Il Tirreno

Grosseto

Sanità, allarme servizi dalla Provincia 

Al convegno del Partito comunista italiano parla il presidente Vivarelli Colonna: "Abbiamo bisogno di posti letto"

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GROSSETO. «La Maremma è considerata dalla Regione come cavia per gli esperimenti legislativi sulla sanità. È inaccettabile, non possiamo essere l’ultima ruota del carro in Toscana in un settore di così vitale importanza. Sulla salute non si risparmia, anzi deve essere sempre al centro dell’attenzione a prescindere dal colore politico che governa il territorio» .
Tuona Antonfrancesco Vivarelli Colonna, in veste di presidente della Provincia di Grosseto, contro la delibera 389 del 28/07/2014 dell’Asl 9 che sopprimeva l’unità operativa Pneumologia del presidio ospedaliero Sant’Andrea di Massa Marittima e contro l’inerzia e le mancate risposte che invece sarebbero già dovute arrivare da Firenze. Così non è stato e i maremmani vivono in uno stato di estrema precarietà in tema di servizi sanitari.
Questo problema è stato affrontato in un convegno organizzato dal Partito Comunista Italiano: il partito si oppone ad ogni riduzione dei servizi sanitari al cittadino che a loro volta si traducono in aumento dei ticket e di altre spese e diminuzione delle prestazioni.
La fonte della discordia è la delibera 389 dell’Asl 9 del 2014 che sancisce la fine del reparto dell’ospedale della città metallifera dopo soli sette anni di vita. E da quel giorno, secondo il dibattito, nulla è stato fatto per venire incontro a chi ha bisogno effettivamente di una semplice visita di controllo o di un ricovero.
«È un atto di grave disperazione – aggiunge – non di intervento costruttivo. Il Governatore Rossi non dice niente? Eppure è stato artefice di questa situazione caotica. Vuole improvvisamente ridurre le spese? Non credo che sia così. Una Provincia vasta come la nostra ha bisogno di posti letto che invece sono in diminuzione mentre assistiamo ad un vagare dei malati da un reparto all’altro. Intanto le proteste dei cittadini che arrivano sul mio banco sono per l’85% legate a vicende sanitarie e qualcuno dovrà dar loro una risposta. Se non riceviamo notizie dalla Regione come possiamo comunicarle al cittadino? Così si provoca disinformazione su un settore fondamentale e per giunta mi sento delegittimato come sindaco e presidente».
Sull’atto dell’Asl 9, è arrivata tempestiva e immediata anche la risposta dell’ex presidente della Società della Salute delle colline metallifere Luciano Fedeli.
«Così si perde un servizio di vitale importanza per la collettività – spiega l’attuale responsabile provinciale della sanità del Pd – basti pensare alla diminuzione dei ricoveri».
Dal 2013, infatti, il numero dei ricoveri al Sant’Andrea è calato a –399 (in termini percentuali dal 72, 19% al 21, 96%) così come le prestazioni specialistiche ridotte del –16%.
Stefano Fabbroni

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