Il Tirreno

Grosseto

Castel del Piano, nuovo look in municipio 

di Fiora Bonelli

Lavori completati anche al terzo piano, che ospiterà l’archivio comunale. In totale sono stati spesi 900.000 euro

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CASTEL DEL PIANO. Il municipio di Castel del Piano si è rifatto il look. Per palazzo Ginanneschi lavori completati per il terzo piano dove stanno per essere sistemate le carte dell’archivio comunale.
Un grande lavoro che arriva dopo la ristrutturazione delle facciate del palazzo e il rifacimento del tetto, il ripristino delle soffitte che adesso risultano tutte coibentate e la sostituzione di quasi tutti gli infissi. E il prossimo step è il rifacimento della parte del palazzo che ospita gli uffici del secondo e del terzo piano.
«Un lavoro enorme – spiega il sindaco di Castel del Piano Claudio Franci – per 900.000 euro di spesa. Ma ne vale la pena, perché il palazzo è splendido, uno dei palazzi storici del nostro paese, che apparteneva alla famiglia Ginanneschi che poi lo vendette all’amministrazione comunale».
Nell’ultimo piano, dunque, dove sono stati riacquistati anche la maggior parte dei mobili, sarà collocato l’archivio comunale postunitario e il lavoro di sistemazione è stato affidato all’archivista Stefania Ulivieri che già ha eseguito una precedente catalogazione.
Il palazzo possiede pure delle cantine monumentali, anch’esse ripristinate in passato, fatte di cunicoli, slarghi e piccoli corridoi che si snodano a parecchi metri di profondità e su più piani, sotto terra, che in passato erano state aperte alcune volte anche alle visite di chi voleva ammirare questo spettacolare e inusitato mondo underground.
Il piano terra oggi ospita la parte istituzionale, cioè la sala consiliare e il salone dedicato a Francesco Elia Forti che fu sindaco negli anni ’70. C’è anche la parte utilizzata come sede dalla contrada le Storte e uffici vari. Al primo e al secondo piano la parte dedicata agli uffici, e al terzo, oltre all’area archivio, vi sono stanze concesse ad associazioni locali.
La facciata di palazzo Ginanneschi guarda verso Piazza Garibaldi e il retro si affaccia nella piazza dedicata ai donatori del sangue, utilizzabile pure come parcheggio auto.
Un palazzo storico, questo, costruito da Ambrogio Ginanneschi nel 1846 e venduto dal nipote Ambrogio nel 1937 all’amministrazione comunale per la somma di 132.000 lire. Da allora palazzo Ginanneschi è diventato palazzo del municipio che fu trasferito lì da palazzo Nerucci. Nel corso del tempo è stato anche sede delle scuole medie e professionali e una grande stanza a piano terra era utilizzata come stoccaggio di carta e cartone.
Le stanze del piano terra con entrata diretta dall’esterno, sono oggi adibite a Ufficio Urp, a ufficio per le guardie municipali e a sede della pro loco cittadina.
Un tempo, come ricorda un discendente della famiglia Ginanneschi, Alessandro De Caroli,s che ha raccolto le memorie dei suoi familiari, chi abitava il palazzo utilizzava anche le splendide cantine e al piano terra dove ora si trova l’aula del consiglio comunale vi erano delle stanze usate dalla famiglia. Al primo piano c’ erano l’ufficio del bisnonno di Alessandro, Emilio (una foto con la moglie Elena Porciatti si trova nella stanza del sindaco, donata da Mario Chioccon), e altri uffici dei suoi collaboratori; al primo piano ci sono anche la cucina e le stanze a giorno e al secondo erano disposte le camere. Dietro il palazzo, in piazza Donatori del sangue c’erano, presumibilmente, orto e giardino. Un mondo di quasi 200 anni fa che ha lasciato il posto a nuovi utilizzi pubblici oggi in via di ulteriori ripristini.

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