Il Tirreno

Grosseto

Blitz dei vigili in via Emilia Rimossi vasi e fioriere 

di Francesca Ferri
Blitz dei vigili in via Emilia Rimossi vasi e fioriere 

I negozianti: «Abbiamo subìto un nubifragio, il Comune non ha fatto alcun lavoro sulle fogne e ora ci viene a chiedere 16,50 euro all’anno»

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GROSSETO . Spariti i vasi da fiori del negozio di parrucchiera e della tabaccheria, sparita la botte del panificio, spariti anche i distributori di palline per i bambini del negozio di giocattoli.
I marciapiedi di via Emilia, a parte qualche rara eccezione (come davanti alla sede del Pd), sono deserti. Effetto di un nuovo nubifragio come quello che mise in ginocchio i commercianti tre anni fa? No, fortunatamente. Anche se qualcuno guarda a quell’esperienza con amarezza e in qualche modo la ritira fuori.
Perché nonostante le centinaia di migliaia di euro che i commercianti hanno dovuto pagare per rimettersi in piedi dopo i danni provocato dall’acqua alta, e nonostante ad oggi il Comune di Grosseto non abbia fatto alcun lavoro per migliorare il sistema fognario – come avevano lamentato molti negozianti nella prima tappa di Caffè Tirreno, partito proprio da questo quartiere il 18 marzo – qui, da un paio di giorni, lo stesso ente pubblico è venuto a bussare alla porta di chi ha un’attività per chiedere 16,50 euro per vasi da fiori e altri piccoli “ingombri” che da sempre i commercianti tenevano sul marciapiede per abbellire un po’ la strada, altrimenti lasciata spoglia.
Un’azione, quella dell’amministrazione, percepita come una prepotenza da molti commercianti. Anche perché il regolamento Tosap lo dice chiaro: «Sono esenti (dalla tassazione) le occupazioni effettuate con piante ornamentali e/o vasi di fiori all’esterno dei negozi» e comunque «quelle che siano complessivamente inferiori a mezzo metro quadrato o lineare».
In via Emilia l’umore è nero e in molti parlano di un “blitz” inopportuno della Municipale, arrivata martedì verso le 16.30 per stanare evasori Tosap (come peraltro annunciato da tempo dall’amministrazione) e trovatasi davanti a persone forse non pienamente in regola (come spiega l’assessore alla Municipale Fausto Turbanti nel box a fianco si tratta della marca da bollo per l’autorizzazione) ma comunque in credito con l’amministrazione pubblica per i danni subiti e mai risarciti.
«Tenevo una botte qui, fuori dalla porta, che la sera rimettevo dentro _ spiega Agnese Caselli del negozio di generi alimentari Il Fornaio _ e me l’hanno fatta levare, altrimenti, mi hanno detto, mi avrebbero fatto la multa. E menomale che non me l’hanno fatta. Mi hanno addirittura chiesto di chi è la panchina, che non è certo la mia. La botte l’ho tolta ma voglio informarmi a modo perché forse potrebbe starci».
Questione di centimetri. Come detto il regolamento Tosap, all’articolo 32, esclude dalla tassazione le occupazioni inferiori al mezzo metro quadrato o lineare.
A questo si appella Daniela Secondi di Vetrinart. Il cui caso è, però, ancora più curioso. Il suo negozio non dà direttamente sul marciapiede pubblico ma su un piccolo porticato. «È uno spazio privato _ spiega Daniela _ e ci tenevo un paio di stand e manichini ma i vigili mi hanno detto che devo pagare lo stesso 16,50 euro all’anno se voglio continuare a tenerli». La cifra non è inarrivabile ma Daniela chiede: «Perché, se è uno spazio mio, devo pagare 16,50 euro al Comune?».
Altre perplessità le sollevano altri negozianti. «Quando venne il nubifragio abbiamo pagato 32.000 euro di danni _ dice David Pastorelli del negozio di giocattoli Cartoon Planet _. Da allora del Comune non si è più visto nessuno e ora vengono a chiedere 16,50 euro sennò mi fanno una multa da 160 euro, e mi fanno togliere due macchinette e un palo di palloncini, che tenevamo anche per fare un po’ di colore? Ho provato a rivolgermi all’ufficio Tosap per delucidazioni, ma stamani (ieri) era chiuso».
«Non si tratta di suolo pubblico _ spiega Roberto Mangiavacchi da dietro il bancone della tabaccheria della moglie Stefania Bosso _ ma di abbellimento della strada e per questo serve un’autorizzazione che si chiede pagando una marca da bollo. È assurdo, ma è così, e non sono 16,50 euro, ma il doppio, perché di marche da bollo ne servono due. Io tenevo due fioriere molto belle e anche a me le hanno fatte levare. La tassa la pago, certo. Ma la trafila per l’autorizzazione è lunga. E sono davvero amareggiato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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