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«Un defibrillatore per palestra» 

In occasione del convegno Asl, Grosseto al Centro rilancia l’idea

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GROSSETO. Si è svolto venerdì pomeriggio nella sala consiliare del Comune l’incontro pubblico promosso dall’Asl Toscana sud est sul tema “La defibrillazione ad accesso pubblico”. Tra i relatori il direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza (Deu) della Asl, il dottor Massimo Mandò ma anche medici e infermieri che si occupano di formazione e progetti in questo campo. Presenti in sala consiliare per il Comune di Grosseto l’assessora alle politiche sociali Mirella Milli e il presidente della Conferenza dei sindaci Giacomo Termine.
A seguire l’incontro anche l’associazione Grosseto al centro che ha apprezzato i contenuti e le proposte emerse durante l’incontro e rilanciato il suo progetto dedicato all’istituzione delle cosiddette “palestre di salvamento” per la formazione permanente dei cittadini all’uso dei defibrillatori.
«Il dottor Mandò – scrive in una nota l’associazione Grosseto al centro – ha spiegato che l’arresto cardiaco provoca più morti di tumori, ictus e incidenti stradali e che sono fondamentali i cinque minuti successivi all’arresto cardiaco: in questo lasso di tempo si può intervenire con il massaggio cardiaco e il defibrillatore impedendo che il cervello subisca danni irreversibili. È stato inoltre evidenziato che i defibrillatori sono meno pericolosi del nostro frigorifero di casa ma molte persone non lo sanno perché manca un’educazione civica specifica su questo. Abbiamo apprezzato anche l’intervento del medico del 118 di Arezzo Simone Nocentini secondo cui la richiesta di formazione deve nascere dal basso, dai cittadini. Marcello Montomoli, medico di Siena e referente del dipartimento di emergenza-urgenza per la formazione, ha aggiunto che su questo fronte devono lavorare insieme cittadini, associazioni di volontariato, personale sanitario e amministrazioni. Molto interessante anche il progetto presentato dall’infermiera dell’ospedale Misericordia di Grosseto Eleonora Zuffi per l’insegnamento del primo soccorso agli studenti anche attraverso il ricorso alle simulazioni».
«Tutti questi interventi – sottolinea l’associazione – confermano la validità del progetto per l’attivazione delle palestre di salvamento che abbiamo inviato il 2 febbraio al sindaco del capoluogo. Venerdì in Comune abbiamo inoltre consegnato copia del progetto a tutti i partecipanti all’incontro tra cui lo stesso Termine. Termine si è dimostrato molto interessato alla nostra proposta. Nel nostro intervento abbiamo invece ribadito che la formazione all’uso dei defibrillatori deve avvenire in modo diffuso, in tutte le frazioni e nei quartieri, e con continuità. Fermo restando che i corsi saranno svolti come prevede la legge e come specificato nel nostro documento da personale titolato a tenerli». Dopo l’incontro l’associazione ha inviato il progetto a tutti i sindaci. (s. l.)

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