla fiancata destra sul Fiat Ulysse intestato al marito di lei, un urto risalente al 2008-2009 e avvenuto nel parcheggio di un supermercato. «Pantini mi disse che avrebbe provveduto alla riparazione. Prelevò l’auto e quindici giorni dopo me la riportò, condotta da una donna. Mi disse che non gli dovevo nulla perché l’aveva riparata a titolo di amicizia». A Cozzolino è contestato un illecito per un incidente ritenuto inventato avvenuto il 2 febbraio 2009 in via Battisti: nel Cid è contestato il danno sul lato sinistro ma la donna precisa, tra l’altro, di aver subito il danno sul lato destro. Sempre nelle dichiarazioni alla polizia giudiziaria, Cozzolino aveva specificato di aver ritirato l’assegno allo Studio Verde, dalle mani dell’avvocato Valassina: 3.350 euro. «Valassina mi chiamò dicendomi che erano stati identificati gli autori del danno nel parcheggio e che dovevo ritirare l’assegno, ma io non avevo ricevuto alcuna comunicazione da Allianz».
Insomma, Cozzolino complice o no? L’avvocato Zivieri, che aveva chiesto il proscioglimento in sede di udienza preliminare, è convinto di poter dimostrare la totale inconsapevolezza e quindi anche l’innocenza della sua assistita: la chiamerà a parlare in aula a giugno, quando saranno interrogati gli imputati.
Giorgia Cozzolino, 45 anni, una delle imputate del processo Pandora 1 sulle presunte truffe ai danni delle assicurazioni per falsi incidenti stradali, queste parole le aveva dette il 17 giugno 2010 alla polizia stradale che l’aveva sentita come persona informata sui fatti. L’audizione era poi stata interrotta perché la pg aveva ravvisato l’ipotesi di reati a suo carico: Cozzolino è finita sotto processo perché ritenuta complice di un falso incidente risalente al febbraio 2009, truffa e falso le accuse. Ieri il suo difensore, l’avvocato Maurizio Zivieri, ha voluto che fosse ascoltato il medico legale Rossano Santori, che all’epoca lavorava anche con Allianz, per comprendere le modalità della visita alla quale, secondo i documenti, era stata sottoposta. La difesa sostiene che quella visita non ci sia mai stata.
Ciò è quanto Zivieri ha ribadito quando il sostituto procuratore Marco Nassi gli ha posto una domanda precisa. «L’incidente che viene contestato alla mia assistita non è mai esistito». Come a dire che Cozzolino sarebbe dovuta essere dall’altra parte, perché vittima di una costruzione fatta da altri, e non certo tra gli imputati. Il legale ha incalzato il medico sulla stringatezza del modulo informatizzato compilato («ma deve chiedere ad Allianz per quale motivo è fatto così», ha replicato Santori), sulla mancanza di dati anagrafici completi, sulla illeggibilità di una parte del numero della patente, sulla singolarità di maiuscole e minuscole in nome e cognome. Santori ha ribadito che non solo c’era il suo nome e anche «è il mio stile» ma ha anche sostenuto di ricordare di aver identificato la paziente prima di sottoporla a visita. Poiché le domande si facevano più pressanti, è intervenuto il presidente Giovanni Puliatti: «Avvocato, non può chiedere al testimone se ha commesso un reato...». Santori ha poi detto di non conoscere lo Studio Verde.
Ai tempi dell’audizione, Cozzolino aveva detto di essere stata avvicinata da Luciano Pantini (deceduto), carrozziere, che gravitava in via Cesare Battisti dove lei aveva un’agenzia immobiliare: aveva visto un urto sulla fiancata destra sul Fiat Ulysse intestato al marito di lei, un urto risalente al 2008-2009 e avvenuto nel parcheggio di un supermercato. «Pantini mi disse che avrebbe provveduto alla riparazione. Prelevò l’auto e quindici giorni dopo me la riportò, condotta da una donna. Mi disse che non gli dovevo nulla perché l’aveva riparata a titolo di amicizia». A Cozzolino è contestato un illecito per un incidente ritenuto inventato avvenuto il 2 febbraio 2009 in via Battisti: nel Cid è contestato il danno sul lato sinistro ma la donna precisa, tra l’altro, di aver subito il danno sul lato destro. Sempre nelle dichiarazioni alla polizia giudiziaria, Cozzolino aveva specificato di aver ritirato l’assegno allo Studio Verde, dalle mani dell’avvocato Valassina: 3.350 euro. «Valassina mi chiamò dicendomi che erano stati identificati gli autori del danno nel parcheggio e che dovevo ritirare l’assegno, ma io non avevo ricevuto alcuna comunicazione da Allianz».
Insomma, Cozzolino complice o no? L’avvocato Zivieri, che aveva chiesto il proscioglimento in sede di udienza preliminare, è convinto di poter dimostrare la totale inconsapevolezza e quindi anche l’innocenza della sua assistita: la chiamerà a parlare in aula a giugno, quando saranno interrogati gli imputati.
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