Il ministero ci ripensa La polizia postale resta al proprio posto
di Francesca Gori
Grosseto e Lucca non perdono il presidio sul territorio A breve il rinnovo della convenzione con Poste spa
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GROSSETO. L’allarme era suonato anche a Grosseto, dove la sezione di polizia postale coordinata dall’ispettore superiore Stefano Niccoli ha rischiato si sparire. Ma il ministero dell’Interno ha fatto un passo indietro. Gli uffici di Grosseto e Lucca, oltre ovviamente a quello centrale di Firenze, non si toccano.
La convenzione tra il Viminale e Poste spa sarà rinnovata a breve e il pino presentato dal Governo parla di 20 compartimenti regionali, 8 sezioni distrettuali e 21 Sezioni provinciali. Nelle intenzioni del Dipartimento della Polizia di Stato dovrebbero sopravvivere soltanto gli uffici menzionati: tra questi, in Toscana, ci sono Lucca e Grosseto.
«Il progetto non è definitivo e seguiranno altri incontri, con la volontà di definire questo processo entro l’ estate - spiegano dalla Silp Cgil, che ha partecipato alla trattativa - e il personale degli uffici che verranno chiusi sarà interpellato singolarmente e potrà esprimersi circa la propria preferenza di collocazione, mantenendo la sede di servizio, anche in altre specialità. Nelle province nelle quali non ci sarà più la sezione di Polizia postale, sarà istituita nelle Questure una “sezione reati informatici” all’interno delle Squadre Mobili, dove dovrebbe essere collocato prioritariamente il personale della sezione Polizia Postale oggetto di chiusura». Il conto dell’organico, quindi, resterebbe invariato: sono 1533 in Italia i poliziotti specializzati in reati informatici che lavorano nelle sezioni. E anche se venissero spostati, non verrebbero perse unità.
Il Silp Cgil ha mantenuto ferma la propria posizione di forte perplessità e di dissenso verso la chiusura degli uffici, chiedendo chiarezza su quali siano i criteri che hanno portato ad individuare gli uffici che dovranno chiudere e a ipotizzare questa nuova architettura.
Domande che erano state poste anche per la sezione di Grosseto. Anche qui la polizia postale sarebbe stata riassorbita in qualche modo dalla squadra mobile. Il rischio però, sarebbe stato quello di perdere specializzazioni importanti e costruite negli anni.
Ora manca l’ultimo tassello, quello della firma della convenzione con Poste italiane scaduta a dicembre. Tra le poche novità ci sono i circa 500.000 euro che Poste Italiane destinerà a progetti congiunti con il Ministero dell’Interno. Il Silp Cgil ha chiesto di rivedere con maggior puntualità i termini di incontro dei Comitati Paritetici, anche in funzione della sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro, e di fornire i migliori strumenti di connettività.
La convenzione tra il Viminale e Poste spa sarà rinnovata a breve e il pino presentato dal Governo parla di 20 compartimenti regionali, 8 sezioni distrettuali e 21 Sezioni provinciali. Nelle intenzioni del Dipartimento della Polizia di Stato dovrebbero sopravvivere soltanto gli uffici menzionati: tra questi, in Toscana, ci sono Lucca e Grosseto.
«Il progetto non è definitivo e seguiranno altri incontri, con la volontà di definire questo processo entro l’ estate - spiegano dalla Silp Cgil, che ha partecipato alla trattativa - e il personale degli uffici che verranno chiusi sarà interpellato singolarmente e potrà esprimersi circa la propria preferenza di collocazione, mantenendo la sede di servizio, anche in altre specialità. Nelle province nelle quali non ci sarà più la sezione di Polizia postale, sarà istituita nelle Questure una “sezione reati informatici” all’interno delle Squadre Mobili, dove dovrebbe essere collocato prioritariamente il personale della sezione Polizia Postale oggetto di chiusura». Il conto dell’organico, quindi, resterebbe invariato: sono 1533 in Italia i poliziotti specializzati in reati informatici che lavorano nelle sezioni. E anche se venissero spostati, non verrebbero perse unità.
Il Silp Cgil ha mantenuto ferma la propria posizione di forte perplessità e di dissenso verso la chiusura degli uffici, chiedendo chiarezza su quali siano i criteri che hanno portato ad individuare gli uffici che dovranno chiudere e a ipotizzare questa nuova architettura.
Domande che erano state poste anche per la sezione di Grosseto. Anche qui la polizia postale sarebbe stata riassorbita in qualche modo dalla squadra mobile. Il rischio però, sarebbe stato quello di perdere specializzazioni importanti e costruite negli anni.
Ora manca l’ultimo tassello, quello della firma della convenzione con Poste italiane scaduta a dicembre. Tra le poche novità ci sono i circa 500.000 euro che Poste Italiane destinerà a progetti congiunti con il Ministero dell’Interno. Il Silp Cgil ha chiesto di rivedere con maggior puntualità i termini di incontro dei Comitati Paritetici, anche in funzione della sicurezza e salubrità degli ambienti di lavoro, e di fornire i migliori strumenti di connettività.
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