Manutenzione al palo Appello al presidente «Passi la mano a altri»
di Fiora Bonelli
L’ex assessore De Carlo denuncia: «Molti tratti pericolosi» E invita Vivarelli Colonna a fare un passo indietro
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CASTEL DEL PIANO. Manutenzione rete stradale della provincia di Grosseto in tilt. Dal nord al sud del territorio grossetano è un pianto.
Così, dopo la segnalazione del sindaco di Monterotondo Marittimo a proposito della rete stradale della provincia grossetana, adesso arriva a completare il quadro anche Renato De Carlo, residente a Montenero d’Orcia, frazione di Castel del Piano, già assessore provinciale ai lavori pubblici con l’amministrazione Gentili dal 1995 al 2000. Che rincara la dose e chiede, addirittura al presidente della Provincia di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, un passo indietro.
«La manutenzione delle strade – scrive De Carlo al Tirreno – è uno dei pochi compiti rimasti in capo alla Provincia con l’attuale legislazione. Se l’attuale presidente lo ritiene troppo gravoso, faccia un passo indietro e passi la mano a qualche suo collega sindaco che se la sente di affrontare il problema, che non è tanto finanziario, quanto gestionale».
De Carlo si sofferma, in particolare, sullo stato delle strade della zona amiatina, dove «la segnaletica orizzontale è quasi ovunque, un ricordo del passato, tanto che la guida in ore notturne o in condizioni di ridotta visibilità è diventata un azzardo per la difficoltà di riconoscere la planimetria della strada».
Un problema, quello segnalato da De Carlo che per la verità è a dir poco annoso, tanto che sono anni e anni che fioccano segnalazioni da parte di cittadini e istituzioni in merito al reticolo viario dell’Amiata che mette davvero l’automobilista in pericolo di vita.
Più recente, invece, l’appello del sindaco di Scansano Francesco De Marchi per le condizioni disastrate della strada provinciale 159 a proposito della quale scrive al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e allo stesso Vivarelli Colonna. Strade colabrodo, che da decenni, praticamente, a parte qualche rattoppo, presentano criticità evidenti, tanto che, per mancanza di fondi, la provincia ha cercato di metterci una pezza imponendo dei limiti di velocità. Su gran parte delle strade più compromesse, infatti, ci sono chilometri e chilometri di limiti a 50 orari.
Esempio lampante, quello del tratto che dall’Amiata scende a Santa Rita. Oppure certe strade che sono state chiuse a motocicli e ciclisti, vedi la sp 119 Cellena-Selvena o la strada che porta da Arcidosso a Stribugliano chiusa, al km 7 ai motociclisti. Anche le situazioni più drammatiche e ormai vecchie di decenni, e che tornano in auge ad ogni campagna elettorale, come la famigerata strada del Cipressino, l’unica che porta da Paganico al versante grossetano dell’Amiata, è in alto mare.
Promesse solamente, ma nulla di fatto. Lungaggini, come i lavori alle Aiole di Arcidosso, un luogo impervio e pericolosissimo dove il cantiere adesso riaperto, è stato chiuso mesi e mesi. Per non parlare, poi, di mancanza di segnaletica orizzontale che in caso di nebbia o di cattivo tempo mette in serio rischio gli automobilisti.
Ne sa qualcosa la strada Aiole-Roccalbegna, i tratti di strada asfaltati di fresco e rimasti a toppe, che collegano Castel del Piano a Montenero, dove nessuna segnaletica è stata disegnata. E la strada che da Scansano porta verso Magliano presenta una frana da anni, e costringe i veicoli a transitare su una sola corsia.
La lista sarebbe lunghissima ed è difficile pensare a imminenti buone notizie, viste le casse vuote della Provincia che cerca di fare quel che può, ma non è in grado di dare risposte efficaci a tutte le emergenze. In ogni caso un grosso problema e, come dice De Carlo, «un “bel” biglietto da visita per i numerosi turisti italiani e stranieri che frequentano il nostro territorio».
Così, dopo la segnalazione del sindaco di Monterotondo Marittimo a proposito della rete stradale della provincia grossetana, adesso arriva a completare il quadro anche Renato De Carlo, residente a Montenero d’Orcia, frazione di Castel del Piano, già assessore provinciale ai lavori pubblici con l’amministrazione Gentili dal 1995 al 2000. Che rincara la dose e chiede, addirittura al presidente della Provincia di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna, un passo indietro.
«La manutenzione delle strade – scrive De Carlo al Tirreno – è uno dei pochi compiti rimasti in capo alla Provincia con l’attuale legislazione. Se l’attuale presidente lo ritiene troppo gravoso, faccia un passo indietro e passi la mano a qualche suo collega sindaco che se la sente di affrontare il problema, che non è tanto finanziario, quanto gestionale».
De Carlo si sofferma, in particolare, sullo stato delle strade della zona amiatina, dove «la segnaletica orizzontale è quasi ovunque, un ricordo del passato, tanto che la guida in ore notturne o in condizioni di ridotta visibilità è diventata un azzardo per la difficoltà di riconoscere la planimetria della strada».
Un problema, quello segnalato da De Carlo che per la verità è a dir poco annoso, tanto che sono anni e anni che fioccano segnalazioni da parte di cittadini e istituzioni in merito al reticolo viario dell’Amiata che mette davvero l’automobilista in pericolo di vita.
Più recente, invece, l’appello del sindaco di Scansano Francesco De Marchi per le condizioni disastrate della strada provinciale 159 a proposito della quale scrive al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e allo stesso Vivarelli Colonna. Strade colabrodo, che da decenni, praticamente, a parte qualche rattoppo, presentano criticità evidenti, tanto che, per mancanza di fondi, la provincia ha cercato di metterci una pezza imponendo dei limiti di velocità. Su gran parte delle strade più compromesse, infatti, ci sono chilometri e chilometri di limiti a 50 orari.
Esempio lampante, quello del tratto che dall’Amiata scende a Santa Rita. Oppure certe strade che sono state chiuse a motocicli e ciclisti, vedi la sp 119 Cellena-Selvena o la strada che porta da Arcidosso a Stribugliano chiusa, al km 7 ai motociclisti. Anche le situazioni più drammatiche e ormai vecchie di decenni, e che tornano in auge ad ogni campagna elettorale, come la famigerata strada del Cipressino, l’unica che porta da Paganico al versante grossetano dell’Amiata, è in alto mare.
Promesse solamente, ma nulla di fatto. Lungaggini, come i lavori alle Aiole di Arcidosso, un luogo impervio e pericolosissimo dove il cantiere adesso riaperto, è stato chiuso mesi e mesi. Per non parlare, poi, di mancanza di segnaletica orizzontale che in caso di nebbia o di cattivo tempo mette in serio rischio gli automobilisti.
Ne sa qualcosa la strada Aiole-Roccalbegna, i tratti di strada asfaltati di fresco e rimasti a toppe, che collegano Castel del Piano a Montenero, dove nessuna segnaletica è stata disegnata. E la strada che da Scansano porta verso Magliano presenta una frana da anni, e costringe i veicoli a transitare su una sola corsia.
La lista sarebbe lunghissima ed è difficile pensare a imminenti buone notizie, viste le casse vuote della Provincia che cerca di fare quel che può, ma non è in grado di dare risposte efficaci a tutte le emergenze. In ogni caso un grosso problema e, come dice De Carlo, «un “bel” biglietto da visita per i numerosi turisti italiani e stranieri che frequentano il nostro territorio».
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