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Crisi Unicoop, c’è l’accordo coi sindacati
di Giovanna Mezzana
Intesa raggiunta nel cuore della notte: nessun licenziamento e incentivi all’esodo. A Grosseto maxi incontro delle Rsa
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GROSSETO. Era mezzanotte – minuto più, minuto meno – quando un accordo è stato chiuso: parliamo dell’intesa raggiunta a Firenze tra martedì e mercoledì notte – tra Unicoop Tirreno e Cgil, Cisl, Uil – che fungerà da “viatico” per gestire la crisi in cui l’ex Proletaria annaspa da mesi. Sotto il sole c’è poco di più rispetto alle rassicurazioni che erano già giunte da Vignale Ritorto: e cioè, tranquilli, non licenziamo nessuno, piuttosto si gestisce tutto ricorrendo agli ammortizzatori sociali. Di nuovo c’è che – dall’altra notte – quelle promesse sono contenute in un accordo: o meglio, in un’ipotesi di accordo, perché quello “vero” – da cui si capirà, per esempio, l’architettura degli ammortizzatori sociali e i riverberi sulle buste-paga – sarà una tappa ulteriore. I sindacalisti grossetani sono soddisfatti. Del futuro dei cinque supermercati maremmani a marchio Coop e in bilico però non si sa nulla di certo (leggi box). Intanto, lunedì, Grosseto sarà la città-baricentro della vertenza Unicoop: nel capoluogo maremmano si riuniranno tutti i delegati sindacali – Rsa e Rsu, lavoratori che rappresentano lavoratori – a cui verrà illustrata la «bozza dell’accordo quadro», l’intesa di mezzanotte.
Un brindisi per tutti. A Grosseto il sindacato alza i calici: «Esprimiamo soddisfazione – scrive Alessandro Gualtieri – segretario Fisascat Cisl – per il risultato raggiunto con la sottoscrizione unitaria dell’ipotesi d’accordo». «Il nostro obiettivo – viaggia sulla stessa lunghezza d’onda Massimiliano Stacchini, segretario Filcams Cgil – era salvaguardare i posti di lavoro, impedire la disdetta unilaterale del contratto integrativo e ripartire in modo equo gli inevitabili sacrifici. Tutti obiettivi che siamo riusciti a centrare». Anche per la Cooperativa la bozza di mezzanotte è buona cosa: «Si è raggiunto un risultato importante – nota Piero Canova, direttore generale di Unicoop – Abbiamo sempre detto che la strada negoziale era per noi quella maestra per creare le condizioni del risanamento e del rilancio della Cooperativa». Insomma, un gran successo per tutti, ma di cavalli da sbrigliare – per usare un’immagine cara alla Maremma – ce n’è ancora una scuderia intera. Non a caso Canova ricorda: «Il prossimo traguardo – dice – è raggiungere i risultati economici che sono stati indicati nel piano industriale».
I sacrifici. La crisi di Unicoop corrisponde in termini di forza lavoro a 421 dipendenti full-time: significa che ci sono 500 lavoratori (non tutti hanno orario pieno) in esubero, 60 in meno di quelli dell’esordio della trattativa. Tale surplus verrà gestito – per evitare i licenziamenti – con cassa integrazione straordinaria sulla sede di Vignale Riorto e con contratti di solidarietà nei punti vendita. Non è chiaro quale percentuale di salario sarà corrosa per i lavoratori cassaintegrati: i sindacati dicono che sarà «una cassa speciale»; tutto da definire – e dovrà essere applicato con un accordo ad hoc – è anche il contratto di solidarietà per il personale dei punti vendita. Cooperativa e sindacato sono convenuti anche su un altro punto: la sospensione parziale di alcune voci che compongono il salario; si parla di sospensione – dunque di una misura temporanea, non di una cancellazione – il cui effetto opererà in maniera direttamente proporzionale al peso della busta paga (e questo è considerato «equo»).
Esodo volontario. La grande novità è che chi vuole andarsene, potrà farlo e sarà incentivato ad imboccare l’uscio: «Sono previsti incentivi per chi lascerà la Cooperativa nell’arco dei prossimi due anni – si legge in una nota di Vignale Riotorto – a scalare in funzione del tempo di uscita, quindi più alti all’inizio».
A Grosseto. Sarà perché la Maremma conta nell’universo Unicoop, sarà perché Grosseto è geograficamente baricentrica per chi arriva dal nord della Toscana, dal Lazio e dalla Campania, dall’Umbria, fatto sta che lunedì mattina nella sede Cgil, in via Repubblica Dominicana, si riuniranno tutti i delegati sindacali dei lavoratori: in gergo si parla di attivo nazionale dei delegati. Tutti qui, a Grosseto per farsi illustrare l’accordo di mezzanotte che dopo comincerà a girare tra le assemblee dei lavoratori perché venga sottoposto – tramite referendum – al loro giudizio. Intanto, sul versante negoziale si andrà avanti con i calcoli per raggiungere quei risultati economici di cui Canova dice.
Un brindisi per tutti. A Grosseto il sindacato alza i calici: «Esprimiamo soddisfazione – scrive Alessandro Gualtieri – segretario Fisascat Cisl – per il risultato raggiunto con la sottoscrizione unitaria dell’ipotesi d’accordo». «Il nostro obiettivo – viaggia sulla stessa lunghezza d’onda Massimiliano Stacchini, segretario Filcams Cgil – era salvaguardare i posti di lavoro, impedire la disdetta unilaterale del contratto integrativo e ripartire in modo equo gli inevitabili sacrifici. Tutti obiettivi che siamo riusciti a centrare». Anche per la Cooperativa la bozza di mezzanotte è buona cosa: «Si è raggiunto un risultato importante – nota Piero Canova, direttore generale di Unicoop – Abbiamo sempre detto che la strada negoziale era per noi quella maestra per creare le condizioni del risanamento e del rilancio della Cooperativa». Insomma, un gran successo per tutti, ma di cavalli da sbrigliare – per usare un’immagine cara alla Maremma – ce n’è ancora una scuderia intera. Non a caso Canova ricorda: «Il prossimo traguardo – dice – è raggiungere i risultati economici che sono stati indicati nel piano industriale».
I sacrifici. La crisi di Unicoop corrisponde in termini di forza lavoro a 421 dipendenti full-time: significa che ci sono 500 lavoratori (non tutti hanno orario pieno) in esubero, 60 in meno di quelli dell’esordio della trattativa. Tale surplus verrà gestito – per evitare i licenziamenti – con cassa integrazione straordinaria sulla sede di Vignale Riorto e con contratti di solidarietà nei punti vendita. Non è chiaro quale percentuale di salario sarà corrosa per i lavoratori cassaintegrati: i sindacati dicono che sarà «una cassa speciale»; tutto da definire – e dovrà essere applicato con un accordo ad hoc – è anche il contratto di solidarietà per il personale dei punti vendita. Cooperativa e sindacato sono convenuti anche su un altro punto: la sospensione parziale di alcune voci che compongono il salario; si parla di sospensione – dunque di una misura temporanea, non di una cancellazione – il cui effetto opererà in maniera direttamente proporzionale al peso della busta paga (e questo è considerato «equo»).
Esodo volontario. La grande novità è che chi vuole andarsene, potrà farlo e sarà incentivato ad imboccare l’uscio: «Sono previsti incentivi per chi lascerà la Cooperativa nell’arco dei prossimi due anni – si legge in una nota di Vignale Riotorto – a scalare in funzione del tempo di uscita, quindi più alti all’inizio».
A Grosseto. Sarà perché la Maremma conta nell’universo Unicoop, sarà perché Grosseto è geograficamente baricentrica per chi arriva dal nord della Toscana, dal Lazio e dalla Campania, dall’Umbria, fatto sta che lunedì mattina nella sede Cgil, in via Repubblica Dominicana, si riuniranno tutti i delegati sindacali dei lavoratori: in gergo si parla di attivo nazionale dei delegati. Tutti qui, a Grosseto per farsi illustrare l’accordo di mezzanotte che dopo comincerà a girare tra le assemblee dei lavoratori perché venga sottoposto – tramite referendum – al loro giudizio. Intanto, sul versante negoziale si andrà avanti con i calcoli per raggiungere quei risultati economici di cui Canova dice.
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